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Gli occhi oltre il cielo
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iuppiter



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MessaggioInviato: Dom Ott 01, 2006 2:07 pm    Oggetto: Gli occhi oltre il cielo Rispondi citando

Ho letto un romanzo di un nuovo autore Giuseppe Calocero dal titolo "Gli occhi oltre il cielo" e sono rimasto veramente emozionato per la storia d'amore e la lotta dei cittadini per un nuovo mondo, basato sulla libertà, sulla giustizia, sull'uguaglianza, sulla fratellanza, sull'amore, sulla pace, sulla soddisfazione dei bisogni materiali ed intellettuali. Vorrei sapere se altri lo hanno letto e cosa pensano di questo romanzo.
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alexandros



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MessaggioInviato: Mer Ott 18, 2006 5:23 pm    Oggetto: Gli occhi oltre il cielo Rispondi citando

Io ho letto il romanzo. L'ho trovato bellissimo. Spero lo leggano in tanti. lo merita!
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Athena2010



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MessaggioInviato: Mer Nov 01, 2006 3:44 pm    Oggetto: Il tempo Rispondi citando

Tutto...dipende dagli altri, solo il tempo è nostro.
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alexandros



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MessaggioInviato: Dom Nov 05, 2006 6:09 pm    Oggetto: Sarai meno schiavo del domani , se sarai padrone dell'oggi. Rispondi citando

Ho scoperto che Giuseppe Calocero, autore de "Gli occhi oltre il cielo" edito dalla Libro italiano ha rilasciato un'intervista a Luisella Berrino di Radio Montecarlo.
E' possibile ascoltarla sul sito della radio nel blog "Saranno scrittori".
E' una bella intervista!
Sarai meno schiavo del domani, se sarai padrone dell'oggi
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iuppiter



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MessaggioInviato: Sab Dic 02, 2006 11:28 am    Oggetto: Gli occhi oltre il cielo Rispondi citando

Il sesso non è amore, ma può essere una poesia d'amore.
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Sanga



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MessaggioInviato: Sab Dic 02, 2006 11:32 am    Oggetto: Re: Gli occhi oltre il cielo Rispondi citando

iuppiter ha scritto:
Il sesso non è amore, ma può essere una poesia d'amore.


Stupenda..... Embarassed
_________________
Toccare è guarire.
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iuppiter



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MessaggioInviato: Lun Dic 18, 2006 8:28 pm    Oggetto: La pioggia... Rispondi citando

La pioggia ha baciato il giardino provinciale
con profonde cadenze sulle foglie.
L'aroma sereno della terra bagnata
inonda il cuore di tristezza remota.
Lorca.
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iuppiter



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MessaggioInviato: Sab Gen 06, 2007 8:32 am    Oggetto: Voltaire Rispondi citando

"Tutti i vizi di tutte le età e di tutti i paesi del globo riuniti assieme non eguaglieranno mai i peccati che provoca una campagna di guerra."
Voltaire
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iuppiter



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MessaggioInviato: Mer Feb 14, 2007 6:59 pm    Oggetto: Di.Co. Rispondi citando

Nel caso dei Di.Co non si capisce se lo Stato, il governo, i parlamentari siano al servizio dei cittadini o i cittadini al servizio dello Stato, del governo, dei parlamentari.
Per ogni piccola o grande cosa si sventolano sondaggi, perchè non si dice che la maggioranza della popolazione è favorevole?
In ogni caso lo Stato su questioni private non dovrebbe neanche intervenire, ma dovrebbe riconoscere, comunque, il diritto di ogni persona a sentirsi uguale ad ogni membro della società ed a poter scegliere liberamente la sua vita.
Nessun essere umano può imporre le sue idee ed i suoi comportamenti ad altri esseri umani!
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Merovingio



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MessaggioInviato: Mer Feb 14, 2007 7:33 pm    Oggetto: Re: Di.Co. Rispondi citando

iuppiter ha scritto:
Nel caso dei Di.Co non si capisce se lo Stato, il governo, i parlamentari siano al servizio dei cittadini o i cittadini al servizio dello Stato, del governo, dei parlamentari.
Per ogni piccola o grande cosa si sventolano sondaggi, perchè non si dice che la maggioranza della popolazione è favorevole?
In ogni caso lo Stato su questioni private non dovrebbe neanche intervenire, ma dovrebbe riconoscere, comunque, il diritto di ogni persona a sentirsi uguale ad ogni membro della società ed a poter scegliere liberamente la sua vita.
Nessun essere umano può imporre le sue idee ed i suoi comportamenti ad altri esseri umani!



Hai ragione. Cmq per quanto riguarda i Dico/Pacs non capisco perchè ci sia ancora così tanta ostilità. Approvarli che male può fare? Lo Stato non dovrebbe far altro che assecondare attraverso la legge certi fenomeni sociali ormai consolidati da tempo, anziché combatterli.
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iuppiter



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MessaggioInviato: Sab Feb 24, 2007 2:53 pm    Oggetto: Libertà. Rispondi citando

Questa magica parola che è Libertà, che uso nauseante se ne fa.
Più sono dittatoriali e più parlano di libertà.
Non c'è libertà senza soddisfazione dei bisogni materiali e spirituali.
Non c'è libertà senza avere la possibilità di scegliere "liberamente" ciò che è bene e ciò che è male.
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Iriss



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MessaggioInviato: Gio Mar 15, 2007 3:34 pm    Oggetto: Rispondi citando

si parla sempre di libertà, crediamo di essere liberi, di poter fare ciò che è meglio per noi.
Ma non ci accorgiamo dei mille condizionamenti che ogni giorno rovinano la nostra esistenza
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iuppiter



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MessaggioInviato: Gio Mar 15, 2007 10:27 pm    Oggetto: Libertà: Rispondi citando

Hai ragione Iriss! I condizionamenti materiali, spirituali ed intellettuali limitano la nostra libertà.
Questo avviene affinchè noi tutti ci accontentiamo di vivere in un mondo che è contro l'essere umano materialmente e moralmente e non lottiamo per andare oltre una realtà vergognosa, che opprime ogni persona nel cuore, nella mente , nel corpo.
Conoscere , conoscere, conoscere è il modo per essere liberi almeno nella mente.
Un corpo può essere servo, una mente può essere sempre libera in ogni situazione.
Coloro che sentono l'oppressione di questa realtà devono unirsi per modificarla.
In un mondo di guerre, di morti di fame, di ricchi e poveri, di differenze sessuali non può esistere libertà, perchè non c'è uguaglianza e giustizia.
Il mondo sarà libero quando ogni essere umano darà secondo le sue capacità ed avrà secondo le sue necessità!
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Merovingio



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MessaggioInviato: Gio Mar 15, 2007 11:54 pm    Oggetto: Re: Libertà: Rispondi citando

iuppiter ha scritto:
Conoscere , conoscere, conoscere è il modo per essere liberi almeno nella mente.
Un corpo può essere servo, una mente può essere sempre libera in ogni situazione.


Hai ragione! La cultura e la conoscenza aprono sempre nuovi orizzonti e nutrono la mente con nuove idee, in grado di rompere ogni tipo di barriera, che il mondo e noi stessi ci poniamo.
Però è una medicina amara perchè mentre la nostra mente viaggia a velocità vertiginose, il nostro corpo, schiavo dei propri limiti, non riesce a reggere il suo passo: viviamo come leoni in gabbia, costretti a subire passivamente una condizione che ci opprime, consci del degrado e, allo stesso tempo, dell'impossibilità di fermarlo. Un destino che ci stuzzica, ci irride e ci rende vittime del nostro tempo. Sad

iuppiter ha scritto:
In un mondo di guerre, di morti di fame, di ricchi e poveri, di differenze sessuali non può esistere libertà, perchè non c'è uguaglianza e giustizia.
Il mondo sarà libero quando ogni essere umano darà secondo le sue capacità ed avrà secondo le sue necessità!


Quanto vorrei crederti!
Quanto mi piacerebbe dirti: "Sì! Si può fare. Le cose cambieranno!"
Però è anche bello sognare. Dovremmo tutti prendere spunto dal gabbiano Jonathan Livingston... Smile
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Iriss



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MessaggioInviato: Ven Mar 16, 2007 12:08 am    Oggetto: Rispondi citando

iuppiter riporto qui una parte del tuo intervento...

"Questa discussione vuole aprire le porte a tutti coloro che sognano una vita nuova, fuori da ogni ipocrisia, egoismo, individuaslismo;
a tutti coloro che vogliono vivere una vita vera nella soddisfazione dei bisogni maetriali e spirituali;
a tutti coloro che sognano un mondo d'amore, di pace, di libertà, di uguaglianza, di giustizia;
a tutti coloro che hanno il cuore caldo ed il sole in tasca!
In alto i cuori!"

Ale un mondo così è possibile, certo adesso sembra solo un sogno ma se ognuno di noi non aspetta che sia l'altro a fare il primo passo, se tutti siamo pronti a non voler a tutti i costi imporre le nostre idee, a non aspettare che le cose si risolvano da sè riusciremo a creare un mondo nuovo.
Non aspettiamoci grandi cambiamenti da subito, iniziamo dai luoghi dove siamo, con le persone che incontriamo.... qualcosa cambierà Smile
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iuppiter



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MessaggioInviato: Sab Mar 17, 2007 5:30 pm    Oggetto: La conoscenza è libertà! Rispondi citando

La conoscenza è, innanzitutto, coscienza di sapere molto poco.
Più si conosce e più ci si accorge di quanta strada ci sia davanti a noi per iniziare a tirarsi fuori dalle grinfie dell'ignoranza, che è il modo più efficiente ed efficace per tenere gli esseri umani al guinzaglio del potere economico e politico del vecchio mondo, basato solo sul "guadagno".
A volte fa star male per la consapevolezza degli imbrogli ed inganni, che ci circondano, ma, più spesso, fa star bene e fa sentire libero il cuore e libera la mente.
E' molto importante avere nel cuore e nella mente la libertà nella conoscenza e nell'amore per un mondo nuovo, dove ogni essere umano possa essere soddisfatto in ogni bisogno.
Il mondo nuovo dobbiamo iniziare a costruirlo intorno a noi, è vero.
Ci sono tanti cuori caldi, che hanno bisogno di un soffio di vento per scaldarsi e dare il loro contributo ad una speranza possibile.
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Iriss



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MessaggioInviato: Sab Mar 17, 2007 11:54 pm    Oggetto: Rispondi citando

iuppiter i tuoi interventi sono sempre piccole perle Smile
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iuppiter



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MessaggioInviato: Sab Ott 13, 2007 8:18 pm    Oggetto: Il caldo respiro della speranza Rispondi citando

Ho appena finito do leggere "Il caldo respiro della speranza" di Giuseppe Calocero.
L'ho trovato straordinariamente emozionante.
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iuppiter



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MessaggioInviato: Sab Nov 03, 2007 5:32 pm    Oggetto: Il caldo respiro della speranza. Rispondi citando

In un mondo d'ingiustizie e disuguaglianze sociali, l' associazione "Un nuovo mondo" vince le elezioni e sale al governo.
Le prime decisioni governative riguardano:
il lavoro obligatorio per tutti coloro che hanno più di diciotto anni,
uno stipendio uguale per tutti,
case per tutti,
scuola gratis,
sanità gratis,
trasporti gratis,
settimana di lavoro di trenta ore,
libertà assoluta della propria vita, dopo aver contribuito al benessere sociale.
Il vecchio mondo non ci sta ed organizza azioni per far cadere la nuova realtà sociale.
La lotta tra il "Nuovo mondo" e il vecchio mondo ed il crescere della nuova dimensione sociale da germoglio a fiore mi hanno emozionato nel leggere questo romanzo.
Il "Nuovo mondo" è il mondo che ogni essere umano dovrebbe cercare di conquistare per sentirsi veramente un essere umano, che esprime la sua intelligenza, la sua passione, la sua diversità nella soddisfazione dei suoi bisogni materiali e spirituali.
" L'uomo per natura è libero, è uguale a qualunque altro della sua specie.
Ma nello stato di società non è così"
Giacomo Leopardi
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iuppiter



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MessaggioInviato: Sab Nov 17, 2007 3:41 pm    Oggetto: La libertà Rispondi citando

La libertà esiste solo se ogni essere umano soddisfa i suoi bisogni materiali e può elevarsi nelle vette della conoscenza.
Non esiste libertà per chi non ha un lavoro,
per chi è precario,
per chi non riesce ad arrivare a fine mese,
per chi non ha una casa,
per chi non può studiare e conoscere.
La libertà nelle società attuale è determinata dal denaro, eppure dicono che non è importante...che basta la salute...ma la salute con il denaro si salvaguarda molto meglio.
Quale libertà i bambini che muoiono di fame nel mondo?
Quale libertà i milardi di persone sotto alimentate?
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iuppiter



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MessaggioInviato: Mer Dic 12, 2007 8:02 am    Oggetto: Ideologia e scienza. Rispondi citando

Ideologia e scienza.
Il termine ideologia è coniato nel 1801 dal filosofo francese Antoine-Louis-Claude Destutt de Tracy, che nel suo “Elementi di ideologia”, riallacciandosi al sensismo di Condillac, lo utilizza per definire una dottrina della conoscenza basata essenzialmente sulle sensazioni sensoriali.
L’ideologia è quindi una falsa coscienza della realtà, presentata con un’immagine rovesciata e capovolta, apparentemente neutrale ed universale, ma che rappresenta un punto di vista particolare.
Un esempio di ideologia è la pretesa che la storia, che tanti mutamenti sociali, economici e politici ha portato in un milione di anni, finisca con il sistema capitalistico e che ogni speranza, basata sull’analisi scientifica, di una nuova realtà sociale, economica e politica sia solo un’utopia.
In realtà l’analisi scientifica della realtà mostra come all’interno dell’attuale società crescano le condizioni per un mondo nuovo nella libertà, nell’uguaglianza, nella fratellanza, nella giustizia, nell’amore, nella pace.
La storia dell’essere umano, fin dall’iniziale comunismo primitivo, è storia di ricerca continua di rapporto con la natura per soddisfare i suoi bisogni.
Su questa speranza hanno sempre cercato di giocare i potenti per cercare di avere il favore della maggioranza delle persone.
Su questo sogno giocano tuttora coloro che si candidano al governo in ogni parte del globo.
Promettono sempre migliori condizioni di vita, perché sanno che ogni essere umano aspira ad una vita migliore.
Ricordiamo il contratto di Berlusconi, naturalmente non rispettato.
Ricordiamo il programma dell’Unione, mai applicato.
Anche quando devono peggiorare le condizioni i parlamentari, i sindacalisti, i capitalisti ed i loro scrivani parlano di migliorare le condizioni.
L’esempio del Protocollo sulle pensioni, sul lavoro precario, lo dimostra ampiamente.
Negli ultimi anni i profitti delle imprese sono aumentati a dismisura mentre gli stipendi hanno subito un tracollo in una cornice di continui peana a miglioramenti delle condizioni di vita e di lavoro, che, purtroppo, erano solo peana …solo illusioni…solo ideologie.
Liberarsi dalle ideologie con la conoscenza scientifica è andare verso la libertà del pensiero, che possa dare seguito ad un’azione libera e convinta.
Dobbiamo convincerci che in un mondo dove vi sono capitalisti e proletari, che esistono ancora nonostante si voglia far sembrare il contrario e di cui si parla solo quando muoiono, non ci sarà mai benessere per tutti.
Se la produzione è sociale e l’accumulazione è oligarchica, il benessere sarà sempre per pochi.
Non ci sarà mai pace.
La guerra nell’attuale sistema è insito nella lotta economica.
Non ci sarà mai libertà.
La libertà con la pancia vuota non esiste.
Non ci sarà mai uguaglianza.
Il figlio del proletario non sarà mai uguale al figlio dell’industriale.
Non ci sarà mai giustizia.
La giustizia non è merce per chi lavora.
Non ci sarà mai fratellanza.
La divisione degl’interessi divide le persone.
Questa società non ha alcuna prospettiva per il genere umano!
In questa società la civiltà della vita è solo ideologia!
Muoiono milioni di bambini ogni anno per fame, altri milioni sono sfruttati dalla tenera età.
Tante persone muoiono nelle guerre, combattute da coloro che sono per la vita e la democrazia.

La verità è che una produzione mirata al profitto non sarà mai sicura!
E’ inutile pensare di cambiare la realtà economica e sociale se si nota solo gli effetti e si pensa d’intervenire su di essi!
L’intervento deve essere sulla causa.
Solo con una produzione sociale ed una distribuzione sociale si potranno avere nuove frontiere dell’umanità.
“Una società può dirsi tale quando ogni persona vive…Di conseguenza avere la possibilità di mangiare e bere, vestirsi, avere una casa, potersi curare in caso di malattia, avere l’animo sereno e sgombro dall’assillo della sopravvivenza.”
Da “Il caldo respiro della speranza” di Giuseppe Calocero.
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iuppiter



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MessaggioInviato: Sab Dic 22, 2007 3:16 pm    Oggetto: Se questa è politica... Rispondi citando

Se questa è politica…

La divulgazione della telefonata tra Silvio Berlusconi ed Agostino Saccà illustra in modo chiaro la realtà del sistema in cui viviamo, ma chiarisce in modo inequivocabile che la politica è intesa come interesse personale o di gruppo, calpestando ogni regola democratica e morale.
Politici e pennivendoli vari ci dicono che
la politica è fare il bene della comunità;
la volontà del cittadino è suprema;
tutti in democrazia hanno le medesime opportunità.
Orbene la telefonata di cui sopra mostra come nell’attuale sistema
l’azione politica è intesa a fare solo il bene proprio e del proprio giro;
il cittadino non conta alcunché se il suo voto può essere cambiato dal mercato della vendita e dalla compera di qualche senatore;
che le opportunità ce l’ hanno coloro che appartengono al giro.
E’ una realtà di padroni, servi e …spettatori!
Nell’ultimo insieme tanti aspirano a diventare padroni, tantissimi a divenire servi, la maggioranza rimane spettatrice e si rammarica, cercando di emulare padroni e servi.
Una realtà sociale di questo tipo ha perso non solo ogni senso morale, ma anche di sviluppo del genere umano.
E’ una realtà in imputridimento, in decadenza totale.
La storia insegna che queste fasi sono il segnale della fine storica del periodo socio-economico.
Colpisce in questa vicenda l’ascoltare i commenti dei politici e la lettura dei quotidiani.
Lo scandalo non è vedere “l’imbroglio” manifestarsi chiaramente, ma le intercettazioni, la violazione della privacy.
Ricordiamo solo che le intercettazioni sono state autorizzate da un giudice e che vi sono ipotesi di reato.
Ricordiamo che senza le intercettazioni Fazio, Fiorani ed “ i furbetti del quartierino” sarebbero ancora immersi nelle loro trame delinquo-finanziarie.
Ben vengano le intercettazioni!
Chi non ha nulla da nascondere non le teme!
Bertinotti ha dichiarato :” No ad uso politico di intercettazioni.”
Ma un capo dell’opposizione, ex presidente del consiglio che ammette di stare trattando per comprare dei senatori è un caso politico, si o no?
Direi di si.
Non solo è politico, ma è di interesse degli organi della magistratura.
Per Bertinotti è normale cercare di comprare senatori?
E’ un ulteriore segnale questo del decadimento del sistema e di chi lo rappresenta.
Da questa vicenda e dall’analisi della realtà quotidiana appare lampante che l’interesse della comunità e delle persone è lontano dalla mente e dal cuore “dei padroni e dei servi” in ogni campo della vita economica, sociale, politica.
E’ chiaro che fare gli spettatori, ed in molti casi i tifosi, ha portato negli ultimi anni
ad una situazione di profitti in forte rialzo,
di stipendi in forte discesa,
ad un’occupazione precaria,
a maggiore disoccupazione, checchè ne dica l’Istat, che non dice che milioni di persone non si iscrivono agli uffici del lavoro, ritenerlo inutile, e quindi non rientrano nelle statistiche ufficiali,
alla visione di un presente ed un futuro incerto e nebuloso.
E’ necessario chiedere a noi e per noi stessi di più!
“ Nel vecchio mondo la realtà presentata nella finzione televisiva è bella , ma rimane solo una finzione, purtroppo. In quel mondo, che presto cadrà dappertutto perché è un freno allo sviluppo dell’umanità, milioni di persone sono senza casa, hanno un’assistenza sanitaria o mancante o carente, milioni di persone non possono accedere all’istruzione.
Che mondo è dove al primo posto c’è l’ottica di fare soldi?
Che mondo è dove i soldi si fanno trafficando droga?
Che mondo è dove i soldi si fanno con le armi?
Che mondo è dove i soldi si fanno sfruttando i bambini?
Che mondo è dove i soldi si fanno sfruttando le donne?
Che mondo è un mondo dove gli esseri umani non contano nulla se non per essere sfruttati?
E’ un mondo di miseria reale e culturale.
E’ un mondo di iene che sbranano gli agnelli.
Il nostro mondo, il mondo che stiamo costruendo è un’altra cosa, è un altro mondo!”
Da “Il caldo respiro della speranza” di Giuseppe Calocero.
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iuppiter



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MessaggioInviato: Sab Dic 29, 2007 1:11 pm    Oggetto: La vita e... la chiesa. Rispondi citando

La vita e …la chiesa.

“La morale cattolica in materia di embrioni è chiara e da sempre ricorda a credenti, non credenti e uomini di buona volontà che nello zigote c’è una persona umana e qualsiasi intervento che si fa per distruggerlo equivale ad uccidere una persona.”
Cardinale Barragan da “La Repubblica “ del 24.12.07.
Così si esprime la chiesa sulla possibilità della diagnosi preimpianto sugli embrioni.
La chiesa , che ,a parole, sembra difendere la vita dimentica però i cinquanta milioni di bambini, che ogni anno muoiono di fame nel mondo.
Dimentica la maggior parte delle famiglie, che hanno enormi difficoltà a crescere e far vivere i loro figli.
Dimentica che viviamo in una società dove “Chi lavora non guadagna e chi guadagna non lavora”.
“Ciò che gli individui sono dipende dalle condizioni materiali della loro produzione.”
Mai la chiesa si è schierata, si schiera contro gli attuali rapporti di produzione, che sono la causa della povertà per molti e della ricchezza per pochi.
Chi è per la vita di tutte le persone non può accettare una produzione sociale ed un’appropriazione oligarchica, ma lotta per una società in cui tutti possano godere dei prodotti sociali, base per donare a tutti una vita vera.
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iuppiter



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MessaggioInviato: Dom Gen 13, 2008 8:21 am    Oggetto: Il mondo in cui viviamo e quello che vorremmo. Rispondi citando

Il mondo in cui viviamo e quello che vorremmo.

La realtà sociale, in cui gli esseri umani del ventunesimo secolo portano avanti la loro esistenza,
vede
miliardi di persone sottoalimentate e vivere una vita non da persone, ma da bestie;
milioni di persone morire ogni anno per fame, tra cui cinquanta milioni di bambini;
miliardi di persone, nonostante la partecipazione al processo produttivo, lottare ogni giorno per sopravvivere;
milioni di bambini sfruttati come nel diciottesimo secolo.
Ogni giorno vi sono incidenti e morti sul lavoro;
le guerre crescono e mietono sempre nuove vittime.
La libertà, tanto propagandata dell’attuale sistema, è la libertà della casualità dentro lo sviluppo oggettivo dell’economia.
E’ la libertà dell’incertezza del presente e del futuro.
Nonostante i drammi, che ogni giorno l’umanità è costretta a vivere, vi sono individui che osano osannare l’attuale sistema sociale e predire per esso l’eternità, perché, secondo loro, oltre è impossibile andare.
Dimenticano che il capitalismo esiste da poco più di due secoli, mentre la vita umana esiste da circa un milione di anni.
Dall’iniziale comunismo primitivo, in coerenza con lo sviluppo delle forze produttive, molte forme sociali si sono succedute fino ad arrivare all’avvento della borghesia.
In quel momento storico fattore progressivo per l’umanità.
Dopo più di due secoli il fattore progressivo è divenuto regressivo e freno per un decisivo sviluppo delle forze produttive, che portino a forme sociali ove la libertà possa essere non più casuale, ma reale.
La libertà è soddisfazione dei bisogni materiali e spirituali e solo una società” dove ognuno possa dare secondo le sue capacità e ricevere secondo le sue necessità” può garantirla.
Nella storia milioni di persone hanno individuato scientificamente, con l’aiuto del materialismo storico e del marxismo, nel comunismo il nuovo mondo.
Non è stata e non è una speranza fideistica, ma scientifica, basata sull’analisi del capitalismo e sulle sue contraddizioni.
Sapendo di non poter competere con la scienza marxista, gli apologeti del capitalismo, nel secolo precedente e nell’attuale hanno cercato d’infangare la speranza scientifica dell’umanità con l’ideologia del cosiddetto “comunismo reale” dell’Unione Sovietica o di altri paesi.
Hanno ingannato sapendo di ingannare!
In Russia, con la vittoria della rivoluzione del 1917 e fino alla morte di Lenin nel 1924, è stato fatto un tentativo di affermazione, nonostante il ritardo storico di quella realtà socio-economica, degl’ideali comunisti.
Questo tentativo, votato alla sconfitta, per le mancate rivoluzioni in altri paesi europei, ma che segnerà, come “La Comune” di Parigi una tappa basilare ed importantissima per la storia del movimento e della speranza di un mondo nuovo, fu sconfitto con la controrivoluzione borghese e l’avvento di sistemi dittatoriali quali il nazismo, il fascismo, lo stalinismo.
Lo stalinismo è borghese!
E tutto quello che ha fatto mostra il volto della borghesia e della sua ferocia!
Le vittime dello stalinismo furono innanzitutto i bolscevichi, i comunisti, poiché essi erano i nemici!
Che capolavoro d’ideologia spacciare lo stalinismo per comunismo e non dire che lo stalinismo, il fascismo, il nazismo sono l’altra faccia del sistema borghese!
Ancora oggi gli apologeti del capitalismo osano propagandare la superiorità del loro sistema e la sua eternità, ma tremano quando sentono parlare di nuovi mondi possibili.
Quando sentono parlare di libertà dai bisogni, uguaglianza sociale, fratellanza nella comunione di interessi e rispetto delle diversità, dicono che sono utopie e che bisogna avere i piedi per terra.
Non si accorgono che gli utopici sono loro che pensano che l’attuale sistema con le sue contraddizioni e le sue ingiustizie e le sue vessazioni possa durare in eterno.
L’essere umano non è nato per essere schiavo in un mondo dove il dio è il denaro, che determina il prezzo di una merce e rende tutto merce, anche le persone.
L’essere umano è nato per esprimere la sua grandezza nella libertà dai bisogni materiali e spirituali e librarsi verso il cielo della conoscenza.
E’ la stessa società attuale che determina e determinerà le situazioni del suo superamento per essere posta , come le altre forme sociali, nelle anticaglie della storia.
“Non fermatevi mai nella lotta per l’affermazione della dignità di ogni essere umano!
Ogni persona è degna di vivere una vita senza essere schiava e serva di nulla!
L’asservimento al bisogno materiale e morale è il peggior modo di trattare gli esseri umani!”
Da “Il caldo respiro della speranza” di Giuseppe Calocero.



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Athena2010



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MessaggioInviato: Dom Gen 20, 2008 8:30 am    Oggetto: Simoniaci e barattieri nel regno dell'ipocrisia. Rispondi citando

Simoniaci e barattieri nel regno dell’ipocrisia.


Nel canto XIX dell’”Inferno” Dante mette i simoniaci, coloro che fanno turpe mercato delle cose sacre, che sono fitti dentro fori da cui sporgono le piante di piedi accese e le gambe “infino al grosso”.
Nel canto XXI e XXII si trovano i barattieri, coloro che per lucro o per utile personale fecero mercato delle cose pubbliche, che stanno tuffati nella pece bollente, sotto la guardia di diavoli, armati di raffi.
Nel canto XXIII vi sono gl’ipocriti, che camminano eternamente gravati da una cappa di piombo.
Assistendo allo scandalo dei politici e di individui alla politica collegati nella gestione di posti di lavoro nella pubblica amministrazione e di appalti, vediamo sfilare un’enorme schiera nello stesso tempo simoniaca, barattiera ed ipocrita.
Questa schiera, che spesso si è riempita la bocca dicendo di voler affermare una politica economico-sociale più giusta, in cui tutti possano avere le medesime opportunità, in una società più libera ed equa, di fronte a quanto emerge dalle indagini della procura di S. Maria Capua Vetere, prima di Catanzaro e Potenza, rivendica la correttezza della gestione di posti di lavoro, di appalti, di fondi europei e ministeriali, in modo clientelare e da comitati di affari.
L’applauso del parlamento italiano al discorso dell’ex ministro della giustizia del 16.01.08 è eloquente.
Il modo di presentare i fatti sui giornali, nei radio giornali, nei telegiornali ha mostrato una schiera informativa perdonista su realtà, deplorevoli dal lato morale, politico, giuridico.
In generale i mass-media, al di là del finto can can, tendono all’accettazione di situazioni, indegne di una società civile, che si faccia carico della vita di tutti i cittadini.
In questo mondo di simoniaci, barattieri ed ipocriti emerge una verità: non siamo uguali.
Non lo siamo di fronte alla legge, non lo siamo di fronte al lavoro, non lo siamo di fronte alla vita.
Fu chiaro Berlusconi, nella scorsa campagna elettorale,quando affermò che non si poteva pensare che il figlio dell’operaio fosse uguale al figlio del professionista.
Viviamo in una società in cui comitati d’affari, in alcuni casi camuffati da partiti, gestiscono potere economico, finanziario, politico, informativo a vantaggio dei loro aderenti.
Viviamo in una società in cui la libertà, l’uguaglianza, la giustizia valgono solo per alcuni, non per tutti.
La società in cui viviamo non potrà mai dare all’essere umano quella civiltà in cui ognuno possa essere veramente libero nella conoscenza dai bisogni materiali e spirituali.
In questa realtà, al di là della propaganda, si formano individui che basano la vita sulla furbizia, sulle vie traverse, sull’ipocrisia, sulla slealtà, con il sorriso sulle labbra ed il serpente tra le mani.
Le persone che vivono ispirandosi alla dignità dell’essere umano, sulla tenacia, sulla costanza, sulla coerenza, sulla lealtà, sulla chiarezza, che dicono quel che pensano e pensano quello che dicono vengono messi ai limiti della dimensione sociale.
Per iniziare il duro e difficile cammino verso la libertà è importante cominciare a rendersi conto del mondo che ci circonda, studiarlo, conoscerlo e lavorare per modificarlo.
L’essere umano non deve vivere prigioniero di fame, sete, miseria, tabù, superstizioni e perdersi nel buio di un destino fatale.
L’essere umano deve vivere libero da ogni necessità materiale, deve librarsi nella conoscenza e nell’amore ed illuminarsi ne “il caldo respiro della speranza”, che porti al “dolce sapore del cielo”.
E’ amorale ed indegno di una società che vi possa essere più di metà della popolazione, che debba essere il motore del vivere economico-sociale, prendendo le briciole della torta.
Vogliamo una dimensione sociale in cui ogni essere umano possa “veder le stelle”.
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MessaggioInviato: Lun Gen 28, 2008 7:07 am    Oggetto: Mondo nuovo e vecchio mondo. Ideali ed utopie. Rispondi citando

Nuovo Mondo e vecchio mondo.
Ideali ed utopie.


Il capitalismo, progressivo rispetto alle realtà socio-economiche precedenti, non ha risolto in più di duecento anni di storia i problemi materiali e spirituali dell’umanità.
L’umanità è ancora alla ricerca di una vita libera dai bisogni materiali e morali.
La democrazia si è dimostrata incapace di sanare i mali della società.
L’uguaglianza democratica è una chimera!
La borghesia e la classe media detengono il potere.
Il povero è in realtà privo di diritti.
Negli ultimi anni, nonostante i piagnistei, i ricchi sono diventati più ricchi ed i poveri più poveri.
I salari hanno perso potere d’acquisto, il mercato del lavoro è stato colpito da una precarietà stringente, l’utilizzo della forza lavoro nelle unità produttive è stato sempre più assoggettato alle esigenze della produzione e l’essere umano è costretto a vedere il processo produttivo più come una schiavitù che come mezzo di liberazione dalle sue necessità.
“Come il selvaggio deve lottare con la natura per soddisfare i suoi bisogni, per conservare e riprodurre la sua vita, così deve fare anche l’uomo civile e lo deve fare in tutte le forme della società e sotto tutti i possibili modi di produzione.”
Il Capitale
K.Marx.
I governi cambiano, promettono, illudono, ma non smettono di arricchire profitto e rendita.
Solo la realtà dei lavoratori segue un corso non da esseri umani.
Le illusioni divengono delusioni e s’impantanano nella cupa rassegnazione.
Sempre più si scopre che è utopia pensare che questo sistema possa un giorno liberare l’umanità dai suoi bisogni e proiettarla nella vera libertà, basata sulla soddisfazione delle necessità materiali e spirituali.
Le costituzioni democratiche si rivelano per delle grandi menzogne e finzioni, parole vuote senza significato per la stragrande maggioranza dei cittadini.
La storia s’incarica di demolire utopie e chimere e renderle chiare nella loro essenza.
Il capitalismo non può essere l’ultima frontiera dell’umanità, perché non ha garantito, non garantisce, non potrà mai garantire una vita vera ad ogni essere umano.
Chi dice e pensa diversamente si crogiola nell’utopia, conveniente, ma pur sempre chimera.
Il “Mondo Nuovo” è oltre la realtà del profitto.
“Per “Nuovo Mondo” noi intendiamo un mondo di amore, libertà, fratellanza, uguaglianza, pace.
Intendiamo un mondo dove tutti collaborano alla vita sociale e produttiva e quindi tutti lavorano, tutti hanno una casa.
Tutti hanno un tempo per il lavoro, un tempo per la conoscenza,un tempo per lo svago e il tempo libero.
Il nuovo mondo è una società dove liberamente si esprime il pensiero e dove al centro della vita economico-sociale non c’è il profitto, ma l’essere umano ed i suoi bisogni materiali ed intellettivi, dove esiste la libertà dal bisogno materiale e morale, intesa come libertà nella conoscenza.”
Giuseppe Calocero
Il caldo respiro della speranza.
Il “Mondo Nuovo” è ideale, ma basato sull’analisi scientifica dell’attuale realtà sociale, è ragione non fede.
Se ognuno si liberasse della cappa delle ideologie dominanti, dei tabù, delle superstizioni, dei falsi moralismi e librasse la sua mente ed il suo cuore nella libertà della conoscenza vedrebbe con chiarezza la nuova frontiera dell’umanità e si approprierebbe dell’etica del futuro, del mondo nuovo.
L’unico modo per superare il dissidio tra profitto e produttori e dare all’umanità una società libera, eguale, fraterna, pacifica.
“Il comunismo è, in quanto compiuto naturalismo, umanismo, e, in quanto compiuto umanismo, naturalismo. Esso è la verace soluzione del contrasto dell’uomo con la natura e con l’uomo; la verace soluzione del conflitto fra esistenza ed essenza, fra oggettivazione ed affermazione soggettiva, fra libertà e necessità, fra individuo e genere.
È il risolto enigma della storia e si sa come tale soluzione.”
Manoscritti economico-filosofici.
K.Marx.
Le persone che amano il genere umano, che non si crogiolano nel loro egoismo ed individualismo, nel limite misero del possesso di qualcosa, devono uscire dal labirinto delle ideologie e mettere in campo cuore e cervello per risolvere l’enigma e dare soluzione alle speranze del genere umano.
Il senso dell’avere non potrà ancora per molto alienare tutti i sensi fisici e spirituali, che sono sociali e quindi emancipati.
Con l’emancipazione dai bisogni l’umanità ritroverà la sua intima ricchezza.
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MessaggioInviato: Lun Feb 04, 2008 7:10 am    Oggetto: Comunismo:una causa di tutta l'umanità. Rispondi citando

Capitalismo, mondo di “Disio senza speme”.
Comunismo, causa di tutta l’”Umanità”.

L’essere umano ha da sempre desiderato una vita serena, tranquilla, libero dai bisogni. Ed ogni azione di qualsiasi individuo, al di là dei giudizi morali, è mossa dalla volontà di giungere a questo obiettivo.
Quante volte abbiamo ascoltato qualcuno dire:” Ah …se avessi tanto denaro quante cose potrei fare.
Farei questo…quest’altro…quest’altro ancora…”.
La possibilità di una vita sognata in questo mondo passa attraverso il denaro e la sua quantità determina le condizioni di vita materiali.
L’autonomia , l’emancipazione, la libertà sono dovuti allo “Schiavo giallo”, il denaro, battezzato così da Shakespeare.
Questa prodigiosa materia capace di “rendere nero il bianco, bello il brutto, diritto il torto, nobile il basso, giovane il vecchio e valoroso il codardo.”
Partendo da questa realtà ogni essere umano, dotato di intelligenza ed onestà intellettuale, dovrebbe ammettere che la persona non sarà mai libera di emanciparsi e non avrà mai pari opportunità se le condizioni materiali non saranno pari per tutti.
Un essere umano non sarà mai libero se dovrà vendere il suo corpo o la sua anima per sopravvivere.
E fin quando un solo essere umano è costretto ad elemosinare la vita, la società non può dirsi libera, giusta, eguale, fraterna.
Ogni individuo ha i suoi desideri, i suoi sogni, ma in questo mondo per la quasi totalità rimangono desideri e sogni senza alcuna speranza di realizzazione.
La conseguenza delle delusioni è prendersela con cause che sono effetti della causa principale: questa struttura socio-economica è fondata sull’interesse privato e non sociale.
“ Se il ben inteso interesse è il principio di ogni morale, ciò che importa è che l’interesse privato dell’uomo coincida con l’interesse umano. Se l’uomo non è libero in senso materialistico, cioè se è libero non per la forza negativa di evitare questo o quello, ma per la capacità positiva di affermare la sua vera individualità, non si deve punire il delitto del singolo, ma distruggere i luoghi antisociali dove il delitto nasce, e dare a ciascuno nella società il posto di cui ha bisogno per l’estrinsecazione essenziale della sua vita.
Se l’uomo è formato dalle circostanze , si devono rendere umane le circostanze.
Se l’uomo è sociale per natura, egli sviluppa la sua vera natura solo nella società, e la potenza della sua natura deve trovare la sua misura non nella potenza dell’individuo singolo, ma nella potenza della società.”
La sacra famiglia
K. Marx, F. Engels.
“Dobbiamo operare affinchè alcun essere umano sia schiavo di un altro essere umano né materialmente né moralmente.
Dobbiamo creare un mondo basato sulla fratellanza, uguaglianza, libertà e, quindi, sulla pace, sull’amore, ove ognuno dia il suo contributo sociale e dalla società riceva la possibilità di soddisfare i suoi bisogni materiali e morali.
Un mondo ove uomini e donne abbiano la possibilità di vivere come meglio credono e ove sono loro a decidere del presente e del futuro.
Gli occhi oltre il cielo
Giuseppe Calocero.
C’è molto da fare!
I mass-media dominanti propagandano sfiducia e rassegnazione, i loro luoghi comuni dicono che il mondo è stato sempre così e così sarà.
Dicono falsità!
Il mondo economico e sociale ha subito varie trasformazioni nella storia a seconda dello sviluppo delle forze produttive, è stato, è, sempre dinamico, mai statico.
In ogni modello socio-economico, che si è succeduto nella storia, crescevano gli embrioni della società seguente.
Nella società odierna vi sono gli embrioni della nuova frontiera dell’umanità.
Bisogna accudirli, farli crescere!
C’è molto da fare!
“Per i suoi principi, il comunismo è al di sopra del dissidio tra borghesia e proletariato, poiché lo considera giustificato nel suo significato storico soltanto per il presente, non per il futuro; esso intende appunto sopprimere tale dissidio.
Riconosce perciò, finchè il dissidio permane; che il risentimento del proletariato contro i suoi oppressori è una necessità, che rappresenta la leva più importante del movimento operaio ai suoi inizi; ma va oltre tale risentimento, perché il comunismo è appunto una causa di tutta l’umanità, non soltanto degli oiperai.”
La situazione della classe operaia in Inghilterra.
F. Engels.
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MessaggioInviato: Gio Feb 21, 2008 7:31 am    Oggetto: La libera unificazione dell'umanità. Rispondi citando

La libera unificazione dell’umanità.

“La conseguenza dell’elevazione dell’interesse a vincolo unificante dell’umanità, fintantoché l’interesse permane soggettivo e semplicemente egoistico, è necessariamente la dispersione universale, la concentrazione degli individui su se stessi, l’isolamento, la trasformazione dell’umanità in un aggregato di atomi che si respingono a vicenda; questo isolamento è, a sua volta, l’ultima conseguenza del principio cristiano della soggettività, il compimento del mondo cristiano.
Fintantoché, inoltre, permarrà la principale estraniazione, ossia la proprietà privata, l’interesse dovrà necessariamente essere interesse particolare ed il suo dominio risulterà essere il dominio della proprietà…”
F.Engels
“Lineamenti di una critica dell’economia politica”.
La società in cui viviamo è una realtà di interessi distinti e soggettivi. Non vi è un interesse comune.
Il profitto non può andare d’accordo con il salario!
E’ nella legge naturale del sistema capitalistico.
Costruire una nuova società in cui gl’interessi siano unificati vuol dire eliminare il dissidio capitale-lavoro ed unire gli esseri umani in obiettivi comuni ad ognuno ed all’intera umanità.
Coloro che pensano di unire gl’interessi del lavoro a quelli del capitale non portano nuove idee, ma vecchie elucubrazioni, che hanno indossato vestiti alla moda.
Sono concetti che mettono al primo posto dell’azione politico-economica
il bene delle imprese e del paese,
gl’interessi nazionali,
la competitività e la produttività,
in definitiva mettono al primo posto il profitto.
E’ per il profitto che in questi anni i salari si sono ulteriormente immiseriti!
E’ per il profitto che il mercato del lavoro è peggio dei paesi in via di sviluppo!
E’ per il profitto che gl’incidenti sul lavoro e le morti bianche sono in aumento!
Fin quando il re della società sarà il profitto non vi sarà mai una società libera, fraterna, eguale, giusta!
Una società libera, eguale, fraterna, si costruisce eliminando le divisioni di interessi, unificando gli stessi, instaurando una produzione sociale, come già è oggi, ed una distribuzione altrettanto sociale.
Altre strade non vi sono per dare all’umanità la pace dei bisogni ed il sogno di una vita vera!
Chi dice il contrario in certi casi mente sapendo di mentire in altri è preda delle ideologie.
Il genere umano per assaporare la speranza di un mondo nuovo deve bere alla fonte della conoscenza con foga ed unire i cervelli ed i cuori per far sentire il caldo desiderio della non accettazione di tale realtà e la ferrea determinazione di voler assaporare il dolce sapore del cielo.
“La dissoluzione dell’umanità in una massa di atomi isolati, che si respingono a vicenda, è già in se l’annientamento di tutti gl’interessi corporativi, nazionali e particolari ed è l’ultimo stadio necessario verso la libera auto unificazione dell’umanità.”
F.Engels
“Lineamenti di una critica dell’economia politica”.
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MessaggioInviato: Sab Feb 23, 2008 8:22 am    Oggetto: Elezioni:fiera di adulazioni e seduzioni. Rispondi citando

Elezioni: fiera di adulazioni e seduzioni per portare il passato nel futuro.


Ci sono nuove elezioni. Ogni partito presenta i suoi programmi e li fa sembrare dolci come il miele.
Essi rispecchiano i temi messi all’ordine del giorno dei mass-media dominanti e gl’interessi dei detentori del potere economico-finanziario con una spruzzata di demagogia sugli aspetti di coloro che lavorano o che cercano un’occupazione, di coloro che sono costretti a vivere con una miseria di euro.
Si ascolta che le imprese devono andare bene, perché, se questo non fosse, non ci sarebbe lavoro e distribuzione di reddito.
Negli ultimi quindici anni le imprese sono andate non bene, ma benissimo, eppure la massa degli stipendi è calata di dodici punti.
I profitti hanno raggiunto livelli record in positivo, gli stipendi al contrario in negativo.
Alti profitti non vogliono dire alti stipendi!
Si dice che la priorità è elevare il reddito dei lavoratori dipendenti ed il tragico è che a dirlo sono coloro che hanno fatto di tutto per ridurlo chiedendo ed attuando la moderazione salariale.
Ci si può fidare?
Un punto da affrontare con decisione per tutti i partiti è la precarietà del lavoro, ma sia il precedente governo sia quello ancora in carica hanno fatto di tutto per aumentarla!
Il precedente con la legge Maroni, l’attuale con l’accordo sul Welfare.
Ci si può fidare?
Ci si può fidare di chi candida chi vuole rivedere ancora la normativa pensionistica e l’art. 18?
Al di la di opportunismi di facciata, ricordiamo che l’opportunismo ha sempre il vestito alla moda, in questa campagna elettorale non si discute delle esigenze del mondo del lavoro, dei pensionati, delle donne che lavorano, dei giovani precari, ma di come, nonostante produzioni da paesi in via di sviluppo, mantenere i profitti ai capitalisti senza capitali nostrani.
Si sta discutendo, approfittando della passività sociale, di come peggiorare ulteriormente la vita di chi è costretto a vendere le braccia o il cervello per vivere.
Vogliono portarci nel futuro peggio che nel passato!
Essi rappresentano una società ormai superata, perché non ha più la forza propulsiva allo sviluppo dell’umanità, è una società stretta nell’ottica del profitto, non aperta alla visione di un mondo nuovo aperto alle esigenze umane.
Il loro pensare è chiuso nei dati economici delle imprese e non nella grandezza di un essere umano, che ha diritto di vivere e di godere la vita in tutto il suo splendore.
E non si accorgono che così frenano lo sviluppo delle forze produttive e la loro produttività, che solo in un mondo di produzione per il consumo e non per la produzione raggiungerebbe vette inimagginabili.
Il futuro per l’umanità è la produzione per il consumo!
Chi si schiera per la produzione per la produzione e, quindi, per il profitto, al di là del vestito all’ultima moda, è del passato.
Il nodo storico, visti i livelli attuali delle forze produttive, è essere per il profitto ed il salario o per il loro superamento.
È essere per uno Stato
” al servizio dei cittadini e quindi uno Stato che s’interessa di dare ad ognuno una buona scuola, una buona rete di trasporti, una buona assistenza sanitaria.
Uno Stato che dia ai cittadini asili nido, scuole materne, ristoranti pubblici ove poter mangiare, se non si ha voglia di cucinare, centri di cultura dove approfondire la conoscenza, possibilità di fare sport a tutti, e quindi palestre, piscine, campi da tennis, campi di calcio, piste e quant’altro possa servire ad avvicinare allo sport ogni cittadino.
Vogliamo uno Stato che aiuti l’espressione della cultura in tutte le sue forme, uno stato che faccia tutto quello che serve per elevare la mente e lo spirito delle persone.
Non vogliamo uno Stato che entri nei rapporti personali, intimi dei cittadini…
Noi siamo per la vita e vogliamo che nascano tanti bambini, che avranno un futuro roseo, ma la scelta di un figlio non è di pertinenza dello Stato, ma di chi ha messo le basi per una nuova vita…
Ogni persona è libera di pensare quello che vuole e credere quello che ritiene più giusto…
…Tutto ciò può realizzarsi perché stiamo superando la società dei bisogni insoddisfatti e stiamo entrando nella società dei bisogni soddisfatti, ove è d’obbligo lavorare e studiare.”

Giuseppe Calocero

Il caldo respiro della speranza.

Il futuro dell’umanità non si può misurare sul valore del profitto, ma sul valore della soddisfazione di bisogni dell’umanità.
Tutti coloro che sentono di essere per il genere umano, per la vita, per la pace devono iniziare a riflettere su un “Mondo Nuovo” ove profitto e salario siano cacciati nelle anticaglie della storia.

“La libertà materiale e la libertà spirituale sono intimamente legate l’una all’altra.
La civiltà presuppone uomini liberi, perché soltanto da uomini liberi essa può essere concepita e realizzata.”

Albert Scheitzer

Rispetto per la vita.


Non può esserci civiltà se non vi sono uomini liberi dal lato materiale e spirituale!

Se vogliamo, possiamo sognare!
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MessaggioInviato: Dom Mar 02, 2008 8:49 am    Oggetto: Se lo vogliamo, possiamo sognare. Rispondi citando

Se lo vogliamo, possiamo sognare.

Il giorno 24.02.08 il candidato premier Veltroni, intervenendo al convegno di “Una sinistra per il governo”, alla presenza di Epifani, afferma:” E’ sbagliato che sia un padrone uno che ha cinquanta operai, che fino a poco tempo prima faceva lo stesso mestiere e che si è spaccato la schiena , e il cui destino è strettamente legato a quello dei suoi stessi operai.”
Da La Repubblica del 25.02.08.
Le parole dell’aspirante presidente del governo vogliono rafforzare la tesi che datori di lavoro e lavoratori abbiano medesimi interessi.
Non voglio soffermarmi sul fatto che per i lavoratori, che non riescono ad arrivare a fine mese, sia molto difficile riuscire ad avere un’azienda con cinquanta operai;
neanche sui dati che mostrano che proprio le aziende di queste dimensioni hanno un’altissima percentuale di evasione contributiva, fiscale e denotano carenza di rispetto per le norme di sicurezza e quindi per le regole di convivenza civile.
Voglio indugiare invece sul fatto che le parole di Veltroni sono palesemente foglie al vento e tendono a nascondere le vere ragioni del dissidio tra gli esseri umani, che si riduce al rapporto salario-profitto.
E’ questo rapporto che divide gli esseri umani!
Lo sviluppo capitalistico ha portato la produzione ad un livello sempre più sociale ed ad un’appropriazione sempre più oligarchica.
Solo una produzione sociale ed un’appropriazione sociale potranno unire gli esseri umani e liberarli dalle catene degl’interessi individuali ed egoistici dell’attuale sistema.
“Per trasformare la proprietà privata e spezzettata, oggetto del lavoro individuale, in proprietà capitalista, occorsero naturalmente più tempo, sforzi e sofferenze di quanto non esigerà la metamorfosi in proprietà sociale della proprietà capitalista, che di fatto si basa già su un modo di produzione collettivo.
Là si trattava della espropriazione della massa da parte di alcuni espropriatori; qui si tratta dell’espropriazione di alcuni usurpatori da parte della massa.”
Karl Marx.
Perché allora il candidato premier afferma questi concetti?
Per accattivarsi le simpatie dei capitalisti senza capitali e della piccola borghesia, facendo ventilare davanti ai loro occhi di poter occupare meglio di altri il ruolo di ideologo e realizzatore dell’aumento dello sfruttamento dei lavoratori.
Quando si parla di aumento della produttività senza parlare di investimenti tecnologici si esprime il concetto di produrre di più e quindi dell’aumento del plusvalore e del profitto, mentre i salari, al di là delle prime pagine dei mass media di questi giorni, sono destinati a rimanere bassi con l’accordo di tutti, ad eccezione, naturalmente, dei lavoratori.
D’altronde la raccolta di firme di CGIL-CISL-UIL su salari, fisco, pensioni e prezzi è un segnale di come la dirigenza sindacale abbia abdicato al suo ruolo e siano determinati nei loro orientamenti da segretari di partito e candidati premier.
Il fatto poi che un candidato alle prossime elezioni esprima la necessità dell’abolizione dell’art. 18 dello Statuto dei lavoratori ed accusi il governo Berlusconi di non aver avuto coraggio nell’andare fino in fondo mostra quale mercato del lavoro si desideri attuare per mantenere competitiva l’arretrata economia italiana.
Queste persone sono le stesse che si riempiono la bocca di parole come difesa della famiglia, difesa dell’infanzia, difesa della vita.
Nei fatti fanno di tutto per rendere difficili la vita delle famiglie e dell’infanzia, nei fatti negano la vita a milioni di persone, costrette a cercare di sopravvivere alla meno peggio.
“Essere per la vita significa innanzitutto dare a tutti la possibilità di vivere. Di conseguenza avere la possibilità di mangiare e bere, vestirsi, avere una casa, potersi curare in caso di malattia, avere l’animo sereno e sgombro dall’assillo quotidiano della sopravvivenza.”
Giuseppe Calocero
Il caldo respiro della speranza
Se lo vogliamo, possiamo sognare!
Possiamo sognare una società dove vi sia produzione e distribuzione sociale, dove avere una casa, un lavoro, mangiare, bere, vestirsi, soddisfare i bisogni non sia una chimera.
Con l’aiuto della scienza marxista questa realtà è più vicina di quanto si pensi.
Senza accorgersene è lo stesso attuale sistema a costruire giorno dopo giorno le condizioni della liberazione umana dalla schiavitù del profitto.
Se lo vogliamo, possiamo sognare!
Un mondo nuovo, libero, fraterno, uguale, pacifico.
Se lo vogliamo, possiamo sognare!
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