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Gli occhi oltre il cielo
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iuppiter



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MessaggioInviato: Dom Dic 10, 2006 6:54 pm    Oggetto: Gli occhi oltre il cielo Rispondi citando

La verità è che ogni uomo intelligente sogna di essere un gangster e di regnare sulla società con la sola violenza.
Siccome non è facile come si potrebbe pensare leggendo i romanzi specializzati, ci si affida alla politica e si ricorre al partito più crudele.
Che importa umiliare il proprio spirito, se per quella via si arriva a dominare tutti?
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iuppiter



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MessaggioInviato: Sab Dic 16, 2006 2:50 pm    Oggetto: E' meglio... Rispondi citando

E' meglio ingannarsi sul conto dei propri amici, che ingannare i propri amici.
Goethe.
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iuppiter



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MessaggioInviato: Lun Dic 18, 2006 8:16 pm    Oggetto: Autonomia del potere Rispondi citando

Nulla è così importante, nella difesa della grande impresa moderna, quanto l'argomentazione che il suo potere non esiste, che tutto il potere è affidato al mercato, che tutte le decisioni sono riportate alle istituzioni del mercato.
E nulla è più utile del fatto che i giovani vengano condizionati a crederci.
J.K. Galbraith.
La chiarezza di queste frasi ci mostra che tante persone ci prendono in giro.
In nome del mercato è aumentato il precariato, gli stipendi sono diminuiti in valore assoluto, i laureati, dopo anni di duri sacrifici non trovano un'occupazione adeguata, solo il 27% trova un'occupazione stabile nei tre anni dopo la laurea.
In nome del mercato la vita nella televisione e nella pubblicità sembra un film, nella realtà è molto dura.
In nome del mercato sono aumentati, all'incontrario i profitti delle aziende e gli stipendi degli alti dirigenti.
In nome del mercato si fanno le guerre.
In nome del mercato la fame nel mondo cresce, mentre, secondo la FAO, si produce alimenti per il doppio della popolazione mondiale.
Il mercato andrebbe abolito!
Perchè dove c'è mercato c'è merce.
Io non voglio essere una merce.
Io sono un essere umano, noi siamo esseri umani ed abbiamo diritto ad una vita vera, in cui ogni attimo sia vissuto pienamente e coscientemente.
Che senso ha vivere una vita solo alla ricerca di soddisfare i propri bisogni
e spesso non riuscirci?
La vita vera può partire solo da una realtà di bisogni soddisfatti per andare oltre il desiderio di ogni essere umano di vivere e godere ogni attimo della vita nel dolce sapore della felicità.
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iuppiter



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MessaggioInviato: Sab Dic 23, 2006 1:20 pm    Oggetto: Auguri! Rispondi citando

Auguro ad ogni persona buone feste e che l'anno nuovo realizzi le speranze ed i sogni di ogni cuore!
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iuppiter



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MessaggioInviato: Sab Gen 06, 2007 8:28 am    Oggetto: Un altro anno... Rispondi citando

Un altro anno è iniziato!
Sia un anno d'amore e di pace!
"Se tutti si battessero soltanto secondo le proprie opinioni, la guerra non si farebbe mai..."
Scriveva Tolstoj.
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iuppiter



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MessaggioInviato: Sab Gen 13, 2007 2:30 pm    Oggetto: Gli occhi oltre il cielo Rispondi citando

Un corpo ben curato può, comunque, essere schiavo.
Una mente curata e dedita alla conoscenza, non sarà mai schiava.
Cura il tuo corpo, ma cura di più la tua mente!
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hermione87



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MessaggioInviato: Ven Gen 19, 2007 2:54 pm    Oggetto: Rispondi citando

mi piace leggere qst piccole perle... Wink
_________________
Mio blog!!
http://spaces.msn.com/mary87ts/

L'importante non è quello che trovi alla fine della corsa...l'mportante è quello he provi mentre corri...

CARPE DIEM . .QUAM MINIMUM CREDULA POSTERO (cogli l'attimo per non rimpiangerlo in futuro)
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iuppiter



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MessaggioInviato: Sab Gen 20, 2007 8:21 am    Oggetto: Cummings Rispondi citando

Il tuo cuore lo porto con me,
lo porto nel mio,
non me ne divido mai,
dove vado io, vieni anche tu, mia amata.
Qualsiasi cosa venga fatta da me, la fai anche tu, mia cara.
Non temo il fato, perchè il mio fato sei tu, mia dolce.
Non voglio il mondo, perchè il mio mondo, il più bello,
il più vero, sei tu.
Questo è il nostro segreto profondo,
radice di tutte le radici,
germoglio di tutti i germogli,
cielo dei cieli di un albero, chiamato vita,
che cresce più alto di quanto l'anima spera.
E la mente nasconde
la meraviglia che le stelle separa, il tuo cuore esiste nel mio...
Ecco il segreto più profondo,
che nessuno conoscerà mai,
radice delle radici,
germoglio deui germogli.
E cielo dei cieli di un albero chiamato vita,
che cresce più alto di quanto l'anima possa sperare.
Più vivo di quanto la mente possa celare.
Prendo il tuo cuore, lo porto con me ...nel mio.
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ladick



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MessaggioInviato: Ven Gen 26, 2007 9:42 pm    Oggetto: Il mercato! Rispondi citando

Bravo, iuppiter, leggi molto, ma dovresti rielaborare di più ciò che citi.
Citi:"Nulla è così importante, nella difesa della grande impresa moderna, quanto l'argomentazione che il suo potere non esiste, che tutto il potere è affidato al mercato, che tutte le decisioni sono riportate alle istituzioni del mercato. E nulla è più utile del fatto che i giovani vengano condizionati a crederci." J.K. Galbraith. Non l'hai compreso. Devi crederci per poterti difendere.
Il mercato è una cosa che esiste naturalmente! Nessuno l'ha inventato, come la legge di gravità in fisica, è stata scoperta dall'osservazione dei fenomeni e poi teorizzata e verificata. Se i giovani non fossero condizionati a credere alla gravità, finirebbero con lo scprila comumque ma a proprie spese!
Così è per le leggi del mercato, negarle è come negare la gravità. Se tu pesi troppo non è colpa delle fisica e delle sue leggi.
Se diventi una merce non è colpa delle leggi dell'economia.
Se curi saggiamente il tuo corpo avrai un peso idoneo a svolgere il tuo ruolo nel mondo materiale.
Se non ostante le tue citazioni, ti senti ancora una merce, o temi di diventarlo, devi rimuginare di più su ciò che leggi.
Dare la colpa di ciò che sei a qualcuno o qualcosa fuori di te, ( come il fato, la fortuna, il mercato, il prof antipatico, papà che non tii capisce, ecc. ecc.), non ostante le buone letture, è indice di cattiva comprensione e rielaborazione di ciò che hai letto,
Così come il mangiar male oltre a darti una cattiva digestione, alla fine ti farà diventare obeso. In bocca al lupo.
_________________
adorno
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iuppiter



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MessaggioInviato: Sab Gen 27, 2007 3:28 pm    Oggetto: Gli occhi oltre il cielo Rispondi citando

Il mercato esiste da quando nel sistema produttivo esiste la produzione di merci o di beni di consumo. Il mercato si è sviluppato con l'avvento del sistema capitalistico, che ha reso il produttore stesso merce.
Non è sempre esistito e non esiste in modo naturale. L'avvento del capitalismo è, comunque, stato un passo avanti nella storia dell'umanità.
Ciò che non ha risolto è il problema della soddisfazione dei bisogni materiali e spirituali dell'essere umano.
Una società non può dirsi giusta nel momento in cui vi è , secondo dati Fao, una produzione di beni per dodici miliardi di persone e dall'altra parte miliardi di persone sottoalimentate, milioni di bambini, che muoiono ogni anno per fame.
Per tenere in piedi il mercato si distruggono tonnellate di merci alimentari, che servirebbero a sfamare miliardi di esseri umani!
A causa del mercato ci sono i ricchi ed i poveri, ci sono miliardi di persone senza lavoro, ci sono lavoratori precari, ci sono persone senza un presente ed un futuro.
A causa del mercato l'essere umano non è libero!
Quale libertà ha il disoccupato, il precario, il lavoratore con mille euro al mese o il pensionato con 500 euro al mese?
Non c'è uguaglianza!
Una donna o un uomo con mille euro al mese non vive certo come chi ne guadagna milioni, magari senza partecipare al processo produttivo.
Non c'è giustizia!
Non è giusto che un bambino, magari povero o con poche risorse economiche, viva una vita diversa e peggiore di chi, per sua fortuna, ha la possibilità di essere ricco o con tante risorse economiche.
Non è giusto che negli ultimi anni il mercato mondiale sia cresciuto a dismisura e le aziende abbiano fatto profitti storici, mentre per le persone, che producono si sono ridotti gli stipendi, sono peggiorate le condizioni di lavoro, è aumentato il precariato.
Non è giusto che un ragazzo o una ragaza faccia enormi sacrifici per prendere una laurea e poi faccia fatica ad entrare nel mondo del lavoro e, quando vi entra , deve accontentarsi di lavori umili, che gli fanno rimpiangere di aver dedicato anni allo studio.
Il mercato è il segno delle disuguaglianze, della non libertà, dell'ingiustizia!
Il mercato è l'emblema di una società, che mette al centro di ogni attività il denaro e non l'essere umano ed i suoi bisogni!
Noi abbiamo bisogno invece di una società, che metta al centro l'essere umano e le sue esigenze.
Una società che prenda da ognuno "secondo le sue capacità e dia ad ognuno secondo le sue necessità".
E' possibile, specialmente nell'era attuale, dove lo sviluppo tecnologico ha raggiunto livelli altissimi!
Basta solo produrre per il consumo e non per la produzione!
Basta eliminare il mercato!
In quanto alla frase di Galbraith, mi pare sia molto chiara, non la comprende solo chi non vuole o ha interesse a non volere.
La frase "Se diventi una merce non è colpa dell'economia" fa sorridere.
In questa realtà economica siamo tutti merce." Nessuno è più schiavo di chi si ritiene libero senza esserlo", scriveva Goethe.
E' proprio così.
Io sono, in una realtà economica di questo tipo, merce come tutti materialamente.
Non lo sono però spiritualmente, nella mia mente e nel mio cuore, perchè ho libertà nella conoscenza e questa libertà non me la può togliere nessuno.
E più conosco più sono libero!
Libero di pensare che "Un Mondo Nuovo" può esere costruito, senza mercato e senza merce, perchè dove c'è mercato c'è merce.
Un Mondo dove l'essere umano non debba dannarsi per sopravvivere alla vita, ma godere la vita in tutta la sua bellezza sraordinaria e meravigliosa.
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ladick



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MessaggioInviato: Mer Gen 31, 2007 5:07 am    Oggetto: Rispondi citando

iuppiter Very Happy, è il baratto che cosa era? come si stabiliva quante mele per una pera? o per due pesci? ... se sei già cosi inquinato, è inutile continuare, non hai più possibilità di pensare soltanto col tuo cervello.
Mi spiace, se hai qualche pensiero più originale mi farà piacere eggerlo. ma x questo argomento ti hanno già lottizzato il cervello. Ciao a presto. Rolling Eyes
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adorno
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iuppiter



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MessaggioInviato: Dom Feb 11, 2007 6:46 am    Oggetto: L'ignoranza e il sapere. Rispondi citando

Rapportare l'epoca del baratto all'epoca capitalistica dimostra come l'ignoranza sa tutto e il sapere sa nulla.
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iuppiter



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MessaggioInviato: Sab Feb 24, 2007 2:47 pm    Oggetto: La guerra. Rispondi citando

Se ognuno si battesse soltanto secondo le proprie opinioni,
mai si farebbero le guerre.
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iuppiter



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MessaggioInviato: Mer Apr 11, 2007 6:52 pm    Oggetto: Meno... Rispondi citando

Meno superstizioni, meno fanatismo;
meno fanatismo, meno sventure.
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Iriss



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MessaggioInviato: Mer Apr 11, 2007 6:57 pm    Oggetto: Rispondi citando

ma per molti viviamo nel mondo della superstizione Sad non dovrebbe essere cosi
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Athena2010



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MessaggioInviato: Sab Ott 13, 2007 8:50 pm    Oggetto: Il caldo respiro della speranza. Rispondi citando

Ho letto, ultimamente "Il caldo respiro della speranza" di Giuseppe Calocero.
Nel leggerlo ho provato tanta emozione nel pensare che sarebbe meraviglioso se si realizzasse veramente una così bella realtà sociale.
Lo segnalo, perchè lo merita per la sua originalità e straordinarietà.
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Francesca_85



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MessaggioInviato: Dom Ott 14, 2007 1:02 pm    Oggetto: Rispondi citando

iuppiter ha scritto:
In un' Italia di fantasia l'associazione politica "Un Nuovo Mondo", con a capo una donna, stravince alle elezioni e sale al governo, con lo scopo di realizzare un sogno per tutti: un mondo in cui la sofferenza, la miseria, la diversità, il razzismo dovranno cesssare di esistere per lasciare il posto ad una vera uguaglianza sociale. Le resistenze del vecchio mondo, colluso con organizzazioni malavitose e con i servizi segreti internazionali, cercheranno di realizzarsi in diversi piani, tendenti a far cadere il governo ed a fermare la nuova spinta sociale.
La lotta tra la nuova dimensione sociale e coloro che non vogliono abbandonare il potere ed i propri privilegi sarà dura...
Ho respirato aria pura e nuova leggendo "Il caldo respiro della speranza" , nuovo romanzo di Giuseppe Calocero. Questa parabola di un governo ideale all'insegna dell'uguaglianza sociale ha fatto fremere di speranza il mio cuore ed ardere la mia mente nel sogno, che ciò che descrive il libro, un giorno possa essere reale.
Questo spazio è lo spazio per chi "non ha lasciato ogni speranza".


Riporto qui, non c'è bisogno di nuovi topic Juppiter/Anthea2010
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iuppiter



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MessaggioInviato: Gio Ott 25, 2007 6:05 am    Oggetto: Il caldo respiro della speranza Rispondi citando

"Il vero viaggio di scoperta non consiste nel cercare nuove terre, ma nell'avere nuovi occhi."
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iuppiter



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MessaggioInviato: Sab Nov 03, 2007 5:13 pm    Oggetto: Il diritto alla vita. Rispondi citando

Oggi come ieri alcuni individui cercano di portate avanti la linea che determinate scelte politiche debbano essere fatte per il bene dei figli.
Ci accorgiamo poi, in realtà, che quelle scelte danneggiano i figli, i padri, i nonni.
Lo abbiamo visto sulle ultime leggi in materia di lavoro e di stato sociale.
Sempre più il lvoro è precario, sempre più gli stipendi sono da fame, sempre più i ricchi divengono più ricchi ed i poveri più poveri.
Ci parlano spesso di Europa, ma solo quando conviene a loro.
Non fanno come in Europa dove gli stipendi sono più alti dal 30% all'80%.
Non fanno come in certi paesi europei, tipo la Francia e la Germania, dove il sussidio di disoccupazione è ben più alto di uno stipendio italiano.
La realtà è che la vita per certi individui è solo un diritto a parole, mai nei fatti.
Invece noi vogliamo vivere, amare, sognare, essere felici e ne abbiamo diritto.
Come abbiamo diritto ad un lavoro ed ad uno stipendio decente.
Non abbiamo studiato per anni per stare in un call-center insieme ai nostri padri.
Vogliamo vivere da persone, non da schiavi, sottomessi al bisogno.
Dobbiamo conquistarci questo nostro diritto!
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MessaggioInviato: Sab Nov 03, 2007 5:15 pm    Oggetto: Il diritto alla vita. Rispondi citando

Oggi come ieri alcuni individui cercano di portate avanti la linea che determinate scelte politiche debbano essere fatte per il bene dei figli.
Ci accorgiamo poi, in realtà, che quelle scelte danneggiano i figli, i padri, i nonni.
Lo abbiamo visto sulle ultime leggi in materia di lavoro e di stato sociale.
Sempre più il lavoro è precario, sempre più gli stipendi sono da fame, sempre più i ricchi divengono più ricchi ed i poveri più poveri.
Ci parlano spesso di Europa, ma solo quando conviene a loro.
Non fanno come in Europa dove gli stipendi sono più alti dal 30% all'80%.
Non fanno come in certi paesi europei, tipo la Francia e la Germania, dove il sussidio di disoccupazione è ben più alto di uno stipendio italiano.
La realtà è che la vita per certi individui è solo un diritto a parole, mai nei fatti.
Invece noi vogliamo vivere, amare, sognare, essere felici e ne abbiamo diritto.
Come abbiamo diritto ad un lavoro ed ad uno stipendio decente.
Non abbiamo studiato per anni per stare in un call-center insieme ai nostri padri!
Vogliamo vivere da persone, non da schiavi, sottomessi al bisogno!
Dobbiamo conquistarci questo nostro diritto!
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MessaggioInviato: Sab Nov 17, 2007 3:59 pm    Oggetto: L'automobilista incazzato. Rispondi citando

Ho ascoltato stamattina su Radio Capital l'intervista a Gioele Dix sull'uscita del nuovo libro " L'automobilista incazzato" di Mondadori.
Mi son detto che questi sono i libri che i mass-media dominanti, e metto dentro anche le maggiori case editrici, vogliono che si leggano.
Vogliono che discutiamo, ridiamo di tante piccole cose che non c'entrano nulla con l'essenza della vita, in modo da dimenticare
il lavoro che non c'è,
il precariato sempre più in aumento,
il fatto che un ragazzo studi per tanti anni e poi deve accontentarsi di lavori miseri e saltuari,
i bassi stipendi,
le pensioni da fame dopo una vita al lavoro,
la sanità pubblica, che sembra privata,
i trasporti che non funzionano ed i treni che vanno più piano di 30 anni fà,
la scuola sempre più scadente e meno pubblica,
una vita sempre più dura, in cui bisogna essere forti per avere speranza e sogno e non cadere nella delusione e nella tristezza.
Perchè , come diceva un filosofo, quando si perde la speranza, bisogna avere molta pazienza.
Il caldo respiro della speranza è il sogno, è il dolce sapore del desiderio conquistato.
Non perdiamo mai il gusto del conoscere, perchè oggi nel sapere c'è la possibilità di essere liberi, almeno spiritualmente, ed elevarsi sulle alte vette della conoscenza.
L'ignoranza è nostra nemica ed un'arma potente per chi ha il potere.
Combattiamola!
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Francesca_85



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MessaggioInviato: Sab Nov 17, 2007 5:00 pm    Oggetto: Re: L'automobilista incazzato. Rispondi citando

iuppiter ha scritto:
Ho ascoltato stamattina su Radio Capital l'intervista a Gioele Dix sull'uscita del nuovo libro " L'automobilista incazzato" di Mondadori.
Mi son detto che questi sono i libri che i mass-media dominanti, e metto dentro anche le maggiori case editrici, vogliono che si leggano.
Vogliono che discutiamo, ridiamo di tante piccole cose che non c'entrano nulla con l'essenza della vita, in modo da dimenticare
il lavoro che non c'è,
il precariato sempre più in aumento,
il fatto che un ragazzo studi per tanti anni e poi deve accontentarsi di lavori miseri e saltuari,
i bassi stipendi,
le pensioni da fame dopo una vita al lavoro,
la sanità pubblica, che sembra privata,
i trasporti che non funzionano ed i treni che vanno più piano di 30 anni fà,
la scuola sempre più scadente e meno pubblica,
una vita sempre più dura, in cui bisogna essere forti per avere speranza e sogno e non cadere nella delusione e nella tristezza.
Perchè , come diceva un filosofo, quando si perde la speranza, bisogna avere molta pazienza.
Il caldo respiro della speranza è il sogno, è il dolce sapore del desiderio conquistato.
Non perdiamo mai il gusto del conoscere, perchè oggi nel sapere c'è la possibilità di essere liberi, almeno spiritualmente, ed elevarsi sulle alte vette della conoscenza.
L'ignoranza è nostra nemica ed un'arma potente per chi ha il potere.
Combattiamola!


Per una volta trovo reali le tue parole...
e sono pienamente d'accordo...
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iuppiter



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MessaggioInviato: Dom Nov 25, 2007 9:09 am    Oggetto: Il governo Prodi è la continuazione del governo Berlusconi . Rispondi citando

Scriveva Clausewitz"La politica è la continuazione della guerra con altri mezzi."
Allo stesso modo, visti i risultati, il governo Prodi è la continuazione del governo Berlusconi con altri mezzi.
Berlusconi era andato al governo con un patto con gli elettori completamente non mantenuto, Prodi e compagnia hanno vinto le elezioni perchè nel programma di più di 280 pagine avevano promesso l'eliminazione della legge 30 e quindi il superamento del precariato e l'eliminazione dello scalone pensionistico, oltre a tante altre cose.
Ebbene negli ultimi due anni il precariato è aumentato e non riguarda solo i giovani, ma anche le persone di 40-50 anni. Il protocolo sul welfare non ha fatto altro che legalizzare la situazione esistente.
Per le pensioni, con la scusa delle pensioni ai giovani, si è lasciato praticamente lo scalone Maroni.
Le pensioni ai giovani sono una scusa, poichè la pensione non è altro che capitale accumulato e quindi contributi versati.
Ne consegue che ognuno prende in base al versato. Studi fatti dicono che, addirittura, si matura la pensione solo con gl'interessi del versato.
Il governo Prodi ha preso in giro anziani e giovani, donne e uomini!
Proprio come il governo Berlusconi!
Ogni giorno la vita è più dura, ogni giorno il diritto alla vita viene calpestato.
La libertà è innanzitutto libertà di vivere, di avere un lavoro, una casa, la possibilità di costruirsi un futuro, in cui le speranze ed i sogni di ognuno possano realizzarsi.
Togliendo la libertà di vivere, di avere un lavoro certo si toglie alle persone la dignità.
L'essere umano senza dignità non è un essere umano!
Questa realtà ci allontana dal nostro essere!
Ci sta rendendo tutti semplici gabbiani, che vivono solo per il cibo, e non Jonathan, il gabbiano che ha voglia di conoscere, di scoprire l'amore, di esistere solo insieme agli altri e con essi condividere le gioie della libertà nella conoscenza e nella soddisfazione dei propri bisogni.
Bisogna essere forti per non arrendersi, per non cadere, per rialzarsi se si cade.
Questa forza dobbiamo trovarla in noi stessi, nelle nostre speranze, nei nostri sogni ed andare avanti mettendoci ideali, passione, voglia di conquistare uno spazio nuovo.
Questa forza dobbiamo trovarla nella voglia di conoscere per non lasciarci ingannare dai mass media, che seminano ignoranza e stili di vita da pecore e non da tigri.
Dobbiamo avere gli occhi della tigre!
Con quegli occhi dobbiamo liberarci dalle idealogie, dai tabù, dalle superstizioni e volare alto sulle vette della conoscenza per iniziare ad assaporare il dolce sapore della libertà.
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MessaggioInviato: Sab Dic 08, 2007 6:10 pm    Oggetto: Morti bianche. Rispondi citando

Morti bianche:la vita umana al servizio del guadagno.
I morti della Tyssengroup fanno parte del triste bollettino giornaliero di persone che lasciano la vita nel processo lavorativo.
La media è di quattro morti al giorno e di un incidente sul lavoro ogni quattro minuti.
Sono dati drammatici!
Eppure, al di là del pietismo di maniera e di giornata, non vi sono azioni tali da contrastare il fenomeno, che è in aumento.
Il settore dove vi sono più incidenti mortali è quello dei lavori da costruzione e cantieristica, il 28,57%.
Si muore perché non vengono rispettate le più elementari norme di sicurezza è perché la produzione per il guadagno è prioritaria rispetto alla vita umana.
La centralità dell’impresa significa centralità del guadagno e, pur di raggiungere questo obiettivo, le imprese ed i loro rappresentanti giocano sui bassi salari, sul precariato, sullo straordinario, sulla riduzione dei costi in ogni campo, anche quello della sicurezza.
Le imprese sono per lo sfruttamento delle persone!
La società delle imprese al servizio del guadagno è un fallimento umano e morale per l’essere umano, che si trova ad essere schiavo di una realtà , che mette al centro il denaro.
Il denaro che rende dritto lo storto,
bello il brutto,
alto il basso;
che può comprare una casa, non una famiglia;
l’orologio, non il tempo;
un letto, non il sonno;
un medico non la salute;
una posizione, non il rispetto;
il sangue, non la vita;
il sesso, non l’amore;
un libro, non la conoscenza;
ma che costringe l’umanità ad essere schiava di processi disumani e contro la vita e l’essere umano.
Tutti coloro che si dichiarano per la vita e che manifestano per essa non dicono nulla sulle morti bianche, non fanno girotondi o manifestazioni per una vita vera delle persone che lavorano dentro e fuori i luoghi di lavoro.
I giornali ricordano questa triste realtà solo quando vi sono disgrazie enormi, poi tacciono.
Non fanno campagne, non sensibilizzano.
Preferiscono riempire le pagine di legge elettorale e di giochetti furbeschi dei parlamentari in nome di interessi, che non riguardano mai i cittadini che vivono del loro lavoro.
Intanto ogni giorno vi sono quattro morti e 360 incidenti sul lavoro…ogni giorno…ogni minuto…ogni secondo.
Dobbiamo convincerci che questo sistema è contro l’essere umano e la vita: è solo per il guadagno!
Serve una società che metta al primo posto l’essere umano ed i suoi bisogni.
Serve una dimensione sociale che garantisca la vita e la soddisfazione dei bisogni materiali e spirituali.
Serve un mondo nuovo che metta come primo concetto costituente: “Da ognuno secondo le sue capacità, ad ognuno secondo i suoi bisogni.”
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MessaggioInviato: Dom Dic 09, 2007 11:43 am    Oggetto: Rispondi citando

Non potrei essere più d'accordo...
...è vergognoso, disarmante!
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MessaggioInviato: Mer Dic 12, 2007 7:56 am    Oggetto: Ideologia e scienza. Rispondi citando

Ideologia e scienza.
Il termine ideologia è coniato nel 1801 dal filosofo francese Antoine-Louis-Claude Destutt de Tracy, che nel suo “Elementi di ideologia”, riallacciandosi al sensismo di Condillac, lo utilizza per definire una dottrina della conoscenza basata essenzialmente sulle sensazioni sensoriali.
L’ideologia è quindi una falsa coscienza della realtà, presentata con un’immagine rovesciata e capovolta, apparentemente neutrale ed universale, ma che rappresenta un punto di vista particolare.
Un esempio di ideologia è la pretesa che la storia, che tanti mutamenti sociali, economici e politici ha portato in un milione di anni, finisca con il sistema capitalistico e che ogni speranza, basata sull’analisi scientifica, di una nuova realtà sociale, economica e politica sia solo un’utopia.
In realtà l’analisi scientifica della realtà mostra come all’interno dell’attuale società crescano le condizioni per un mondo nuovo nella libertà, nell’uguaglianza, nella fratellanza, nella giustizia, nell’amore, nella pace.
La storia dell’essere umano, fin dall’iniziale comunismo primitivo, è storia di ricerca continua di rapporto con la natura per soddisfare i suoi bisogni.
Su questa speranza hanno sempre cercato di giocare i potenti per cercare di avere il favore della maggioranza delle persone.
Su questo sogno giocano tuttora coloro che si candidano al governo in ogni parte del globo.
Promettono sempre migliori condizioni di vita, perché sanno che ogni essere umano aspira ad una vita migliore.
Ricordiamo il contratto di Berlusconi, naturalmente non rispettato.
Ricordiamo il programma dell’Unione, mai applicato.
Anche quando devono peggiorare le condizioni i parlamentari, i sindacalisti, i capitalisti ed i loro scrivani parlano di migliorare le condizioni.
L’esempio del Protocollo sulle pensioni, sul lavoro precario, lo dimostra ampiamente.
Negli ultimi anni i profitti delle imprese sono aumentati a dismisura mentre gli stipendi hanno subito un tracollo in una cornice di continui peana a miglioramenti delle condizioni di vita e di lavoro, che, purtroppo, erano solo peana …solo illusioni…solo ideologie.
Liberarsi dalle ideologie con la conoscenza scientifica è andare verso la libertà del pensiero, che possa dare seguito ad un’azione libera e convinta.
Dobbiamo convincerci che in un mondo dove vi sono capitalisti e proletari, che esistono ancora nonostante si voglia far sembrare il contrario e di cui si parla solo quando muoiono, non ci sarà mai benessere per tutti.
Se la produzione è sociale e l’accumulazione è oligarchica, il benessere sarà sempre per pochi.
Non ci sarà mai pace.
La guerra nell’attuale sistema è insito nella lotta economica.
Non ci sarà mai libertà.
La libertà con la pancia vuota non esiste.
Non ci sarà mai uguaglianza.
Il figlio del proletario non sarà mai uguale al figlio dell’industriale.
Non ci sarà mai giustizia.
La giustizia non è merce per chi lavora.
Non ci sarà mai fratellanza.
La divisione degl’interessi divide le persone.
Questa società non ha alcuna prospettiva per il genere umano!
In questa società la civiltà della vita è solo ideologia!
Muoiono milioni di bambini ogni anno per fame, altri milioni sono sfruttati dalla tenera età.
Tante persone muoiono nelle guerre, combattute da coloro che sono per la vita e la democrazia.

La verità è che una produzione mirata al profitto non sarà mai sicura!
E’ inutile pensare di cambiare la realtà economica e sociale se si nota solo gli effetti e si pensa d’intervenire su di essi!
L’intervento deve essere sulla causa.
Solo con una produzione sociale ed una distribuzione sociale si potranno avere nuove frontiere dell’umanità.
“Una società può dirsi tale quando ogni persona vive…Di conseguenza avere la possibilità di mangiare e bere, vestirsi, avere una casa, potersi curare in caso di malattia, avere l’animo sereno e sgombro dall’assillo della sopravvivenza.”
Da “Il caldo respiro della speranza” di Giuseppe Calocero.
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MessaggioInviato: Sab Dic 22, 2007 3:14 pm    Oggetto: Se questa è politica... Rispondi citando

Se questa è politica…

La divulgazione della telefonata tra Silvio Berlusconi ed Agostino Saccà illustra in modo chiaro la realtà del sistema in cui viviamo, ma chiarisce in modo inequivocabile che la politica è intesa come interesse personale o di gruppo, calpestando ogni regola democratica e morale.
Politici e pennivendoli vari ci dicono che
la politica è fare il bene della comunità;
la volontà del cittadino è suprema;
tutti in democrazia hanno le medesime opportunità.
Orbene la telefonata di cui sopra mostra come nell’attuale sistema
l’azione politica è intesa a fare solo il bene proprio e del proprio giro;
il cittadino non conta alcunché se il suo voto può essere cambiato dal mercato della vendita e dalla compera di qualche senatore;
che le opportunità ce l’ hanno coloro che appartengono al giro.
E’ una realtà di padroni, servi e …spettatori!
Nell’ultimo insieme tanti aspirano a diventare padroni, tantissimi a divenire servi, la maggioranza rimane spettatrice e si rammarica, cercando di emulare padroni e servi.
Una realtà sociale di questo tipo ha perso non solo ogni senso morale, ma anche di sviluppo del genere umano.
E’ una realtà in imputridimento, in decadenza totale.
La storia insegna che queste fasi sono il segnale della fine storica del periodo socio-economico.
Colpisce in questa vicenda l’ascoltare i commenti dei politici e la lettura dei quotidiani.
Lo scandalo non è vedere “l’imbroglio” manifestarsi chiaramente, ma le intercettazioni, la violazione della privacy.
Ricordiamo solo che le intercettazioni sono state autorizzate da un giudice e che vi sono ipotesi di reato.
Ricordiamo che senza le intercettazioni Fazio, Fiorani ed “ i furbetti del quartierino” sarebbero ancora immersi nelle loro trame delinquo-finanziarie.
Ben vengano le intercettazioni!
Chi non ha nulla da nascondere non le teme!
Bertinotti ha dichiarato :” No ad uso politico di intercettazioni.”
Ma un capo dell’opposizione, ex presidente del consiglio che ammette di stare trattando per comprare dei senatori è un caso politico, si o no?
Direi di si.
Non solo è politico, ma è di interesse degli organi della magistratura.
Per Bertinotti è normale cercare di comprare senatori?
E’ un ulteriore segnale questo del decadimento del sistema e di chi lo rappresenta.
Da questa vicenda e dall’analisi della realtà quotidiana appare lampante che l’interesse della comunità e delle persone è lontano dalla mente e dal cuore “dei padroni e dei servi” in ogni campo della vita economica, sociale, politica.
E’ chiaro che fare gli spettatori, ed in molti casi i tifosi, ha portato negli ultimi anni
ad una situazione di profitti in forte rialzo,
di stipendi in forte discesa,
ad un’occupazione precaria,
a maggiore disoccupazione, checchè ne dica l’Istat, che non dice che milioni di persone non si iscrivono agli uffici del lavoro, ritenerlo inutile, e quindi non rientrano nelle statistiche ufficiali,
alla visione di un presente ed un futuro incerto e nebuloso.
E’ necessario chiedere a noi e per noi stessi di più!
“ Nel vecchio mondo la realtà presentata nella finzione televisiva è bella , ma rimane solo una finzione, purtroppo. In quel mondo, che presto cadrà dappertutto perché è un freno allo sviluppo dell’umanità, milioni di persone sono senza casa, hanno un’assistenza sanitaria o mancante o carente, milioni di persone non possono accedere all’istruzione.
Che mondo è dove al primo posto c’è l’ottica di fare soldi?
Che mondo è dove i soldi si fanno trafficando droga?
Che mondo è dove i soldi si fanno con le armi?
Che mondo è dove i soldi si fanno sfruttando i bambini?
Che mondo è dove i soldi si fanno sfruttando le donne?
Che mondo è un mondo dove gli esseri umani non contano nulla se non per essere sfruttati?
E’ un mondo di miseria reale e culturale.
E’ un mondo di iene che sbranano gli agnelli.
Il nostro mondo, il mondo che stiamo costruendo è un’altra cosa, è un altro mondo!”
Da “Il caldo respiro della speranza” di Giuseppe Calocero.
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MessaggioInviato: Sab Dic 29, 2007 1:09 pm    Oggetto: La vita e... la chiesa. Rispondi citando

La vita e …la chiesa.

“La morale cattolica in materia di embrioni è chiara e da sempre ricorda a credenti, non credenti e uomini di buona volontà che nello zigote c’è una persona umana e qualsiasi intervento che si fa per distruggerlo equivale ad uccidere una persona.”
Cardinale Barragan da “La Repubblica “ del 24.12.07.
Così si esprime la chiesa sulla possibilità della diagnosi preimpianto sugli embrioni.
La chiesa , che ,a parole, sembra difendere la vita dimentica però i cinquanta milioni di bambini, che ogni anno muoiono di fame nel mondo.
Dimentica la maggior parte delle famiglie, che hanno enormi difficoltà a crescere e far vivere i loro figli.
Dimentica che viviamo in una società dove “Chi lavora non guadagna e chi guadagna non lavora”.
“Ciò che gli individui sono dipende dalle condizioni materiali della loro produzione.”
Mai la chiesa si è schierata, si schiera contro gli attuali rapporti di produzione, che sono la causa della povertà per molti e della ricchezza per pochi.
Chi è per la vita di tutte le persone non può accettare una produzione sociale ed un’appropriazione oligarchica, ma lotta per una società in cui tutti possano godere dei prodotti sociali, base per donare a tutti una vita vera.
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MessaggioInviato: Dom Gen 13, 2008 8:15 am    Oggetto: Salari, pensioni ed idealogie per imprigionare speranze e .. Rispondi citando

Salari, pensioni ed… idealogie per imprigionare speranze e sogni.


Nell’ultimo periodo si dibatte molto sulla perdita del potere d’acquisto dei salari e delle pensioni, del fatto che i lavoratori dipendenti non arrivino alla fine del mese.
Si parla anche tanto dell’aumento delle percentuali di cittadini, ormai nella fascia di povertà.
Ne parlano Banca d’Italia, Confindustria, governo, forze politiche e sindacati.
Tutti si dicono preoccupati.
Ma questa preoccupazione è reale o solo ideologica?
L’unica realtà certa è che le lavoratrici ed i lavoratori, le pensionate ed i pensionati sono tormentati dall’angoscia del denaro che non basta mai per vivere una vita decente.
L’angoscia opprime chi cerca lavoro e non trova quasi mai un lavoro stabile, chi un lavoro ce l’ ha, ma non basta per vivere serenamente, anche con più stipendi, chi in quiescienza vede ogni giorno di più diminuire il potere d’acquisto della propria pensione.
Tutto ciò mentre i mass-media inneggiano ai ricchi ed alle loro spese, che vengono mostrate senza alcun pudore.
Il calo del potere d’acquisto di salari e pensioni è avvenuto in anni, come gli ultimi, in cui i profitti delle imprese hanno raggiunto cifre record.
In tutta la storia del capitalismo mai si erano raggiunti livelli tali di profitto.
Questa realtà mostra chiaramente come salari e profitti siano antitetici e non possano mai superare il loro contrasto.
L’incompatibilità tra le forze produttive ed i rapporti di produzione nel sistema capitalistico si mostra in modo chiaro.
I ricchi sono sempre più ricchi ed i poveri sempre più poveri!
Dimenticando o facendo finta di dimenticare la dimensione socio-economica in cui viviamo Banca d’Italia, Confindustria, governo, forze politiche e sindacati sembrano afflitti dalla condizione dei lavoratori e dei pensionati.
Sembrano, perché ognuno di loro, a volte insieme, sta giocando una partita, che non migliorerà la condizione dei cittadini che lavorano o sono in quiescenza.
Così come il “Protocollo” non ha migliorato le aspettative dei senza lavoro, dei licenziati, degli occupati, dei pensionati, ma ha “sancito” una realtà contro la quale, a parole, si erano dichiarate alcune forze politiche ed i sindacati; con gli scioperi la classe lavoratrice.
Se i salari e le pensioni sono così bassi, in questo caso non esiste l’Europa e non si prendono a riferimento i salari inglesi, tedeschi, olandesi, la colpa è di quelle forze politiche e dei sindacati che hanno attuato dal 1993 ad oggi la cosiddetta “politica dei redditi”, pur di salvaguardare i profitti.
E non risulta che nei contratti, ancora da rinnovare, vi siano state richieste di aumento tali da affrontare il problema.
Tutta questa discussione ci rimanda alle ipotesi di riforma della contrattazione ed all’ipotesi del ritorno al particolarismo aziendale, da cui i lavoratori, le lavoratrici non hanno alcunché da guadagnarci.
L’economia italiana si basa su rare grandi aziende.
Più del 95% delle imprese sono piccole o piccolissime e competono sui mercati su prodotti di economia matura, vedi il tessile ed il calzaturiero, con bassa incidenza tecnologica.
Esse hanno necessità di avere mano libera sul mercato del lavoro e sui salari per poter concorrere con le nuove economie.
Le riforme del mercato del lavoro degli ultimi anni ed i salari legati alla produttività hanno riportato la classe lavoratrice italiana indietro, fino al dopoguerra, come condizioni di lavoro, ma hanno giovato ai “padroncini”.
Il particolarismo aziendale, le gabbie salariali, la renderanno ancora più succube e schiava del profitto.
Per i “capitalisti senza capitale” ed i loro rappresentati anche nel sindacato, ricordiamo che lo strumento sindacale è essenziale per la difesa degl’interessi dei lavoratori, ma va diretto dai lavoratori stessi, altrimenti viene utilizzato contro essi, la gestione libera della forza lavoro fa sì che le “boite” possano continuare ad esistere e prosperare, allontanando il processo di centralizzazione e concentrazione del capitale, che abbia come conseguenza lo sviluppo di medie e grandi imprese ad alto contenuto tecnologico.
Un aumento forte dei salari e delle pensioni sarebbe di rottura per la realtà attuale dell’economia italiana e spingerebbe alla produzione di manufatti a più alto contenuto tecnologico.
Ma non si vuole questo.
Per questo motivo si chiede allo Stato d’intervenire sulla tassazione, che non porterà grossi vantaggi, ma almeno darà copertura ideologica ai nuovi accordi “di ritorno al passato”.
Al di là delle chiacchiere le lavoratrici ed i lavoratori, le pensionate ed i pensionati, i senza lavoro si dovranno scontrare con una realtà dura ed angosciante.
Per questo motivo è necessario prendere coscienza e non delegare.
E’ necessario essere protagonisti e non spettatori.
“Non dobbiamo mai smettere di cercare ciò che amiamo per non accontentarci di ciò che troviamo!”
E’ nostro diritto avere un lavoro, una casa, una vita vera a qualsiasi età!
La vita è bella e merita di essere goduta!

“L’uomo per natura è libero, e uguale a qualunque altro della sua specie.
Ma nello stato di società non è così.”
Da “La strage delle illusioni” di Giacomo Leopardi.


“La libertà materiale e la libertà spirituale sono intimamente legate l’una all’altra.
La civiltà presuppone uomini liberi, perché soltanto da uomini liberi essa può venire concepita e realizzata.”
Da “Rispetto per la vita” di Albert Schweitzer.
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MessaggioInviato: Dom Gen 20, 2008 8:24 am    Oggetto: Simoniaci e barattieri nel regno dell'ipocrisia. Rispondi citando

Simoniaci e barattieri nel regno dell’ipocrisia.


Nel canto XIX dell’”Inferno” Dante mette i simoniaci, coloro che fanno turpe mercato delle cose sacre, che sono fitti dentro fori da cui sporgono le piante di piedi accese e le gambe “infino al grosso”.
Nel canto XXI e XXII si trovano i barattieri, coloro che per lucro o per utile personale fecero mercato delle cose pubbliche, che stanno tuffati nella pece bollente, sotto la guardia di diavoli, armati di raffi.
Nel canto XXIII vi sono gl’ipocriti, che camminano eternamente gravati da una cappa di piombo.
Assistendo allo scandalo dei politici e di individui alla politica collegati nella gestione di posti di lavoro nella pubblica amministrazione e di appalti, vediamo sfilare un’enorme schiera nello stesso tempo simoniaca, barattiera ed ipocrita.
Questa schiera, che spesso si è riempita la bocca dicendo di voler affermare una politica economico-sociale più giusta, in cui tutti possano avere le medesime opportunità, in una società più libera ed equa, di fronte a quanto emerge dalle indagini della procura di S. Maria Capua Vetere, prima di Catanzaro e Potenza, rivendica la correttezza della gestione di posti di lavoro, di appalti, di fondi europei e ministeriali, in modo clientelare e da comitati di affari.
L’applauso del parlamento italiano al discorso dell’ex ministro della giustizia del 16.01.08 è eloquente.
Il modo di presentare i fatti sui giornali, nei radio giornali, nei telegiornali ha mostrato una schiera informativa perdonista su realtà, deplorevoli dal lato morale, politico, giuridico.
In generale i mass-media, al di là del finto can can, tendono all’accettazione di situazioni, indegne di una società civile, che si faccia carico della vita di tutti i cittadini.
In questo mondo di simoniaci, barattieri ed ipocriti emerge una verità: non siamo uguali.
Non lo siamo di fronte alla legge, non lo siamo di fronte al lavoro, non lo siamo di fronte alla vita.
Fu chiaro Berlusconi, nella scorsa campagna elettorale,quando affermò che non si poteva pensare che il figlio dell’operaio fosse uguale al figlio del professionista.
Viviamo in una società in cui comitati d’affari, in alcuni casi camuffati da partiti, gestiscono potere economico, finanziario, politico, informativo a vantaggio dei loro aderenti.
Viviamo in una società in cui la libertà, l’uguaglianza, la giustizia valgono solo per alcuni, non per tutti.
La società in cui viviamo non potrà mai dare all’essere umano quella civiltà in cui ognuno possa essere veramente libero nella conoscenza dai bisogni materiali e spirituali.
In questa realtà, al di là della propaganda, si formano individui che basano la vita sulla furbizia, sulle vie traverse, sull’ipocrisia, sulla slealtà, con il sorriso sulle labbra ed il serpente tra le mani.
Le persone che vivono ispirandosi alla dignità dell’essere umano, sulla tenacia, sulla costanza, sulla coerenza, sulla lealtà, sulla chiarezza, che dicono quel che pensano e pensano quello che dicono vengono messi ai limiti della dimensione sociale.
Per iniziare il duro e difficile cammino verso la libertà è importante cominciare a rendersi conto del mondo che ci circonda, studiarlo, conoscerlo e lavorare per modificarlo.
L’essere umano non deve vivere prigioniero di fame, sete, miseria, tabù, superstizioni e perdersi nel buio di un destino fatale.
L’essere umano deve vivere libero da ogni necessità materiale, deve librarsi nella conoscenza e nell’amore ed illuminarsi ne “il caldo respiro della speranza”, che porti al “dolce sapore del cielo”.
E’ amorale ed indegno di una società che vi possa essere più di metà della popolazione, che debba essere il motore del vivere economico-sociale, prendendo le briciole della torta.
Vogliamo una dimensione sociale in cui ogni essere umano possa “veder le stelle”.
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