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Gli occhi oltre il cielo
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iuppiter



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MessaggioInviato: Lun Gen 28, 2008 7:02 am    Oggetto: Mondo nuovo e vecchio mondo. Ideali ed utopie. Rispondi citando

Nuovo Mondo e vecchio mondo.
Ideali ed utopie.


Il capitalismo, progressivo rispetto alle realtà socio-economiche precedenti, non ha risolto in più di duecento anni di storia i problemi materiali e spirituali dell’umanità.
L’umanità è ancora alla ricerca di una vita libera dai bisogni materiali e morali.
La democrazia si è dimostrata incapace di sanare i mali della società.
L’uguaglianza democratica è una chimera!
La borghesia e la classe media detengono il potere.
Il povero è in realtà privo di diritti.
Negli ultimi anni, nonostante i piagnistei, i ricchi sono diventati più ricchi ed i poveri più poveri.
I salari hanno perso potere d’acquisto, il mercato del lavoro è stato colpito da una precarietà stringente, l’utilizzo della forza lavoro nelle unità produttive è stato sempre più assoggettato alle esigenze della produzione e l’essere umano è costretto a vedere il processo produttivo più come una schiavitù che come mezzo di liberazione dalle sue necessità.
“Come il selvaggio deve lottare con la natura per soddisfare i suoi bisogni, per conservare e riprodurre la sua vita, così deve fare anche l’uomo civile e lo deve fare in tutte le forme della società e sotto tutti i possibili modi di produzione.”
Il Capitale
K.Marx.
I governi cambiano, promettono, illudono, ma non smettono di arricchire profitto e rendita.
Solo la realtà dei lavoratori segue un corso non da esseri umani.
Le illusioni divengono delusioni e s’impantanano nella cupa rassegnazione.
Sempre più si scopre che è utopia pensare che questo sistema possa un giorno liberare l’umanità dai suoi bisogni e proiettarla nella vera libertà, basata sulla soddisfazione delle necessità materiali e spirituali.
Le costituzioni democratiche si rivelano per delle grandi menzogne e finzioni, parole vuote senza significato per la stragrande maggioranza dei cittadini.
La storia s’incarica di demolire utopie e chimere e renderle chiare nella loro essenza.
Il capitalismo non può essere l’ultima frontiera dell’umanità, perché non ha garantito, non garantisce, non potrà mai garantire una vita vera ad ogni essere umano.
Chi dice e pensa diversamente si crogiola nell’utopia, conveniente, ma pur sempre chimera.
Il “Mondo Nuovo” è oltre la realtà del profitto.
“Per “Nuovo Mondo” noi intendiamo un mondo di amore, libertà, fratellanza, uguaglianza, pace.
Intendiamo un mondo dove tutti collaborano alla vita sociale e produttiva e quindi tutti lavorano, tutti hanno una casa.
Tutti hanno un tempo per il lavoro, un tempo per la conoscenza,un tempo per lo svago e il tempo libero.
Il nuovo mondo è una società dove liberamente si esprime il pensiero e dove al centro della vita economico-sociale non c’è il profitto, ma l’essere umano ed i suoi bisogni materiali ed intellettivi, dove esiste la libertà dal bisogno materiale e morale, intesa come libertà nella conoscenza.”
Giuseppe Calocero
Il caldo respiro della speranza.
Il “Mondo Nuovo” è ideale, ma basato sull’analisi scientifica dell’attuale realtà sociale, è ragione non fede.
Se ognuno si liberasse della cappa delle ideologie dominanti, dei tabù, delle superstizioni, dei falsi moralismi e librasse la sua mente ed il suo cuore nella libertà della conoscenza vedrebbe con chiarezza la nuova frontiera dell’umanità e si approprierebbe dell’etica del futuro, del mondo nuovo.
L’unico modo per superare il dissidio tra profitto e produttori e dare all’umanità una società libera, eguale, fraterna, pacifica.
“Il comunismo è, in quanto compiuto naturalismo, umanismo, e, in quanto compiuto umanismo, naturalismo. Esso è la verace soluzione del contrasto dell’uomo con la natura e con l’uomo; la verace soluzione del conflitto fra esistenza ed essenza, fra oggettivazione ed affermazione soggettiva, fra libertà e necessità, fra individuo e genere.
È il risolto enigma della storia e si sa come tale soluzione.”
Manoscritti economico-filosofici.
K.Marx.
Le persone che amano il genere umano, che non si crogiolano nel loro egoismo ed individualismo, nel limite misero del possesso di qualcosa, devono uscire dal labirinto delle ideologie e mettere in campo cuore e cervello per risolvere l’enigma e dare soluzione alle speranze del genere umano.
Il senso dell’avere non potrà ancora per molto alienare tutti i sensi fisici e spirituali, che sono sociali e quindi emancipati.
Con l’emancipazione dai bisogni l’umanità ritroverà la sua intima ricchezza.
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MessaggioInviato: Gio Feb 21, 2008 7:37 am    Oggetto: La libera unificazione dell'umanità Rispondi citando

La libera unificazione dell’umanità.

“La conseguenza dell’elevazione dell’interesse a vincolo unificante dell’umanità, fintantoché l’interesse permane soggettivo e semplicemente egoistico, è necessariamente la dispersione universale, la concentrazione degli individui su se stessi, l’isolamento, la trasformazione dell’umanità in un aggregato di atomi che si respingono a vicenda; questo isolamento è, a sua volta, l’ultima conseguenza del principio cristiano della soggettività, il compimento del mondo cristiano.
Fintantoché, inoltre, permarrà la principale estraniazione, ossia la proprietà privata, l’interesse dovrà necessariamente essere interesse particolare ed il suo dominio risulterà essere il dominio della proprietà…”
F.Engels
“Lineamenti di una critica dell’economia politica”.
La società in cui viviamo è una realtà di interessi distinti e soggettivi. Non vi è un interesse comune.
Il profitto non può andare d’accordo con il salario!
E’ nella legge naturale del sistema capitalistico.
Costruire una nuova società in cui gl’interessi siano unificati vuol dire eliminare il dissidio capitale-lavoro ed unire gli esseri umani in obiettivi comuni ad ognuno ed all’intera umanità.
Coloro che pensano di unire gl’interessi del lavoro a quelli del capitale non portano nuove idee, ma vecchie elucubrazioni, che hanno indossato vestiti alla moda.
Sono concetti che mettono al primo posto dell’azione politico-economica
il bene delle imprese e del paese,
gl’interessi nazionali,
la competitività e la produttività,
in definitiva mettono al primo posto il profitto.
E’ per il profitto che in questi anni i salari si sono ulteriormente immiseriti!
E’ per il profitto che il mercato del lavoro è peggio dei paesi in via di sviluppo!
E’ per il profitto che gl’incidenti sul lavoro e le morti bianche sono in aumento!
Fin quando il re della società sarà il profitto non vi sarà mai una società libera, fraterna, eguale, giusta!
Una società libera, eguale, fraterna, si costruisce eliminando le divisioni di interessi, unificando gli stessi, instaurando una produzione sociale, come già è oggi, ed una distribuzione altrettanto sociale.
Altre strade non vi sono per dare all’umanità la pace dei bisogni ed il sogno di una vita vera!
Chi dice il contrario in certi casi mente sapendo di mentire in altri è preda delle ideologie.
Il genere umano per assaporare la speranza di un mondo nuovo deve bere alla fonte della conoscenza con foga ed unire i cervelli ed i cuori per far sentire il caldo desiderio della non accettazione di tale realtà e la ferrea determinazione di voler assaporare il dolce sapore del cielo.
“La dissoluzione dell’umanità in una massa di atomi isolati, che si respingono a vicenda, è già in se l’annientamento di tutti gl’interessi corporativi, nazionali e particolari ed è l’ultimo stadio necessario verso la libera auto unificazione dell’umanità.”
F.Engels
“Lineamenti di una critica dell’economia politica”.
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MessaggioInviato: Sab Feb 23, 2008 8:30 am    Oggetto: Elezioni:fiera di adulazioni e seduzioni. Rispondi citando

Elezioni: fiera di adulazioni e seduzioni per portare il passato nel futuro.


Ci sono nuove elezioni. Ogni partito presenta i suoi programmi e li fa sembrare dolci come il miele.
Essi rispecchiano i temi messi all’ordine del giorno dei mass-media dominanti e gl’interessi dei detentori del potere economico-finanziario con una spruzzata di demagogia sugli aspetti di coloro che lavorano o che cercano un’occupazione, di coloro che sono costretti a vivere con una miseria di euro.
Si ascolta che le imprese devono andare bene, perché, se questo non fosse, non ci sarebbe lavoro e distribuzione di reddito.
Negli ultimi quindici anni le imprese sono andate non bene, ma benissimo, eppure la massa degli stipendi è calata di dodici punti.
I profitti hanno raggiunto livelli record in positivo, gli stipendi al contrario in negativo.
Alti profitti non vogliono dire alti stipendi!
Si dice che la priorità è elevare il reddito dei lavoratori dipendenti ed il tragico è che a dirlo sono coloro che hanno fatto di tutto per ridurlo chiedendo ed attuando la moderazione salariale.
Ci si può fidare?
Un punto da affrontare con decisione per tutti i partiti è la precarietà del lavoro, ma sia il precedente governo sia quello ancora in carica hanno fatto di tutto per aumentarla!
Il precedente con la legge Maroni, l’attuale con l’accordo sul Welfare.
Ci si può fidare?
Ci si può fidare di chi candida chi vuole rivedere ancora la normativa pensionistica e l’art. 18?
Al di la di opportunismi di facciata, ricordiamo che l’opportunismo ha sempre il vestito alla moda, in questa campagna elettorale non si discute delle esigenze del mondo del lavoro, dei pensionati, delle donne che lavorano, dei giovani precari, ma di come, nonostante produzioni da paesi in via di sviluppo, mantenere i profitti ai capitalisti senza capitali nostrani.
Si sta discutendo, approfittando della passività sociale, di come peggiorare ulteriormente la vita di chi è costretto a vendere le braccia o il cervello per vivere.
Vogliono portarci nel futuro peggio che nel passato!
Essi rappresentano una società ormai superata, perché non ha più la forza propulsiva allo sviluppo dell’umanità, è una società stretta nell’ottica del profitto, non aperta alla visione di un mondo nuovo aperto alle esigenze umane.
Il loro pensare è chiuso nei dati economici delle imprese e non nella grandezza di un essere umano, che ha diritto di vivere e di godere la vita in tutto il suo splendore.
E non si accorgono che così frenano lo sviluppo delle forze produttive e la loro produttività, che solo in un mondo di produzione per il consumo e non per la produzione raggiungerebbe vette inimagginabili.
Il futuro per l’umanità è la produzione per il consumo!
Chi si schiera per la produzione per la produzione e, quindi, per il profitto, al di là del vestito all’ultima moda, è del passato.
Il nodo storico, visti i livelli attuali delle forze produttive, è essere per il profitto ed il salario o per il loro superamento.
È essere per uno Stato
” al servizio dei cittadini e quindi uno Stato che s’interessa di dare ad ognuno una buona scuola, una buona rete di trasporti, una buona assistenza sanitaria.
Uno Stato che dia ai cittadini asili nido, scuole materne, ristoranti pubblici ove poter mangiare, se non si ha voglia di cucinare, centri di cultura dove approfondire la conoscenza, possibilità di fare sport a tutti, e quindi palestre, piscine, campi da tennis, campi di calcio, piste e quant’altro possa servire ad avvicinare allo sport ogni cittadino.
Vogliamo uno Stato che aiuti l’espressione della cultura in tutte le sue forme, uno stato che faccia tutto quello che serve per elevare la mente e lo spirito delle persone.
Non vogliamo uno Stato che entri nei rapporti personali, intimi dei cittadini…
Noi siamo per la vita e vogliamo che nascano tanti bambini, che avranno un futuro roseo, ma la scelta di un figlio non è di pertinenza dello Stato, ma di chi ha messo le basi per una nuova vita…
Ogni persona è libera di pensare quello che vuole e credere quello che ritiene più giusto…
…Tutto ciò può realizzarsi perché stiamo superando la società dei bisogni insoddisfatti e stiamo entrando nella società dei bisogni soddisfatti, ove è d’obbligo lavorare e studiare.”

Giuseppe Calocero

Il caldo respiro della speranza.

Il futuro dell’umanità non si può misurare sul valore del profitto, ma sul valore della soddisfazione di bisogni dell’umanità.
Tutti coloro che sentono di essere per il genere umano, per la vita, per la pace devono iniziare a riflettere su un “Mondo Nuovo” ove profitto e salario siano cacciati nelle anticaglie della storia.

“La libertà materiale e la libertà spirituale sono intimamente legate l’una all’altra.
La civiltà presuppone uomini liberi, perché soltanto da uomini liberi essa può essere concepita e realizzata.”

Albert Scheitzer

Rispetto per la vita.


Non può esserci civiltà se non vi sono uomini liberi dal lato materiale e spirituale!

Se vogliamo, possiamo sognare!
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MessaggioInviato: Dom Mar 02, 2008 8:43 am    Oggetto: Se lo vogliamo, possiamo sognare. Rispondi citando

Se lo vogliamo, possiamo sognare.

Il giorno 24.02.08 il candidato premier Veltroni, intervenendo al convegno di “Una sinistra per il governo”, alla presenza di Epifani, afferma:” E’ sbagliato che sia un padrone uno che ha cinquanta operai, che fino a poco tempo prima faceva lo stesso mestiere e che si è spaccato la schiena , e il cui destino è strettamente legato a quello dei suoi stessi operai.”
Da La Repubblica del 25.02.08.
Le parole dell’aspirante presidente del governo vogliono rafforzare la tesi che datori di lavoro e lavoratori abbiano medesimi interessi.
Non voglio soffermarmi sul fatto che per i lavoratori, che non riescono ad arrivare a fine mese, sia molto difficile riuscire ad avere un’azienda con cinquanta operai;
neanche sui dati che mostrano che proprio le aziende di queste dimensioni hanno un’altissima percentuale di evasione contributiva, fiscale e denotano carenza di rispetto per le norme di sicurezza e quindi per le regole di convivenza civile.
Voglio indugiare invece sul fatto che le parole di Veltroni sono palesemente foglie al vento e tendono a nascondere le vere ragioni del dissidio tra gli esseri umani, che si riduce al rapporto salario-profitto.
E’ questo rapporto che divide gli esseri umani!
Lo sviluppo capitalistico ha portato la produzione ad un livello sempre più sociale ed ad un’appropriazione sempre più oligarchica.
Solo una produzione sociale ed un’appropriazione sociale potranno unire gli esseri umani e liberarli dalle catene degl’interessi individuali ed egoistici dell’attuale sistema.
“Per trasformare la proprietà privata e spezzettata, oggetto del lavoro individuale, in proprietà capitalista, occorsero naturalmente più tempo, sforzi e sofferenze di quanto non esigerà la metamorfosi in proprietà sociale della proprietà capitalista, che di fatto si basa già su un modo di produzione collettivo.
Là si trattava della espropriazione della massa da parte di alcuni espropriatori; qui si tratta dell’espropriazione di alcuni usurpatori da parte della massa.”
Karl Marx.
Perché allora il candidato premier afferma questi concetti?
Per accattivarsi le simpatie dei capitalisti senza capitali e della piccola borghesia, facendo ventilare davanti ai loro occhi di poter occupare meglio di altri il ruolo di ideologo e realizzatore dell’aumento dello sfruttamento dei lavoratori.
Quando si parla di aumento della produttività senza parlare di investimenti tecnologici si esprime il concetto di produrre di più e quindi dell’aumento del plusvalore e del profitto, mentre i salari, al di là delle prime pagine dei mass media di questi giorni, sono destinati a rimanere bassi con l’accordo di tutti, ad eccezione, naturalmente, dei lavoratori.
D’altronde la raccolta di firme di CGIL-CISL-UIL su salari, fisco, pensioni e prezzi è un segnale di come la dirigenza sindacale abbia abdicato al suo ruolo e siano determinati nei loro orientamenti da segretari di partito e candidati premier.
Il fatto poi che un candidato alle prossime elezioni esprima la necessità dell’abolizione dell’art. 18 dello Statuto dei lavoratori ed accusi il governo Berlusconi di non aver avuto coraggio nell’andare fino in fondo mostra quale mercato del lavoro si desideri attuare per mantenere competitiva l’arretrata economia italiana.
Queste persone sono le stesse che si riempiono la bocca di parole come difesa della famiglia, difesa dell’infanzia, difesa della vita.
Nei fatti fanno di tutto per rendere difficili la vita delle famiglie e dell’infanzia, nei fatti negano la vita a milioni di persone, costrette a cercare di sopravvivere alla meno peggio.
“Essere per la vita significa innanzitutto dare a tutti la possibilità di vivere. Di conseguenza avere la possibilità di mangiare e bere, vestirsi, avere una casa, potersi curare in caso di malattia, avere l’animo sereno e sgombro dall’assillo quotidiano della sopravvivenza.”
Giuseppe Calocero
Il caldo respiro della speranza
Se lo vogliamo, possiamo sognare!
Possiamo sognare una società dove vi sia produzione e distribuzione sociale, dove avere una casa, un lavoro, mangiare, bere, vestirsi, soddisfare i bisogni non sia una chimera.
Con l’aiuto della scienza marxista questa realtà è più vicina di quanto si pensi.
Senza accorgersene è lo stesso attuale sistema a costruire giorno dopo giorno le condizioni della liberazione umana dalla schiavitù del profitto.
Se lo vogliamo, possiamo sognare!
Un mondo nuovo, libero, fraterno, uguale, pacifico.
Se lo vogliamo, possiamo sognare!
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MessaggioInviato: Lun Mar 10, 2008 7:25 am    Oggetto: Elezioni:programmi dettati da camarille del profitto. Rispondi citando

Elezioni: programmi dettati da “camarille” del profitto.
“Intra due cibi distanti e moventi
d’un modo prima si morria di fame
che liber’uomo l’un recasse ai denti.”
La divina commedia-Paradiso
Dante.
Questi versi riprendono il concetto dell’asino di Buridano, che seguendo il nominalismo di Ockam, formulò la sua teoria sulla volontà:” Voluntas est intellectus et intellectus voluntas”.Quindi ogni bene posto davanti all’intelletto determina un volere.L’unica libertà sta nel sospendere l’assenso ed esaminare ancora per scegliere più opportunamente
L’incertezza della scelta nell’asino porta l’animale a non scegliere e quindi a morire di fame.
Nel caso delle nuove elezioni sembra che vi sia un’ampia selezione, che in definitiva poi si riduce ai due partiti maggiori Pd e Pdl.
In effetti, guardando i programmi e seguendo le dichiarazioni,, sembrerebbe non esserci scelta e quindi la vittoria dell’uno o l’altro schieramento non migliorerebbe affatto le condizioni dei cittadini e, in special modo, delle lavoratrici e lavoratori dipendenti.
Optare per l’uno o per l’altro non sarebbe un’operazione intellettuale e quindi non sarebbe una scelta, proprio come l’asino di Buridano.
In un’ intervista a “ La stampa” il professor Ichino ha spiegato come intenda abolire l’articolo 18 dello statuto dei lavoratori.
Berlusconi ha dichiarato che andrebbe rivisto tutto lo statuto e che, al governo, il turnover nella pubblica amministrazione riguarderebbe un lavoratore su otto.
In parole povere su 100 impiegati che andrebbero via ne verrebbero sostituiti 12.5.
La Confindustria poi è contro il decreto sicurezza, che non risolve di certo il dramma degli incidenti mortali e non nei luoghi di lavoro.
Gli elettori, che non vivono di profitto e rendita, ma di salario, sono dunque chiamati a votare un peggioramento delle proprie condizioni di lavoro e di vita, ancora una volta annebbiati da diversità programmatiche e politiche inesistenti.
Lo scontro vero nel sistema capitalistico è tra profitto e salario e chi sta dalla parte del profitto non si può collocare dalla parte del salario.
Profitto vuol dire asservimento,sottomissione,disuguaglianza, divisione, ingiustizia,povertà, guerra.
Significa mettere sul trono del mondo il fare soldi e non le esigenze dell’essere umano.
Il salario è incorporato nel concetto di profitto ed ha le medesime conseguenze.
Ci vuole un mondo senza profitto e senza salario!
Gli apologeti del capitalismo ed i servi consapevoli ed inconsapevoli dicono subito:
” Non è possibile. Non si possono eliminare le imprese!”
Ed identificano queste con la produzione.Invece è possibile avere un mondo senza i capitalisti !
Un mondo dove la produzione sia indirizzata al solo benessere dell’umanità
Eliminare profitto e salario non significa eliminare la produzione, ma solo un rapporto di classe. Vuol dire invece produrre in modo pianificato con il concorso di tutti e per il beneficio di ogni essere umano.
L’unico modo per essere dalla parte dell’essere umano è dedicarsi alla costruzione di un mondo nuovo dove” Ciascuno possa dare secondo le sue capacità e ciascuno possa ricevere secondo le sue necessità.”
“ E’ solo quando la società controlla efficacemente la produzione, regolandola in anticipo, che essa crea il legame fra la misura del tempo di lavoro sociale dedicato alla produzione di un articolo determinato e la estensione del bisogno sociale che tale articolo deve soddisfare.”
Il capitale
K.Marx
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MessaggioInviato: Mar Mar 25, 2008 8:30 am    Oggetto: Il caldo respiro della speranza Rispondi citando

Il caldo respiro della speranza

“Noi vogliamo cambiare il mondo, per questo siamo qui. Ne’ più ricchi né più poveri, ma un mondo di eguali. Noi vogliamo un mondo d’amore, di libertà, di uguaglianza, di fratellanza, un mondo dove la vita sia bella da vivere, perché non più sottomessi al bisogno, alla sopravvivenza. E lo faremo!
Lo faremo, e niente e nessuno ci potrà fermare. Le decisioni che il nuovo governo prenderà subito saranno le seguenti.
La revocabilità degli eletti a qualsiasi livello in qualsiasi momento, nel caso i suoi elettori lo ritengano necessario.
Stipendio per gli eletti, a qualsiasi livello, di duemila euro al mese adeguabili, nel caso di minor potere d’acquisto, ogni due mesi, così come per ogni altro lavoratore.
Abolizione delle tasse, poiché l’amministrazione statale provvederà alla sua funzione e alla gestione della sanità gratuita per tutti, alla gestione della scuola gratuita per tutti, alla gestione di strade ed autostrade gratuite per tutti, e a qualsiasi incombenza utile per la vita dei cittadini, con una percentuale sui risultati di produzione.
Le pensioni dovranno essere pari agli stipendi e l’età pensionabile sarà: cinquant’anni per le donne e cinquantacinque per gli uomini. Anch’esse saranno finanziate con una percentuale dei risultati del lavoro sociale.
La partecipazione all’attività produttiva non potrà iniziarsi prima del compimento di diciotto anni. Durante l’attività produttiva tutti dovranno seguire corsi di conoscenza di due ore al giorno, dal lunedì al venerdì. L’attività lavorativa non potrà superare le sei ore giornaliere, dal lunedì al venerdì. Il lavoro al sabato e alla domenica sarà consentito solo ove veramente necessario per l’interesse della società o delle persone, per esempio la sanità, i trasporti, e alcune attività ricreative.
Dobbiamo capovolgere la centralità dell’attività sociale, non più il profitto, il business, il denaro, ma l’essere umano, il suo benessere fisico e psichico.
Tutti devono partecipare al processo produttivo…
Tutti devono avere una casa…
Tutte le azienda saranno di proprietà sociale…
Ogni carica è elettiva e revocabile in qualsiasi momento. La nostra deve essere una vera democrazia dove il popolo governa.
Noi siamo per la conoscenza, ma lasceremo che ognuno possa esprimere le sue credenze religiose, trattandole come faccende private.
Ognuno sarà libero di vivere come vuole e con chi vuole…
Tutto ciò che divide deve essere cancellato dalla nostra realtà, mentre dobbiamo costruire sempre più elementi di partecipazione, di unione, di interessi comuni tra tutti noi, affinchè i nostri sguardi siano pieni d’amore verso il nostro prossimo.
Tutti devono sapere e rendersi conto che il mondo è cambiato, che “un nuovo mondo” è sorto e cammina spedito verso la felicità terrena, unica e sola conquistabile dagli esseri umani.”

Il caldo respiro della speranza
Giuseppe Calocero

Questo è l’unico e concreto programma per cambiare la condizione umana!
Qualsiasi altro, mettendo al centro il profitto, non potrà mai realizzare una società libera, fraterna, uguale.
Con il livello di sviluppo raggiunto dalle forze produttive, un mondo nuovo è possibile e necessario.
Sta a noi, che “ci alziamo con la bava alla bocca” per le ingiustizie, che siamo costretti a subire, voler conquistare la nuova frontiera dell’umanità.
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MessaggioInviato: Dom Mar 30, 2008 6:11 pm    Oggetto: Il mondo che vorrei Rispondi citando

Il mondo che vorrei.
Tutti nell’attuale società dicono di essere per la vita, per la difesa della vita. Intanto miliardi di persone non godono delle bellezze dell’esistenza, non vivono. Sopravvivono! Miliardi di esseri umani soffrono la fame. Milioni di bambini muoiono d’inedia. Ciò nonostante la produzione di beni abbia raggiunto livelli tali da poter soddisfare i bisogni di tutto il genere umano.
Eppure ancora vi sono coloro che, testardi, continuano a difendere l’attuale sistema sociale, economico e politico!
“Taciti, soli, senza compagnia
n’andavan l’un dinanzi e l’altro dopo,
come i frati minor vanno via”
Come dice Dante degl’ipocriti nel canto XXIII dell’ Inferno.
Ancora credono che possa migliorarsi e non si accorgono che peggiora con il tempo e che le condizioni umane siano secondarie all’ottica del profitto ed allo sfruttamento, che ne consegue.
Sono in buona fede o difendono interessi ben precisi?
Costoro continuano a perpetrare un falso storico e cioè che il mondo nuovo sia stato già realizzato nell’Unione Sovietica, in Cina ed altri paesi e non sanno o forse non vogliono sapere che in quei paesi non c’è mai stato sistema senza l’egida del profitto e che la forma assunta in certi momenti storici non era altro che capitalismo di stato. Cosa c’entra Stalin con il mondo nuovo?
Egli semmai è stato un persecutore delle speranze di una nuova società, arrivando ad uccidere le persone che avevano nel cuore una nuova realtà sociale.
“Uno spettro si aggira per l’Europa:è il comunismo!” Diceva Cavour.
Oggi, visto l’abnegazione che tanti mettono in campo nel cercare di combattere questa dottrina, lo spettro continua ad aggirarsi!
E il fatto che nella società vi siano pensieri e sentimenti, che ardono nei cuori e nelle menti sulla necessità di un mondo nuovo, mostra come nella stessa società vi siano i germi di un futuro di libertà, uguaglianza, fratellanza, pace. Il capitalismo è un morto che cammina!
Sembra forte, più forte di sempre, ma più aumenta la sua forza e più cresce la sua debolezza, poiché crescono le sue contraddizioni insanabili. Salario e profitto non potranno mai andare d’accordo!
“Cioè appena il lavoro comincia ad essere diviso ciascuno ha una sfera di attività che gli viene imposta e dalla quale non può sfuggire: è cacciatore, pescatore, o pastore o critico critico, e tale deve restare se non vuole perdere i mezzi per vivere; laddove nella società comunista, in cui ciascuno non ha una sfera di attività esclusiva ma può perfezionarsi in qualsiasi ramo a piacere, la società regola la produzione generale e appunto in tal modo mi rende possibile di fare oggi questa cosa, domani quell’altra, la mattina andare a caccia, il pomeriggio pescare, la sera allevare il bestiame, dopo pranzo criticare, così come mi vien voglia; senza diventare né cacciatore, né pescatore, né pastore, né critico.”
“L’ideologia tedesca
K. Marx F. Engels
Questa è la vita che vogliamo! Questa è la vita che meritiamo!
“ Se l’uomo è sociale per natura, egli sviluppa la sua vera natura solo nella società, e la potenza della sua natura deve trovare la sua misura non nella potenza dell’individuo singolo ma nella potenza della società.”
La sacra famiglia
K. Marx F. Engels
L’interesse di ogni persona deve coincidere con l’interesse del genere umano!
In questa società non è così. Non sarà mai così.
Chi è per la vita deve lavorare per la coincidenza dell’interesse individuale con quello generale dell’umanità.
Solo così si è per la vita e per l’umanità; per la sua libertà, uguaglianza, fratellanza!
Se lo vogliamo, possiamo assaporare il caldo respiro della speranza!
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MessaggioInviato: Lun Apr 14, 2008 6:23 am    Oggetto: La nuova stagione: un mondo nuovo. Rispondi citando

La nuova stagione: un mondo nuovo.

“I rapporti sociali sono intimamente connessi alle forze produttive, gli uomini cambiano il loro modo di produzione e, cambiando il modo di produzione, la maniera di guadagnarsi la vita, cambiano tutti i loro rapporti sociali…Quegli stessi uomini che stabiliscono i rapporti sociali conformemente alla loro produttività materiale, producono anche i principi, le idee, le categorie, conformemente ai loro rapporti sociali.”
“Marx paragonava gli economisti borghesi che parlano delle eterne e naturali istituzioni della società borghese, ai teologi ortodossi, per i quali la propria religione è una rivelazione di Dio, mentre ogni altra religione è un’invenzione umana”
Vita di Marx
F. Mehring

“Ancora oggi la cultura borghese pone la questione tutta qui: capitalismo vuol dire economia privata, socialismo vuol dire statizzazione…Non sarà il caso di ricordare che, semmai, l’economia socialista si definisce economia senza Stato.”
Struttura economica e sociale della Russia d’oggi.
A, Bordiga.

In una nuova società, in un mondo nuovo lo Stato è destinato ad uscire dalla storia per il fatto che non vi saranno più conflitti da regolare, ma benessere da amministrare.
In un mondo in cui gl’interessi siano comuni non vi potrà essere, in modo naturale, un potere in rappresentanza del più forte a spese del più debole.
La nuova stagione è un mondo in cui gli esseri umani siano liberi dai bisogni e messi in condizione di mostrare le grandiose bellezze individuali in un’insieme che metta al centro la vita umana e la sua difesa.
Non difesa della vita fino alla nascita, come fanno alcune associazioni, ma difesa della vita dal concepimento all’estinzione, garantendo ad ognuno soddisfazione di ogni necessità materiale e spirituale.
Le nuove stagioni che parlano, al di là dei giri di parole, di peggiorare la condizione umana con precarietà del lavoro, bassi salari, più sfruttamento sono il prosieguo delle vecchie.
Sono stagioni fredde che vanno contro l’essere umano e la vita, che non intaccano le tre caratteristiche fondamentali della produzione capitalistica:
la concentrazione in poche mani dei mezzi di produzione,
l’organizzazione sociale del lavoro mediante la cooperazione, la divisione del lavoro e l’unione del lavoro con le scienze naturali,
la creazione del mercato mondiale.
Concentrazione, divisione del lavoro, soppressione della proprietà privata, creazione del mercato mondiale: ecco gli aspetti interdipendenti del dialettico processo di sviluppo capitalistico, ecco il movimento dell’evoluzione storica che parte dalla proprietà privata e del lavoro individuale ed approda al capitale sociale, negazione dell’una e dell’altro.
Il capitale sociale ad un certo stadio diviene imperialismo
Ebbene l’economia capitalista è storicamente l’economia che abolisce, nel suo sviluppo, la proprietà privata. Il socialismo, appunto, è storicamente possibile e necessario perché sorge nella fase capitalista, dalle basi materiali nelle quali le forze produttive sono divenute sociali ed economicamente appartengono all’intera società.
Il capitalismo è l’impedimento allo sviluppo delle forze produttive che ormai sono socialiste, ed è impedimento non perché è “proprietario” delle forze produttive, ma perché è “detentore”.

Un nuovo mondo è possibile! Vivere da esseri umani può essere realtà!
Se lo vogliamo, possiamo sognare!
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MessaggioInviato: Mar Lug 29, 2008 5:30 am    Oggetto: Il sogno e l'incubo. Rispondi citando

Il sogno e l’incubo.
Il sogno di ogni essere umano è vivere una vita serena nella soddisfazione dei suoi bisogni spirituali e materiali. Ogni sua azione è finalizzata al raggiungimento di questo obiettivo.
L’incubo dall’umanità è vivere in una società con l’idea guida del profitto, che determina disuguaglianza, ingiustizia, miseria, guerra, fame, sfruttamento.
Ci si illude che tale partito borghese, meglio dire comitato d’affare, o tal’altro personaggio possano cambiare in meglio la realtà, ma ci si accorge poi che la dimensione reale è sempre la stessa ed i problemi dello stipendio, del lavoro, della casa, dei servizi insufficienti e carenti continuano ad affliggere la nostra vita.
Si vive nella paura del presente e del futuro!
Paura accentuata dai mass-media dei gruppi sociali dominanti, che fanno campagne di stampa tali da far divenire problemi anche realtà normali della società capitalistica.
Che società è una dimensione sociale dove domina la paura?
La paura del presente, del futuro, di altre persone, di poter esprimere liberamente il proprio pensiero, di non avere denaro sufficiente per la propria sussistenza, di non poter uscire di casa liberamente.
“Nel vecchio mondo la realtà presentata nella finzione televisiva è bella, ma rimane solo finzione, purtroppo. In quel mondo…milioni di persone sono senza casa, hanno un’assistenza sanitaria o mancante o carente, milioni di persone non possono accedere all’istruzione.
Che mondo è dove al primo posto c’è l’ottica di fare soldi? Che mondo è dove i soldi si fanno trafficando droga? Che mondo è dove si fanno i soldi con le armi? Che mondo è dove i soldi si fanno sfruttando i bambini? Che mondo è dove i soldi si fanno sfruttando le donne? Che mondo è dove gli esseri umani non contano nulla se non per essere sfruttati?
E’ un mondo di miseria reale e culturale. E’ un mondo di iene, che sbranano gli agnelli.”
Il caldo respiro della speranza
Giuseppe Calocero
E’ una società in cui domina il profitto ed in cui l’essere umano è solo merce per arrivare all’obiettivo principe su cui si fonda l’attività socio-economica.
E’ una società in cui gli esseri umani sono dominati da un insieme di condizioni di vita, da un insieme di leggi dell’attività sociale che sono proprie del dominio di chi detiene il potere economico su chi vive del proprio lavoro.
Il capitalismo è il regno della necessità non soddisfatte!
Ogni essere umano vorrebbe vivere una vita diversa, sogna una vita nuova, ma non crede sia possibile avere intorno una dimensione socio-economica fondata su altri principi.
Il rifugio nel soprannaturale e nelle superstizioni per alcune persone sembra una buona medicina per accettare la cruda realtà, che comunque rimane tale.
E invece…se lo vogliamo, possiamo sognare!
Possiamo sognare un mondo con al centro di ogni attività i bisogni dell’umanità; un mondo dove “ognuno dia secondo le sue capacità e riceva secondo i suoi bisogni”, senza ricchi e poveri, senza profitto e salario; un mondo di eguali nella loro diversità, dove la libertà, la giustizia, la fratellanza si tocchino con mano e non siano solo enunciazioni.
Il capitalismo con la propaganda di paure, illusioni, tabù, superstizioni, luoghi comuni tenta di chiuderci in una gabbia di ignoranza e frustrazione per allontanarci dalla visione concreta della realtà. Camuffa il suo sistema del dio profitto, non importa se di stato, liberistico o misto, con la speranza dell’umanità per allontanarla dalla partecipazione al corso naturale della storia.
Il capitalismo è, nonostante la sua apparente forza, al capolinea. Ha terminato la sua funzione storica.
La forza del capitale è il potere economico, quella delle persone, che vivono di lavoro , è il numero.
Solo con l’organizzazione questa immensa quantità di persone potrà presentarsi agli appuntamenti decisivi della storia con le potenzialità di realizzazione delle speranze e del sogno.
La vita è bella e merita di essere goduta in tutto il suo splendore!
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MessaggioInviato: Mar Ott 21, 2008 6:03 am    Oggetto: Il dolce sapore del cielo Rispondi citando

Nei cuori e nelle menti di molti esseri umani alberga la speranza ed il sogno di una vita serena, tranquilla, felice e di una società che superi la necessità dei bisogni materiali e spirituali.
La speranza di una vita migliore in una dimensione sociale concretamente libera, eguale, fraterna ha storicamente scaldato tanti cuori ed appassionato tante menti.
“Il dolce sapore del cielo”, terzo romanzo di Giuseppe Calocero, dopo “ Gli occhi oltre il cielo” ed “Il caldo respiro della speranza”, ci porta nel “Mondo Nuovo”.
Il percorso sarà irto di ostacoli e di dure prove da superare, poiché il vecchio mondo non vuole cedere il suo dominio e lotterà con ogni mezzo per opporsi al nuovo corso storico.
Ma l’umanità, ormai libera da falsi tabù, false superstizioni e falsi luoghi comuni e consapevole che sotto l’egida del “Guadagno” non ci potrà mai essere vera libertà, vera uguaglianza, vera fratellanza non cadrà nelle trappole del “passato” ed abbraccerà in modo convinto il “Futuro”.
L’umanità vuole sognare e vuole godere la vita in tutto il suo splendore!
E il sogno passa per il superamento di vecchi schemi socio-econominici e l’affermazione di nuove frontiere che mettano al centro l’essere umano e la sua vita.
“Il dolce sapore del cielo” è il sapore meraviglioso e straordinario di una vita nuova in un mondo nuovo!
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MessaggioInviato: Dom Nov 02, 2008 6:52 am    Oggetto: Il dolce sapore del cielo Rispondi citando

Il dolce sapore del cielo

Il superamento di ogni bisogno, la conquista del cielo, sogno di ogni epoca umana era realtà.
Coloro che avevano visto il passato ricordavano con terrore quell’epoca e la cancellavano subito dalla mente.Tanto era forte il crampo che prendeva lo stomaco!
I nati nella nuova epoca, quando leggevano certi libri o vedevano certi film erano restii a credere che il mondo avesse visto realtà di quel tipo.
Non osavano immaginare che esseri umani potessero utilizzare, come schiavi o finti liberi, altri esseri umani per avere dei miseri pezzi di carta o dei pezzi di materiale ferroso.
Non osavano immaginare che tanta gente non avesse un lavoro, una casa;
che tante persone non mangiassero abbastanza e altre morissero addirittura di fame ;
che i bambini morissero per mancanza di cibo.
Non osavano immaginare che esseri umani uccidessero altri esseri umani per motivi futili e banali; che ci fossero le guerre;
che si distruggessero con le bombe tesori millenari, testimoni della storia dell’umanità;
che un liquido brutto e nero fosse così importante.
Non osavano immaginare che donne e uomini vendessero il loro corpo e, a volte, anche la loro anima per apparire in televisione, sui giornali;
che le persone non esprimessero quello che sentivano nei cuori, ma solo quello che conveniva ai loro interessi;
che un organo, chiamato Stato, imponesse tasse e decidesse sulle scelte delle persone in tema di rapporti d’amore e di vita, decidesse il giusto e l’ingiusto;
che si nascondesse la conoscenza e si diffondesse l’ignoranza;
che un malato dovesse pagare per essere curato;
che la scuola non insegnasse sapere, ma ideologie;
che un laureato non trovasse occupazione;
che non si lavorasse o si lavorasse a segmenti;
che l’informazione fosse solo al servizio di chi godeva del guadagno e nascondesse la verità;
che chi produceva era povero e chi non produceva era ricco;
che si andasse in pensione, orma,i vecchi e , dopo una vita di lavoro, fosse dura tirare avanti;
che non tutti avessero una casa e che le case fossero diverse da persona a persona;
che chi praticasse lo sport non lo facesse per passione e piacere, ma per denaro;
che la donna non fosse ritenuta pari all’uomo e vivesse una condizione, spesso, negativa;
che si dovessero pagare i trasporti e che i mezzi fossero così carenti;
che gli anziani fossero abbandonati al loro destino, perché, ormai, improduttivi.
Non riuscivano ad immaginare che ci fossero le armi;
che ci fossero gli eserciti, la polizia, le guardie varie;
che ci fossero le banche, le assicurazioni.
Non riuscivano ad immaginare una politica, fatta non per le esigenze comuni, ma per gl’interessi di comitati d’affare e, anche, di bande di criminali.
Non riuscivano ad immaginare che la stragrande maggioranza della popolazione, che viveva in condizioni precarie, non si ribellasse e, anzi, prendesse a modello proprio coloro, che avevano interesse a tenerli in quella situazione di sottomissione.
I figli della nuova epoca non osavano credere, studiando la storia dell’umanità, che potessero essere esistiti periodi così bui e tristi per l’umanità! “

Da “Il dolce sapore del cielo”
di Giuseppe Calocero
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MessaggioInviato: Mar Nov 18, 2008 2:20 pm    Oggetto: I pappataci e la realtà del mondo. Rispondi citando

I pappataci e la realtà del mondo.

Un editoriale di “Le Monde” di alcuni giorni fa metteva in risalto l’analisi di alcune organizzazioni non governative in cui si affermava che, con un costo annuo di trenta miliardi di dollari la sottoalimentazione, che interessa 932 milioni di persone, potrebbe essere sradicata.
“Meno del 5% del solo piano Pulson. Una miseria!”
Ogni cinque minuti muore di malnutrizione un bambino di meno di dieci anni e non si trovano 60 dollari necessari a curarlo!
Per salvare le banche sono state mobilitate migliaia di miliardi in un battere di ciglia e non si trovano trenta miliardi di dollari annui per salvare milioni di vite umane!
In questa realtà, tra le migliaia di miliardi donate alla banche ed pochi miliardi non trovati per salvare vite umane c’è tutto l’attuale sistema nella sua crudeltà più cupa.
Eppure c’è chi ancora si ostina ad incensare l’attuale modo di produzione forse non proprio in buona fede ma con la cultura dei pappataci.
In questa dimensione sociale non c’è
libertà, perché questa può solo combinarsi con la soddisfazione dei bisogni materiali e spirituali;
non c’è uguaglianza, pochi sono i ricchi, tanti sono coloro che stentano a vivere una vita decente, molti sono gli esseri umani che sono costretti a vivere come schiavi, molti ancora sono quelli sottoalimentati;
non c’è fratellanza, gl’interessi diversi portano ogni giorno tanti individui a condurre una loro guerra personale;
non c’è giustizia, poiché essa è gestita con la forza del denaro;
non c’è pace, ogni giorno vi sono guerre grandi e piccole.
Il dono della vita nell’attuale sistema diviene un inferno per tante persone in un mondo in cui il re assoluto è il guadagno.
Questo re non si ferma davanti a nulla pur di affermarsi.
Non si ferma davanti allo sfruttamento dell’essere umano, davanti a milioni di persone sottoalimentate, davanti a milioni di bambini che muoiono per fame, davanti a milioni di donne schiavizzate, davanti agl’incidenti sul lavoro, uno ogni quattro minuti.
I pappataci del sistema più la realtà è cruda e più cercano di imbonire le persone con idee vuote, luoghi comuni, tabù, superstizioni, fraseologie vuote, falsi miti.
E non è facile per chi vive con l’oppressione del bisogno sottrarsi alla prigione ideologica dei pappataci.
Ma è necessario!
Perché un mondo nuovo è possibile!
Il capitalismo ha ormai assolto il suo compito storico.
La storia pone nuove obiettivi e nuove frontiere!

“ la riviera del sangue in la quale bolle
qual che per violenza in altrui noccia.
Oh cieca cupidigia e ira folle,
che sì ci sprono ne la vita corta,
e ne l’eterna poi sì mal c’immolle!”
Dante Alighieri Inferno

Il “Sommo Poeta” aveva immerso i violenti contro il prossimo nella persona e negli averi nel Flegetonte, fiume di sangue bollente, custoditi e saettati dai Centauri.
Se lo vogliamo, se ci immergiamo nella conoscenza, se uniamo le forze possiamo costruire un mondo in cui l’essere umano sia il centro di ogni attività, non il guadagno, e possiamo liberarci dalla prigione del bisogno.
Se lo vogliamo, possiamo conquistare il cielo ed assaporare il suo dolce sapore!
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MessaggioInviato: Sab Dic 06, 2008 2:44 pm    Oggetto: Uu sogno che la storia farà realtà. Rispondi citando

Un sogno che la storia farà realtà.
“Ogni persona aveva un lavoro, a cui si doveva accedere compiuti i diciotto anni. Il tempo di lavoro era di due ore al giorno dal lunedì al venerdì. Si lavorava, quindi, dieci ore alla settimana.
Due ore ancora della giornata erano dedite allo studio. Sempre dal lunedì al venerdì.
La nuova società voleva persone, che raggiungessero le più alte vette della conoscenza e dava molta importanza ad essa, come fonte di sapere e di libertà.
Dopo aver dedicato al lavoro e allo studio quattro ore totali della giornata, ognuno era libero di fare ciò che più gli piacesse.I lavori più alienanti e faticosi erano svolti da robot, impostati per assolvere i compiti loro assegnati…
L’età lavorativa aveva termine a 50 anni per le donne e a 55 per gli uomini.
Ogni cittadino era esonerato dal prestare lavoro e dal dedicarsi allo studio per sei settimane all’anno.
In questo periodo di riposo poteva viaggiare, visitare ogni posto del mondo, soggiornare in ogni luogo, con la possibilità di usufruire di alloggi o dei centri alberghieri.
La stessa cosa si poteva fare ogni giorno, svolti i compiti lavorativi e di studio, visto il livello di eccellenza dei trasporti, che permettevano, tramite i Celeste 120, aerei velocissimi, di raggiungere le località più lontane in pochissimo tempo.
Il tipo di organizzazione economica e sociale permetteva poi di svolgere i propri compiti di lavoro e di studio in qualsiasi parte del mondo…Nella nuova società non c’era denaro.Non c’erano più merci da vendere o da comprare…
La produzione era esclusivamente per il consumo, per soddisfare le necessità dei cittadini.
L’essere umano e i suoi bisogni materiali e spirituali era stato messo al centro di ogni azione economica e sociale.
Ogni persona doveva solo dare il suo contributo produttivo per ricevere tutto quello che a lei necessitava.
D’altronde i beni prodotti erano di una tale quantità che ogni membro della società poteva usufruirne in abbondanza, anche oltre le necessità.”
Il dolce sapore del cielo
Giuseppe Calocero
Sembra un sogno, ma è solo una società senza plusvalore e senza profitto, senza sfruttamento dell’uomo sull’uomo.
Già nella situazione attuale si produce più dei bisogni della popolazione mondiale, nonostante, in tantissimi casi, gl’impianti produttivi non siano utilizzati al massimo.
In questi giorni i mass-media stanno terrorizzando le persone sugli effetti della recessione in alcune aree del mondo, ma proprio questa situazione mostra come l’attuale sistema sia contro l’essere umano, visto che pur potendo produrre beni per soddisfare pienamente i bisogni dell’umanità, si riduce la produzione perché il mercato non è in grado di comprare i beni prodotti.
La miseria, la fame, l’annullamento di ogni dignità umana di chi si trova a dover cercare ogni giorno di sopravvivere non conta in alcun modo.
In questo mondo conta solo il profitto!
E’ inutile pensare di rifondare il capitalismo, come dicono alcuni. Questo sistema va solo superato!
“ Non basta. Bisogna inventare qualcosa di nuovo. E’ ora di finirla di procedere attraverso aggiustamenti strutturali dell’economia, che premiano soltanto i ricchi e allargano il solco con i poveri. Bisogna mettersi in testa che il capitalismo finanziario, dominatore dell’economia negli ultimi 30 anni, è fallito. Non va rifondato, va cambiato”
Cardinale Maradiaga, presidente della Caritas internazionale ed osservatore della Santa Sede alla Banca mondiale ed al Fondo monetario internazionale.
Fonte Famiglia Cristiana
E’ vero va cambiato, ma questo può avvenire solo se lo si supera e si buttano il mercato ed il profitto nella spazzatura della storia, come avverrà, e s’instaura una società nuova con al centro le persone ed i loro bisogni.
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MessaggioInviato: Dom Dic 28, 2008 7:47 am    Oggetto: Per una vita di libertà! Rispondi citando

Per una vita di libertà!

In questo ultimo periodo i mezzi d’informazione ci stanno riempiendo la testa di ideologie sulla crisi finanziaria e produttiva e sulle tragiche conseguenze che essa porterà per milioni di persone in tutto il mondo. Si parla di milioni di posti di lavoro che andranno persi e di condizioni di vita che peggioreranno per un gran numero di persone.
Gl’istituti di statistica scoprono che vi sono, anche nei paesi più sviluppati, grandi percentuali di popolazione che soffrono la fame o che fanno fatica ad arrivare a fine mese.
Come se la disoccupazione, la miseria, la fame, le guerre fossero solo un problema contingente e non strutturale al sistema capitalistico.
Secondo il “Rapporto Unicef 2008” oggi nel mondo muoiono dieci milioni di bambini sotto i cinque anni.
Questi bambini non riescono a diventare giovani!
Eppure basterebbero modeste somme di denaro per salvare queste vite!
Nel 2007 la spesa militare è stata di 1.204 miliardi di dollari, ma non si trova qualche miliardo di dollari per salvare la vita di questi bimbi.
Il progetto di ridurre le morti a 9000 al giorno è stato presentato come un obiettivo molto ambizioso.
Secondo il Tribunale permanente contro i crimini dell’umanità, istituito da un Trattato internazionale, ratificato da 106 stati, tra gli stati mancanti vi sono la Cina e gli USA, sarebbero 300.000 i bambini presenti in formazioni militari, dopo che solo recentemente sono state accertate le dimensioni del massacro effettuato durante la guerra Iran-Iraq di 30 anni fa, quando masse di ragazzini furono utilizzati per sminare le strade.
La verità è che l’attuale sistema sociale in qualsiasi fase è fame, miseria, guerre, morti per milioni di persone.
Negli ultimi anni vi sono stati profitti record per le imprese, eppure milioni di persone non hanno visto migliorare la loro vita; milioni di lavoratori e lavoratrici hanno visto ridursi lo stipendio, perdere diritti, peggiorare condizioni di lavoro e di vita.
Che piova o ci sia il sole per chi vive offrendo al mercato capitalistico braccia o cervello la realtà è sempre dura da vivere!
Per salvare le banche hanno investito e continuano ad investire miliardi di euro e dollari.
Per salvare la vita a milioni di persone, che vivono di lavoro, mettono in campo solo briciole, tanto per apparire caritatevoli!
La campagna sulla crisi è finalizzata a fa perdere altri diritti ed a far accettare condizioni di lavoro e di vita peggiorative, perché il “Re Profitto” possa prosperare, al di là dei cambiamenti che possano esserci all’interno del sistema e nei rapporti tra le imprese nel prossimo futuro.
La verità è che il capitalismo è alla fine del suo percorso progressivo per l’umanità e che è solo sfruttamento, miseria, fame, guerre, morti.
Il capitalismo è schiavitù materiale e morale.
Scegliere la libertà vuol dire essere per il superamento delle attuali condizioni socio-economiche, per una società che si basi sul concetto: da “ciascuno secondo le sue capacità, a ciascuno secondo le sue necessità”, in cui ogni essere umano possa mangiare, bere, vestirsi, avere una casa, usufruire dei beni prodotti, conoscere e nella conoscenza elevare il suo intelletto e se stesso a livelli eccezionali.
Non esiste libertà senza la libertà materiale e spirituale, intimamente legate tra di loro.
Non esiste civiltà senza persone libere materialmente e spiritualmente, le sole in grado di concepirla e realizzarla.
L’attuale sistema non è né libero né civile, poiché vive sulla disuguaglianza sociale e contempla nel suo agire miseria, fame, guerre, morti per milioni di persone.
Scegliere la libertà vuol dire scegliere di vivere ed adoperarsi per una nuova dimensione sociale ove al centro di ogni attività ci sia il benessere di ciascun essere umano e dell’umanità intera.
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MessaggioInviato: Dom Gen 18, 2009 7:54 am    Oggetto: Metti uno specchio nell'anima e lotta per essere felice! Rispondi citando

Metti uno specchio nell’anima e lotta per essere felice!

La parola libertà nell’attuale sistema è tra le più usate. Con essa s’intende di tutto, quasi sempre a sproposito.
Addirittura si fanno guerre in nome della libertà!
La verità è che il capitalismo per libertà intende la possibilità di aumentare i profitti ed utilizzare per questo obiettivo al massimo grado la forza lavoro.
Quale libertà ha il disoccupato?
Chi ha un lavoro precario, il cassintegrato, il lavoratore o la lavoratrice in mobilità, chi perde il posto di lavoro?
Chi vive con 1200 euro al mese o chi ha una pensione di 600 euro al mese?
Il giovane che studia una vita per un futuro senza futuro?
La parola libertà non agganciata a soddisfazione dei bisogni è vuota di ogni contenuto.
Nell’attuale sistema essere liberi significa per tante persone poter scegliere tra occupazione con stipendi da fame, disoccupazione, pensioni misere e, per una buona percentuale, addirittura la fame, quella vera.
In molti casi si è costretti a morire per guerre in nome del dio “profitto”, ove tanti bambini non possono scegliere di vivere.
Senza cibo per la pancia e la mente non vi può mai essere libertà!
L’essere umano ha necessità naturali, materiali e spirituali; ha bisogno di mangiare, bere, vestirsi, avere una casa, allo stesso modo della necessità di conoscere ed elevarsi nella più alta cultura.
Questa società viene incontro alle sue aspirazioni naturali?
La realtà da risposta negativa.
Di conseguenza cercare la libertà nel capitalismo è “cercar Maria per Ravenna”.
“Nella nuova società non c’era denaro.
Non c’erano quindi stipendi, non c’erano banche, assicurazioni, non c’era niente di collegabile al “vil denaro”.
Non c’erano più merci da vendere o da comprare, non vi erano, di conseguenza, prezzi, che determinavano il valore di una merce.
La produzione era esclusivamente per il consumo, per soddisfare le necessità dei cittadini.
L’essere umano e i suoi bisogni materiali e spirituali era stato messo al centro di ogni azione economica e sociale.
Ogni persona doveva solo dare il suo contributo produttivo per ricevere tutto quello che a lei necessitava…
I programmi toccavano tutto lo scibile del sapere umano senza nascondere nulla della storia dell’umanità, affinché ognuno con il suo sapere liberamente raggiungesse la verità.”
Il dolce sapore del cielo
Giuseppe Calocero
Questa è libertà!
“Gli esseri umani sarebbero necessariamente liberi se fossero necessariamente uguali”, scriveva Voltaire.
“Sii dolce con te stesso;
hai diritto di stare al mondo.
Con tutte le ipocrisie,
le ingratitudini
e i sogni andati in fumo,
il mondo è ancora bello.
Metti uno specchio nell’anima
E lotta per essere felice!”
Scriveva un poeta anonimo.
Metti uno specchio nell’anima e lotta per essere felice!
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MessaggioInviato: Dom Feb 01, 2009 6:26 am    Oggetto: "Cerca sempre ciò che ami per non accontentarti di ciò Rispondi citando

“Cerca sempre ciò che ami per non accontentarti di ciò che trovi.”

“L’essere umano, sin dall’inizio della sua evoluzione, ha dovuto lottare per combattere
la fame, la sete, la necessità di difendere il suo corpo dalla varietà delle stagioni, la necessità
di avere un tetto, dove ripararsi.
All’inizio della storia dell’umanità era presente tra gli individui comunione di obiettivi e
di interessi tale da costituire una comunità di persone unite.
Con la scoperta dei metalli e della loro lavorazione è iniziata un’era di divisione, in cui il più
forte prevaleva sul più debole.
In ogni epoca, poi succedutasi nella storia, la speranza di superare le necessità del bisogno e il desiderio di un mondo privo di necessità ha condotto
l’essere umano a immaginare mondi diversi, anche tramite la nascita delle religioni.
Il sogno di un mondo nuovo ha sempre albergato negli animi delle persone, soprattutto
quelle più umili e sensibili, anche se veniva sempre sopito dall’impossibilità
di dare atto alla sua realizzazione.
Ogni mutamento sociale nella storia è stato sempre rappresentato come miglioramento
della condizione umana e sebbene ciò in realtà non avvenisse,
la storia procedeva e proseguiva nel suo corso naturale.
L’abbattimento del feudalesimo ha sviluppato al massimo le forze della produzione e ha
raggiunto traguardi straordinari.
L’essere umano in questo processo impetuoso e meraviglioso ha pensato che fosse finalmente giunta la nuova frontiera nella quale godere dei beni della natura e dei suoi derivati.
Così non è stato!
Tante persone hanno continuato a soffrire il bisogno delle necessità, la maggior parte ha continuato a non soddisfarlo per nulla.
In numerosi casi la diversità di interessi ha condotto a scontri bellici e milioni di persone hanno
perduto la vita per una causa ingiusta e non sentita.
La nuova società, con il tempo, è divenuta un freno allo sviluppo delle forze della produzione, quando, in tantissimi casi, per l’ottica del mercato e del Guadagno, non ha, addirittura, distrutto gli
stessi prodotti.
Oggi quello che era nuovo è vecchio.
La storia implacabile è andata avanti e il vecchio mondo non è più in linea con essa.
La speranza di superare la necessità dei bisogni e il sogno di una società senza bisogni
non possono più identificarsi nella vecchia società, che è oramai un vestito molto
stretto per lo sviluppo raggiunto.
Occorre il nuovo!
C’è necessità di ricercare ulteriori nuove frontiere!
C’è bisogno di un Mondo Nuovo!
La nuova società deve garantire a ognuno un lavoro, una casa, una pensione, una sanità
per l’essere umano, una scuola dove far crescere la conoscenza, in cui ogni individuo,
dopo aver soddisfatto i suoi bisogni, abbia la possibilità di essere libero e non più schiavo dell’ignoranza, dei tabù, delle superstizioni e delle tradizioni.
La nuova società deve garantire tutti gli strumenti che siano utili per godere di una
vita serena e felice, in modo da consentire che ogni persona possa esprimere liberamente la sua personalità e i suoi desideri,
senza essere frenata da organi statali, che decidono per lei.”


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MessaggioInviato: Sab Feb 21, 2009 8:42 am    Oggetto: Se lo vogliamo, possiamo essere felici! Rispondi citando

Se lo vogliamo, possiamo essere felici!

“ Nella società borghese il lavoro vivo è soltanto un mezzo per aumentare il lavoro accumulato. Nella società comunista il lavoro accumulato è soltanto un mezzo per rendere più largo, più ricco, più progredito il ritmo di vita…”
K. Marx- F. Engels
Il manifesto del partito comunista.
Negli ultimi mesi i mass- media dedicano ampio spazio alla crisi. I pseudo economisti, pseudo centro studi e pseudo organismi di controllo si dilettano a fare previsioni sulla durata e sull’intensità. Sono gli stessi che fino a pochi mesi fa prevedevano il prezzo del barile petrolifero a duecento dollari, si sollazzavano nelle stime di crescita e che alzavano i tassi d’interessi per tenere sotto controllo l’inflazione. Se costoro fossero persone serie dovrebbero andare a nascondersi per la loro chiara incapacità. Invece continuano a fare le cassandre.
La crisi attuale è una crisi di sovrapproduzione. Si produce troppo rispetto alla domanda!
Se le conseguenze sono l’aumento della perdita di posti di lavoro, il conseguente incremento della disoccupazione e la crescita della miseria lo si deve essenzialmente all’ottica del profitto.
E’ assurdo che, mentre vi sono tanti prodotti nei magazzini, milioni di persone vedano le loro condizioni peggiorare e cadere nel baratro della povertà.
E’ assurdo, ma reale, poiché l’obiettivo del sistema non è garantire la vita all’umanità, ma accumulare profitti.
La dimensione dell’attuale realtà mostra ancora una volta che il capitalismo ha finito la sua opera progressista ed ha assunto una forma conservatrice e reazionaria, che fa solo da freno allo sviluppo umano.
Nell’attuale società la miseria e la povertà, non sono accidenti, ma sono insite nel processo di produzione e distribuzione del sistema, nel quale il capitale è un prodotto comune e può essere messo in moto solo dall’attività comune dei membri della società, ma l’appropriazione è oligarchica.
Se il capitale è un prodotto sociale, basterebbe trasformare la proprietà da oligarchica in comune per avere una società nuova. La dimensione nuova del carattere sociale della proprietà sarebbe la nascita di un mondo nuovo in cui ogni essere umano si appropria dei beni prodotti e della vita.
Questo bene prezioso che si può godere solo soddisfacendo i bisogni materiali e spirituali.
Essere per la vita vuol dire essere per l’eliminazione del dissidio tra produzione sociale ed appropriazione di pochi e voler donare ad ogni persona condizioni reali per vivere la sua esistenza. Dire di essere per la vita e per la libertà, mentre si accettano condizioni di estrema povertà, milioni di morti per fame e milioni di esseri umani sottoalimentati è pura ipocrisia.
“L’economia borghese non può né in genere impedire le crisi, né garantire il singolo capitalista da perdite, cattivi debitori e fallimenti e neppure garantire il singolo operaio dalla disoccupazione e dalla miseria.”
F. Engels
Antiduhring
Per questo motivo un’azione sociale per la costruzione di un mondo nuovo compiuta libererà ogni essere umano dal giogo bestiale della produzione per il profitto ed ogni persona potrà proporre e disporre della sua vita, usufruire dei mezzi per vivere, per godere la vita, per l’educazione e lo sviluppo di tutte le facoltà fisiche e spirituali in modo uguale ed in misura sempre crescente.
Mettiamo uno specchio nell’anima e lottiamo per essere felici!
Siamo tutti esseri umani e meritiamo una vita vera, libera, eguale e fraterna!
“Non osavano immaginare che esseri umani potessero utilizzare, come schiavi o finti liberi, altri esseri umani per avere dei miseri pezzi di carta o dei pezzi di materiale ferroso…”
Giuseppe Calocero
Il dolce sapore del cielo
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MessaggioInviato: Ven Mar 20, 2009 7:26 am    Oggetto: Morti bianche: quando la vita non ha valore. Rispondi citando

Morti bianche:quando la vita non ha valore.
Nonostante nessuno ne parli, sul lavoro si continua a morire! Anzi si muore di più!
La media è di quattro morti al giorno e di un incidente sul lavoro ogni quattro minuti.
Sono dati drammatici!
Eppure, al di là del pietismo di maniera e di giornata, non vi sono azioni tali da contrastare il fenomeno, che è in aumento.
Il settore dove vi sono più incidenti mortali è quello dei lavori da costruzione e cantieristica, il 28,57%.
Si muore perché non vengono rispettate le più elementari norme di sicurezza e perché la produzione per il guadagno è prioritaria rispetto alla vita umana.
La centralità dell’impresa significa centralità del guadagno e, pur di raggiungere questo obiettivo, le imprese ed i loro rappresentanti giocano sui bassi salari, sul precariato,sul lavoro nero, sulla riduzione dei costi in ogni campo, anche quello della sicurezza.
Le imprese sono per lo sfruttamento delle persone e prosperano su questa realtà!
La società delle imprese al servizio del guadagno è un fallimento umano e morale per l’essere umano, che si trova ad essere schiavo di una realtà , che mette al centro il denaro.
Il denaro che rende dritto lo storto,
bello il brutto,
alto il basso;
che può comprare una casa, non una famiglia;
l’orologio, non il tempo;
un letto, non il sonno;
un medico non la salute;
una posizione, non il rispetto;
il sangue, non la vita;
il sesso, non l’amore;
un libro, non la conoscenza;
ma che costringe l’umanità ad essere schiava di processi disumani e contro la vita e l’essere umano.
Tutti coloro che si dichiarano per la vita e che manifestano per essa non dicono nulla sulle morti bianche, non fanno girotondi o manifestazioni per una vita vera delle persone che lavorano dentro e fuori i luoghi di lavoro.
I giornali ricordano questa triste realtà solo quando vi sono disgrazie enormi, poi tacciono.
Non fanno campagne, non sensibilizzano.
Preferiscono riempire le pagine scrivendo di crisi, quanto mai per chi lavora e vive del proprio lavoro non c’è crisi, anzi “l’ideologia della crisi” serve per peggiorare le condizioni di chi lavora, di cronaca nera e di giochetti furbeschi dei parlamentari in nome di interessi, che non riguardano mai i cittadini che vivono del loro lavoro.
Intanto ogni giorno vi sono quattro morti e 360 incidenti sul lavoro…ogni giorno…ogni minuto…ogni secondo.
Dobbiamo convincerci che questo sistema è contro l’essere umano e la vita: è solo per il guadagno!
Serve una società che metta al primo posto l’essere umano ed i suoi bisogni.
Serve una dimensione sociale che garantisca la vita e la soddisfazione dei bisogni materiali e spirituali.
Serve un mondo nuovo che metta come primo concetto costituente: “Da ognuno secondo le sue capacità, ad ognuno secondo i suoi bisogni.”
Nell’attuale società il lavoro vivo è solo un mezzo per aumentare il lavoro accumulato.
Noi vogliamo invece una società in cui il lavoro accumulato, la ricchezza prodotta sia un mezzo per il benessere comune e per rendere la vita , meravigliosa nella sua essenza, degna di essere vissuta e goduta in tutto il suo splendore.
Il capitalismo è crisi,fame, miseria, disoccupazione, sfruttamento, guerre!
Siamo esseri umani, abbiamo diritto a vivere ed a essere felici ! Lottiamo per essere felici!
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MessaggioInviato: Dom Apr 05, 2009 6:39 pm    Oggetto: Chi lavora è sempre la panca delle tenebre! Rispondi citando

Chi lavora è sempre la panca delle tenebre!
Siamo in un periodo di flessione della domanda di beni. La conseguenza è che molte aziende decidono di ridurre la forza lavoro, pur di mantenere la loro redditività, ed altre, se il mercato non le premia, rischiano la chiusura, come d’altronde succede sempre nel capitalismo, anche quando i mercati vanno a gonfie vele. Chi vive del proprio lavoro, che negli ultimi quindici anni ha visto ridurre la capacità d’acquisto del proprio stipendio a favore di aumenti record dei profitti ed ha visto peggiorare le condizioni di lavoro e di vita per la reintroduzione di modelli d’impiego da anni cinquanta del secolo scorso, anche se il lessico è diverso, si trova ad affrontare situazioni ancora più d’insicurezza e di ansia per la paura, pubblicizzata a piene mani dai mass-media, del futuro. Chi non aveva lavoro vede le sue speranze di una vita migliore sempre più in calo. La vita, già dura prima, diviene ancora di più pesante da condurre. Si fanno vertici di ogni tipo, ma al di là della propaganda, le uniche discussioni sono su come continuare a perpetrare l’attuale sistema. Si danno milioni di dollari o euro alle banche, alle aziende, mentre per i lavoratori e le lavoratrici, che perdono il posto di lavoro o continuano a non averlo, c’è il nulla, spesso spacciato per qualcosa d’importante. Se qualcuno ancora s’illude che il capitalismo possa portare benessere per l’umanità intera ha la possibilità di riflettere sulle sue idee e, magari, comprendere che, pur importante e necessario nella storia, l’attuale sistema non potrà mai garantire la “vita” a tutti, ma a pochi, perché vivere non è solo “nascere“, ma poter soddisfare i bisogni materiali e spirituali, che la stragrande maggioranza della popolazione mondiale o fatica a farlo o non ci riesce proprio. E’ inutile illudersi che Tizio o Caio al governo possano fare meglio di Sempronio, perché con sfaccettature diverse, a seconda dei momenti storici e degl’interessi che portano avanti, avranno sempre cura dei loro rappresentati, il profitto e la rendita. Chi lavora deve contare sulle sue forze, unirle, avere una strategia, che non può prescindere dal contrasto profitto-salario dell’attuale dimensione sociale, e puntare ad una società senza profitti e senza salario, dove tutti sono produttivi e tutti godono dei beni prodotti. Non avere la forza delle proprie forze unite è negativo da ogni punto di vista e fa sì che anche le organizzazioni sindacali possano difendere più gli sfruttatori che gli sfruttati ed essere collaterali all’azione dei governi della borghesia, pur rimanendo uno strumento essenziale per la difesa degl’interessi immediati di chi lavora. Se vogliamo sognare, dobbiamo liberare la nostra mente dalle ideologie, dai tabù, dalle superstizioni, dalle illusioni! Dobbiamo sognare con la mente libera e gli occhi aperti! Per esseri padroni di noi stessi, della natura , della libertà bisogna che siamo protagonisti nell’organizzazione sociale.Fin quando saremo spettatori, spesso neanche interessati, i nostri interessi, le nostre speranze, le nostre vite saranno altri a gestirle e ci tratteranno sempre come “l’asino di Buridano”.
“L’essere umano e i suoi bisogni materiali e spirituali era stato messo al centro di ogni azione economica e sociale. Ogni persona doveva solo dare il suo contributo produttivo per ricevere tutto quello che a lei necessitava. D’altronde i beni prodotti erano di una tale quantità che ogni membro della società poteva usufruire in abbondanza, anche oltre le necessità.”
Da “Il dolce sapore del cielo” di Giuseppe Calocero
Non è un sogno! E’ possibile se siamo uniti allo stesso modo della borghesia rispetto al profitto. I rappresentanti dell’attuale potere economico possono litigare su tante cose, possono farsi anche le guerre, tanto non ci vanno loro, ma sul profitto sono e saranno sempre d’accordo. L’avvenire è nel presente!
“Noi non diciamo al mondo: abbandona le tue lotte, sono sciocchezze; noi ti grideremo la vera parola d’ordine della lotta.”
K. Marx
Tutti i buoni borghesi… vi dicono che la concorrenza, il monopolio,ecc. come principio, cioè presi come pensieri astratti sono i soli fondamenti della vita, ma che essi lasciano a desiderare nella pratica. Tutti svolgono la concorrenza senza le conseguenze funeste di questa. Tutti vogliono l’impossibile, cioè le condizioni della vita borghese senza le conseguenze necessarie di queste condizioni. Tutti non comprendono che la forma borghese della produzione è una forma storica e transitoria così come lo è stata la forma feudale.”
K. Marx
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MessaggioInviato: Lun Apr 20, 2009 4:56 am    Oggetto: Un rapporto organico con la natura solo in un mondo nuovo Rispondi citando

Un rapporto organico con la natura solo in un mondo nuovo.

L’essere umano può trasformare le società, può trasformare la natura nella sua vita biologica, ma non in quella geologica.
Nella dialettica della natura il movimento geologico ha tempi, che non hanno riferimento alcuno con quello biologico.
Affrontare con impegno scientifico e sociale i sommovimenti geologici richiede un’enorme quantità di lavoro scientifico e sociale, che solo un mondo nuovo, fondato sui comuni interessi può mettere in campo.

Nell’attuale realtà sociale si preferiscono giganteschi appalti di costruzione a normali appalti di manutenzione.

Le zone terremotate sono notoriamente sismiche, ma ciò non ha vietato che si costruisse in modo non sicuro per avere maggiori guadagni senza che fosse messo in campo qualsiasi forma di controllo, anche in costruzioni come l’ospedale, la casa dello studente, il tribunale, la prefettura.
Sembra che investire sulla sicurezza delle costruzioni non sia conveniente!
Questa realtà è il prodotto di una dimensione sociale dove gli esseri umani hanno interessi diversi, dove l’interesse del cittadino lavoratore non va d’accordo con gl’interessi del cittadino che vive di profitto e rendita.
Emerge inoltre da questa tragedia, che ha colpito migliaia di persone, causando la morte di circa trecento esseri umani, il fallimento del decentramento e che le regioni, le province, i comuni spesso non sono in grado di prevenire ed affrontare tali catastrofi, non sono in grado di garantire la sicurezza dei cittadini.
La realtà spesso è più forte delle chiacchiere!
La difesa civile dei cittadini richiede volontà, programmi a lunga scadenza, denari.
D’altronde nei maggiori paesi capitalisti vengono investiti miliardi di dollari per “la difesa civile”, mentre in Italia l’investimento più diffuso è una montagna di chiacchiere.
Eppure la storia di questa nazione è piena di catastrofi naturali, che accompagnate a buona parte del territorio di carattere sismico, dovrebbero mettere al primo posto la difesa civile dei cittadini e, di conseguenza, garantire la vita ad ognuno di essi.
Dopo ogni catastrofe si dicono, si scrivono mari di parole, ma poi tutto torna come prime, forse perché è più conveniente economicamente per alcuni.
E non è scandaloso, ma normale per questa società, che su qualche organo di stampa qualcuno già facesse i conti dei benefici dell’investimento nel dopo terremoto, nella ricostruzione, per tutta l’economia nazionale.
L’essere umano merita di più!
Merita di vivere nella soddisfazione dei suoi bisogni materiali e spirituali, merita che la vita gli sia garantita nella serenità, nella tranquillità, nella felicità.
Solo un mondo nuovo può realizzare queste legittime speranze.

Metti uno specchio nell’anima e lotta per essere felice!

“ Per trasformare la proprietà privata e spezzettata, oggetto del lavoro individuale, in proprietà capitalista, occorsero naturalmente più tempo, sforzi e sofferenze di quanto non ne esigerà la metamorfosi in proprietà sociale della proprietà capitalista, che di fatto si basa già su un modo di produzione collettivo.
Là si trattava della espropriazione della massa da parte di alcuni espropriatori; qui si tratta dell’espropriazione di alcuni usurpatori da parte della massa.”

K. Marx
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MessaggioInviato: Dom Mag 24, 2009 8:23 am    Oggetto: La vita è bella! Rispondi citando

La vita è bella! Ogni persona ha il diritto di goderla e di essere felice!

“Nel Mondo Nuovo tutti i cittadini sono proprietari della società in cui vivono. Nei centri produttivi e di servizio i coordinatori sono eletti democraticamente e revocabili in qualsiasi momento.
Gli stipendi e le pensioni sono uguali per tutti , compresi i membri del governo, ovvero duemila euro al mese.
Tutti devono lavorare sei ore al giorno e dedicare due ore quotidiane allo studio.
Non si può accedere al lavoro prima di diciotto anni.
Gli uomini godono della pensione a 55 anni, le donne a 50.
Tutti devono possedere una casa, una casa vera, non un tugurio.
Non esistono differenze tra uomo e donna, poiché esse sono solo fisiologiche.
L’infanzia è protetta in ogni suo bisogno e trascorre serena i suoi anni abbeverandosi alle fonti del sapere e dello svago.
Gli apologeti ipocriti del vecchio mondo della difesa dell’infanzia non si scandalizzeranno certo nel sapere che nella loro realtà cinquanta milioni di bambini muoiano ogni anno per fame e che milioni di essi vengano impiegati nel lavoro in tenera età, mentre dovrebbero trascorrere il tempo nel gioco e nello studio.
Indicono convegni, pronunciano discorsi, ma non fanno alcunché per superare queste piaghe. Se veramente lo volessero, dovrebbero essere con noi, non contro.
La verità è che perseguono solo il Guadagno.
La cura della salute è gratuita. Il medico di base segue 250 pazienti. A costui è strettamente collegato il Centro medico specialistico e il Centro analisi, che segue, al massimo, 5000 pazienti.
Abbiamo ogni 5000 abitanti un Centro ospedaliero e, in casi di necessità, un Centro anche in città con meno abitanti…
I trasporti sono totalmente gratuiti, perché alla base della nostra convivenza esiste il concetto che ogni persona ha il dovere di dare il proprio contributo alla produzione sociale ed ha il diritto di usufruire di ogni bene prodotto socialmente.
La scuola, gratuita, è una palestra conoscitiva e non una gara a premi ed è un’ approfondimento culturale continuo, anche durante l’attività lavorativa, poiché ci adoperiamo per fare in modo che ogni essere umano utilizzi al massimo la sua mente e si elevi nella conoscenza.
Non vogliamo il triste primato della vecchia società, dove, secondo alcuni scienziati, il massimo utilizzo della mente umana non raggiunge che il misero risultato del 5 %.
L’informazione è libera e rappresenta un vero mezzo di conoscenza per la formazione di un libero pensiero, non è uno strumento di manipolazione e controllo delle menti per asservirle, come avviene nel vecchio mondo.
Lo sport è praticato per puro spirito di piacere, di salute, di godimento della bellezza di un gesto tecnico, non è un affare come ogni cosa nel vecchio mondo.
L’amministrazione della società è elettiva ad ogni livello e serve ad amministrare i servizi di carattere sociale.
Non entra mai nella sfera privata delle persone, non impone, non condiziona, non determina cosa sia giusto o cosa non lo sia…
Non esistono nella nostra realtà vari corpi di polizia, perché sono i cittadini a difendere se stessi e la loro società…
La nostra società ha i suoi cardini nel concetto: “ Da ognuno secondo le sue capacità, ad ognuno secondo le sue necessità”.

Il dolce sapore del cielo
Giuseppe Calocero

La vita è bella! Ogni essere umano ha il diritto di goderla e di essere felice!
Se lo vogliamo, possiamo sognare!
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MessaggioInviato: Ven Lug 03, 2009 9:36 am    Oggetto: Una vita inimmaginabile. Rispondi citando

Una vita …inimmaginabile.

“ Non osavano immaginare che esseri umani potessero utilizzare, come schiavi o finti liberi, altri esseri umani per avere dei miseri pezzi di carta o dei pezzi di materiale ferroso.
Non osavano immaginare che tanta gente non avesse un lavoro, una casa;
che tante persone non mangiassero abbastanza e altre morissero addirittura di fame;
che i bambini morissero per mancanza di cibo.
Non osavano immaginare che esseri umani uccidessero altri esseri umani per motivi futili e banali, che ci fossero le guerre, che si distruggessero con le bombe tesori millenari, testimoni della storia dell’umanità;
che un liquido brutto e nero fosse così importante.
Non osavano immaginare che donne e uomini vendessero il loro corpo e, a volte, anche la loro anima per apparire in televisione, sui giornali,
che le persone non esprimessero quello che sentivano nei cuori, ma solo quello che conveniva ai loro interessi;
che un organo, chiamato Stato, imponesse tasse e decidesse sulle scelte delle persone in tema di rapporti d’amore e di vita, decidesse il giusto e l’ingiusto, che si nascondesse la conoscenza e si diffondesse l’ignoranza;
che un malato dovesse pagare per essere curato;
che la scuola non insegnasse sapere, ma ideologie, che un laureato non trovasse occupazione, che si lavorasse o non si lavorasse a segmenti;
che l’informazione fosse solo al servizio di chi godeva del Guadagno e nascondesse la verità; che chi produceva era povero e chi non produceva era ricco;
che si andasse in pensione, ormai vecchi, e, dopo una vita di lavoro, fosse dura tirare avanti; che non tutti avessero una casa e che le case fossero diverse da persona a persona;
che chi praticasse sport non lo facesse per passione e piacere, ma per denaro;
che la donna non fosse ritenuta pari all’uomo e vivesse una condizione, spesso, negativa;
che si dovessero pagare i trasporti e che i mezzi fossero così carenti;
che gli anziani fossero abbandonati al loro destino, perché, ormai, improduttivi.
Non riuscivano ad immaginare che ci fossero le armi, che ci fossero gli eserciti, la polizia, le guardie varie;
che ci fossero le banche, le assicurazioni.
Non riuscivano ad immaginare una politica, fatta non per le esigenze comuni, ma per gl’interessi di comitati di affare e, anche, di bande criminali.
Non riuscivano ad immaginare che la stragrande maggioranza della popolazione, che viveva in condizioni precarie, non si ribellasse
e, anzi, prendesse a modello proprio coloro, che avevano interesse a tenerli in quella situazione di sottomissione.
I figli della nuova epoca non osavano creder, studiando la storia dell’umanità, che potessero essere esistiti periodi così bui e tristi per l’umanità!”

Il dolce sapore del cielo

Giuseppe Calocero

La vita è bella!

Solo liberandoci dalle catene materiali e spirituali della dimensione sociale in cui viviamo e costruendo un “Mondo Nuovo” possiamo goderla in tutto il suo splendore!
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MessaggioInviato: Mer Set 09, 2009 6:38 am    Oggetto: Niente di nuovo... Rispondi citando

Niente di nuovo alla luce del sole del capitalismo…


“Generalmente sono di piccola statura e di pelle scura.
Molti puzzano perché tengono sempre lo stesso vestito per settimane.
Si costruiscono baracche nelle periferie.
Quando riescono ad avvicinarsi al centro affittato a caro prezzo appartamenti fatiscenti, si presentano in due e cercano una stanza con uso di cucina.
Dopo pochi giorni diventano quattro, sei, dieci.
Parlano lingue incomprensibili, forse antichi dialetti.
Molti bambini vengono utilizzati per chiedere l’elemosina davanti alle chiese.
Donne e uomini anziani invocano pietà con toni lamentosi e petulanti.
Fanno molti figli che faticano a mantenere e sono assai uniti tra di loro.
Dicono che siano dediti al furto e, se ostacolati, violenti.
Le nostre donne li evitano sia perché poco attraenti e selvatici sia perché è voce diffusa di stupri consumati quando le donne tornano dal lavoro.
I governanti hanno aperto troppo gli ingressi alle frontiere ma, soprattutto, non hanno saputo selezionare tra coloro che entrano nel paese per lavorare e quelli che pensano di vivere di espedienti o, addirittura, attività criminali.”

Dalla relazione dell’ispettorato per l’immigrazione al Congresso americano sugli immigrati italiani.
Ottobre 1912
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MessaggioInviato: Gio Set 17, 2009 5:33 am    Oggetto: Questa società è un inferno... Rispondi citando

Per miliardi di esseri umani questa società è un inferno.
La società in cui viviamo, che i capitalisti, i mass-media, i pennivendoli, i comitati di affari ed i loro rappresentanti, i venditori di ideologie decantano come la migliore e la meta massima, a cui poter aspirare, è un paradiso per pochi ed un inferno per molti.
I fatti dicono che
più di un miliardo di persone sono sottoalimentate e che milioni di esse muoiono ogni anno di fame, tra cui 50 milioni di bambini;
la libertà, intesa come soddisfazione dei bisogni materiali e spirituali, per miliardi di esseri umani è un miraggio;
l’uguaglianza sociale e la giustizia sociale sono solo parole vuote, senza alcun aggancio con la realtà;
la donna è calpestata nel suo animo e nella sua intelligenza;
vi sono guerre e lotte civili, che vedono ogni anno milioni di morti, tra cui molte donne e bambini;
alla base del pensiero umano domina, visto che le idee dominanti sono quelle della classe dominante, l’individualismo, l’egoismo, l’ipocrisia ed ogni individuo crede di pensare solo ai suoi interessi ponendosi contro tutto e tutti e non si accorge che attua il piano di chi vive dello sfruttamento dei propri simili.
Questa non è una società, ma una giungla!
Vi sono regole, ma servono solo a preservare i forti ed i loro interessi, mai i più deboli.
Oggi va di moda l’ideologia: “La crisi è finita.” o “ La crisi sta per finire.”
Ci sarebbe da discutere su queste affermazioni, ma anche se fosse vero, per tante persone si prospettano licenziamenti, disoccupazione, miseria e per chi non viene espulso dal ciclo produttivo più ritmi e carichi di lavoro, perdita di diritti, salari da fame.
Sono gli stessi capitalisti e i loro economisti ad affermarlo.
Per chi lavora è sempre crisi in questo sistema!
Dal 1992 al 2007 le aziende di ogni settore hanno raggiunto quote record di profitti, nello stesso periodo i lavoratori hanno visto ridursi il potere d’acquisto delle buste paga, hanno visto peggiorare le condizioni di lavoro e di vita, hanno visto precarizzare il mercato del lavoro, hanno visto allungare il periodo di lavoro prima di poter accedere alla pensione, che ogni lavoratore si paga da solo con i contributi versati nella sua vita lavorativa.
Tutto ciò con la collaborazione delle organizzazioni sindacali, e il sindacato è uno strumento di chi lavora se guidato dai lavoratori, dirette da opportunisti che mai osano mettere in discussione il profitto.
La realtà mostra come sia in periodi fortemente positivi sia in periodi meno positivi chi lavora è soggetto a sfruttamento, bassi salari, disoccupazione, miseria, e mai è libero di soddisfare le sue necessità e di essere felice, mai è libero di poter scegliere, di poter prendere una decisione, viste i cappi reali ed ideologici che questa realtà sociale riesce a produrre.
Eppure i produttori di benessere, insieme all’esercito di riserva dei disoccupati, sono la maggioranza nel mondo e potrebbero facilmente porre le istanze di un mondo nuovo solo che fossero organizzati!
I capitalisti possono litigare, farsi le guerre di ogni tipo, ma non sono mai in disaccordo sul fatto che devono avere il profitto.
Chi lavora dovrebbe trovare unità d’intenti almeno su lavoro e salario e non lasciarsi turlupinare da obiettivi della classe dominante che mirano ancora di più a dividere ed ad imperare.
Sulla difesa del lavoro e del salario si può costruire una difesa forte e compatta delle condizioni di vita e di lavoro nella dimensione sociale attuale.
Sulla costruzione di una forte coscienza della realtà socio-economica in cui viviamo e sull’unione di menti e cuori, che vogliono essere persone e non cartoni animati, si può sognare un mondo nuovo alla cui porta d’ingresso sia scritto in caratteri cubitali:
“ DA OGNUNO SECONDO LE SUE CAPACITA’, AD OGNUNO SECONDO LE SUE NECESSITA’.”
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MessaggioInviato: Sab Ott 17, 2009 3:18 pm    Oggetto: La storia non si ferma. Rispondi citando

La storia non si ferma.
Il presidente del consiglio, On. Silvio Berlusconi, parlando alla festa del PDL il 27.09.09 ha affermato: “ Io sono il popolo”.
Non tenendo conto che il centrodestra ha avuto circa un terzo dei voti dell’intero corpo elettorale ed il presidente del consiglio il 9%, e quindi che è minoranza rispetto agli aventi diritto al voto, tale affermazione si scontra con una realtà sociale divisa in classi, nella quale gl’interessi sono diversificati e contrapposti, e si mostra non concreta ed astratta, visto che gl’interessi del capitalista non coincidono mai con quelli del lavoratore, non potendo andare d’accordo profitto e salario, e si pone nell’ottica dell’ideologia dominante di unificare gl’interessi anche quando essi non potranno mai coincidere. Ne è dimostrazione l’ultima fase economica, ancora in corso, che ha visto regalare alle banche ed alle imprese decine di trilioni di dollari, ma che non trova qualche miliardo di dollari per garantire un salario ai milioni di disoccupati, che ogni giorno accrescono il panorama internazionale. Le banche e le aziende vengono sempre aiutate, i lavoratori e le lavoratrici devono eternamente arrangiarsi! “Noi dureremo per sempre!” Ha ancora affermato l’On. Silvio Berlusconi, riferendosi certamente alla sua persona, innanzitutto, ed alla sua coalizione, ma nell’inconscio non prendendo neanche in considerazione che il capitalismo è solo una fase della storia umana, come lo sono state altre situazioni storiche. Certamente nella situazione contingente è aiutato nella funzione di presidente del consiglio dall’opposizione, che vorrebbe dimostrare di poter fare meglio di lui gl’interessi del sistema Italia, ma non ci riesce, dal sindacato, diretto da burocrati al servizio del profitto, che fa di tutto per indebolire ulteriormente la classe lavoratrice, dalla chiesa, che dimenticando la filosofia dei Vangeli, si mostra, ancora una volta, attenta al potere temporale.
Ma il capitalismo non è eterno ed è solo di passaggio! L’ultima frontiera dell’umanità è il comunismo. Non quello propagandato dallo stesso presidente del consiglio, dalla finta opposizione, dai mass-media dell’ex Unione Sovietica, ove il tentativo non riuscito, per la mancata rivoluzione in altri paesi europei, di realizzare una società socialista ha dato sbocco ad un normale sistema capitalistico, ove regnava, come in ogni capitalismo, il profitto. Il tentativo di spacciare il sistema sovietico per comunismo serve a cercare di allontanare gli esseri umani da un’idea di società dove “ogni essere umano da secondo le sue capacità e riceve secondo i suoi bisogni”. Dimenticando che gli embrioni del comunismo ci sono già nel capitalismo, come ogni società precedente aveva gli embrioni di quella seguente. La storia però non si ferma. Essa va avanti e mostra sempre più un sistema capitalistico che ha fatto il suo tempo ed è solo di freno allo sviluppo delle attività produttive, a quello sociale, a quello umano. Il comunismo non è speranza, è certezza scientifica!
Non caschiamo perciò nell’abbattimento perché la vita non ci sorride come vorremmo, non caschiamo nella sottomissione dell’inerzia, dell’apatia, della sfiducia negli altri ed in noi, ma più la vita è dura è più, sapendo che il motivo è da ricercarsi nell’attuale sistema socio-economico, cerchiamo di conoscere e nella conoscenza trovare le energie per unire i cuori e le menti di chi vive nel presente e che vuole un futuro. Solo così possiamo lottare per un mondo senza sfruttamento dell’uomo sull’uomo, in cui ogni essere umano possa veramente sentirsi tale e non un numero, un oggetto.
“Nel Mondo Nuovo tutti i cittadini sono proprietari della società in cui vivono. Nei centri produttivi e di servizio i coordinatori sono eletti democraticamente e revocabili in qualsiasi momento. Gli stipendi e le pensioni sono uguali per tutti, compresi i membri del governo, ovvero duemila euro al mese. Tutti devono lavorare sei ore al giorno e dedicare due ore quotidiane allo studio. Non si può accedere al lavoro prima di diciotto anni. Gli uomini godono della pensione a 55 anni, le donne a 50 anni. Tutti devono possedere una casa, una casa vera, non un tugurio. Non esistono differenze tra uomo e donna, poiché esse sono solo fisiologiche. L’infanzia è protetta in ogni suo bisogno e trascorre serena i suoi anni abbeverandosi alle fonti del sapere e dello svago…La cura della salute è gratuita. Il medico di base segue 250 pazienti. Abbiamo ogni 50000 abitanti un centro ospedaliero e, in caso di necessità, un centro anche in città con meno abitanti…L’amministrazione… non entra mai nella sfera privata delle persone…”
Da “ Il dolce sapore del cielo” di Giuseppe Calocero
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MessaggioInviato: Dom Nov 01, 2009 6:10 pm    Oggetto: Il comunismo è libertà! Rispondi citando

Il comunismo è libertà!
Il presidente del consiglio Silvio Berlusconi, di solito, quando vuole recare offesa a qualcuno lo apostrofa con l’aggettivo comunista. Tutta la propaganda borghese ha inculcato nelle menti delle persone, soprattutto negli ultimi anni, che il comunismo è uguale al fascismo ed al nazismo, anzi peggio. Hanno contribuito a questo falso dottrinario, storico, culturale le organizzazioni ed i rappresentanti di queste che si dichiaravano comunisti e tali erano solo nelle dichiarazioni. Gli esempi di comunismo che vengono portati sono l’Unione sovietica di Stalin, la Cina di Mao, Cuba ed altre esperienze di governo medie e piccole dove è regnato o regna il controllo dello stato sull’economia, ma che nulla hanno avuto od hanno a che fare con il comunismo, essendo varianti del sistema capitalistico.
Perché questa propaganda di massa di falsificazione della storia e della cultura politica?
Perché la borghesia sa bene che l’unico avversario vero, radicato nel suo stesso ventre economico e nelle sue contraddizioni, al suo sistema di sfruttamento di miliardi di persone è la teoria comunista.
“Noi ci chiamiamo comunisti. Che cos’è un comunista? Comunista è una parola latina. Comunista deriva dalla parola comune. La società comunista significa: tutto in comune, la terra, le fabbriche, il lavoro. Ecco cos’è il comunismo.”
Lenin “ I compiti delle associazioni giovanili”
Il comunismo è questo non altro. In quale situazione questa dimensione economico-sociale ha preso piede? Ad eccezione del comunismo primitivo, agli albori dell’umanità, quest’esperienza non si è ancora mai realizzata.
La rivoluzione russa del 1917, di cui ricorre in questi giorni il 92° anniversario, è stato un tentativo grandioso, il più grande tentativo dopo la Comune di Parigi, di eliminare le classi, ma, causa le mancate rivoluzioni negli altri paesi europei, esso è fallito. Lo stalinismo rappresentò la controrivoluzione borghese ed infatti annientò tutti i comunisti travestendoli da traditori della patria, da ebrei, da nemici del bene pubblico. Lo stalinismo come il nazismo ed il fascismo rappresentarono la centralizzazione del potere politico per l’obiettivo di concentrazione economica delle borghesie da essi rappresentate.
Queste forme di potere politico non sono altro che l’altra faccia della medaglia del capitalismo, utili come la forma democratica in certi momenti storici.
Cercare di fare spregio del comunismo, fin dalla parola, è certamente interesse della borghesia, ma questo non vuol dire che ancora oggi non vi siano miliardi di persone che anelano al sistema descritto da Lenin. Vi sono e crescono sempre più. Così come crescono in quantità e qualità coloro che sempre più si temprano nel quotidiano del capitalismo ed alle fonti del marxismo di quella scienza pratica che porta alla coscienza.
La borghesia ed i suoi megafoni sparlano del comunismo perché hanno paura che le menti comprendano il suo grande imbroglio, basato sul profitto e sullo sfruttamento, sulle guerre, sulle morti per fame e miseria di adulti e bambini, sulla ricchezza di pochi e la miseria di molti, sulla negazione dell’essenza della dignità umana, il diritto a vivere ed a vivere serenamente.
E’ un’azione di spregio interessata.
Le menti libere e non schiave delle idee delle classi dominanti, le menti che ogni giorno cercano di essere libere nella conoscenza non cascano nel tranello, basato sull’ignoranza e l’imbroglio e lottano per un mondo nuovo e migliore.
Solo il comunismo può liberare l’ umanità dalle catene e dalle miserie del capitalismo e dare il benessere a tutto il genere umano!
“Per i suoi principi, il comunismo è al di sopra del dissidio tra borghesia e proletariato, poiché lo considera giustificato nel suo significato storico soltanto per il presente, non per il futuro; esso intende appunto sopprimere tale dissidio. Riconosce perciò, finchè il dissidio permane, che il risentimento del proletariato contro i suoi oppressori è un a necessità, che rappresenta la leva più importante del movimento operaio ai suoi inizi; ma va oltre tale risentimento, perché il comunismo è appunto una causa di tutta l’umanità, non soltanto degli operai.”
F.Engels “ La situazione della classe operaia in Inghilterra
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Athena2010



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MessaggioInviato: Mer Nov 18, 2009 5:12 pm    Oggetto: La democzia è il sistema dei borghesi. Il comunismo del gene Rispondi citando

La democrazia è il sistema dei capitalisti, il comunismo del genere umano.
La democrazia viene decantata come la migliore organizzazione sociale, in cui l’essere umano possa vivere la vita pienamente. Sicuramente è il miglior involucro per il capitalismo e per coloro che vivono sul profitto, per la stragrande maggioranza del genere umano è una rincorsa continua alla ricerca della soddisfazione dei propri bisogni materiali.
Nel mondo più di un miliardo di persone soffre la fame ed ogni diciassette secondi un bambino muore di fame.Basterebbe questa realtà per dire che il capitalismo, necessario nello sviluppo storico dell’umanità per la frontiera di forme economico-sociali superiori, per affermare che il sistema attuale, qualsiasi forma assumi, più libertaria o dittatoriale, non è la società di cui l’umanità ha bisogno.Sempre più esso appare agli occhi dei cittadini del mondo nudo nelle sue ideologie di libertà, uguaglianza, benessere per tutti, giustizia e si mostra nel sua cruda dimensione di società in cui i ricchi sono sempre più ricchi ed i poveri sempre più poveri.La “crisi”, di cui tanto si è parlato, ha messo in risalto ancora una volta che i governi dei vari paesi e le organizzazioni internazionali rappresentano gl’interessi del profitto.Sono stati messi in campo fiumi di denaro per aiutare le banche e le imprese che, a parte la normale selezione della lotta economica, hanno portato a far sì che i profitti non diminuissero. Per i milioni di lavoratori e lavoratrici che perdono o perderanno il posto di lavoro i governi hanno riservato le briciole, per lo più dei casi, finanziate dagli stessi lavoratori.Questa non è democrazia, intesa come libertà dai bisogni materiali e spirituali, uguaglianza reale, fratellanza, giustizia vera, ma è dittatura del capitale.
“La libertà materiale e la libertà spirituale sono intimamente legate l’una all’altra. La civiltà presuppone uomini liberi, perché soltanto da uomini liberi essa può venire concepita e realizzata.”
Albert Schweitzer
Rispetto per la vita
Senza cibo per la pancia e per la mente non vi potrà mai essere libertà, figuriamoci la civiltà!
E’ solo enunciazione!
“Nessuno è più schiavo di chi si ritiene libero senza esserlo.”
Affermava Goethe ne “ Le affinità elettive”
Nell’attuale società l’autonomia, l’emancipazione, la libertà sono dovute allo “schiavo giallo”, il denaro, così battezzato da Shakespeare, che affermava:” Questa prodigiosa materia è capace di rendere nero il bianco, bello il brutto, diritto il torto, nobile il basso, giovane il vecchio e valoroso il codardo.”E il fatto stesso che “lo schiavo giallo” esista fa sì che non esista libertà, uguaglianza, fratellanza, giustizia, pace per il genere umano, ma solo asservimento, disuguaglianza,odio ed ipocrisia, ingiustizia, guerre.In questa società il puro e semplice avere un lavoro è un privilegio molto grande, ma partecipare all’attività produttiva dovrebbe essere un diritto, così come avere una casa, poter conoscere, poter vivere senza condizionamenti e costrizioni varie.
Molte persone nella situazione attuale non sono contente della vita in questa società, si allontanano dai partiti borghesi, dalle associazioni sindacali, si rifugiano nell’egoismo, nell’individualismo,nel razzismo, pensando di difendere meglio le proprie esigenze, ma non fanno altro che rafforzare il capitale.Per lottare per una vita nuova bisogna invece unire le forze, perché il numero è la nostra arma più grande, indebolire le frazioni borghesi all’interno dei movimenti sindacali, ponendo come obiettivi immediati la riduzione dell’orario di lavoro a parità di salario, per contrastare la disoccupazione, e il salario garantito per chi perde il lavoro.
Le crisi se le paghi il capitale, non le paghino i lavoratori e le lavoratrici!
Ma se vogliamo un mondo nuovo dobbiamo costruire l’unità dei cittadini e lavorare per una dimensione sociale senza profitto e senza salario.
“Le forze obiettive ed estranee che sinora hanno dominato la storia passano sotto il controllo degli uomini stessi. Solo da questo momento gli uomini stessi faranno con piena coscienza la loro storia, solo da questo momento le cause sociali da loro poste in azione avranno prevalentemente, e in misura sempre crescente, anche gli effetti che essi hanno sempre voluto. E’ questo il salto dell’umanità dal regno della necessità al regno della libertà”.
F. Engels “ Antiduring
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Athena2010



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MessaggioInviato: Ven Gen 01, 2010 8:40 pm    Oggetto: Una causa di tutta l'umanità. Rispondi citando

Una causa di tutta l’umanità.
Ogni giorno di più, mentre rappresentanti “colti” della classe dominante e illustri e meno illustri esponenti dell’opportunismo, cercano di convincere il genere umano e le classi subalterne che l’attuale sistema sia il “non plus ultra” per l’umanità e che non c’è alternativa al capitalismo, seppur migliorabile, appare chiaro agli occhi di ogni persona che queste teorie sono solo false rappresentazioni della realtà. La ricchezza continua a crescere di pari passo con l’aumento della povertà, dei senza lavoro, dei senza casa, dei morti per fame, compresi milioni di bambini, dei periti in guerre. Aumentano le persone che non riescono a soddisfare i propri bisogni, i sottoalimentati, gli sfruttati, coloro che non vivono la vita nel suo splendore, ma cercano solo di sopravvivere. Per chi lavora il ritorno a prassi legali e contrattuali di un secolo fà, seppur con nomi nuovi, rende il rapporto con la produzione sempre più schiavistico, con il consenso silenzioso delle dirigenze sindacali. Si espandono le ideologie razziste e si vede il nemico nell’immigrato e di chi ha un colore diverso della pelle, chiudendo gli occhi di fronte alla vera causa della misera vita che si conduce: il profitto ed il sistema su cui esso si basa.
Sembra forte il capitalismo e non si accorge della sua fragilità, del suo essere solo di passaggio per la vera frontiera dell’umanità: Il comunismo.
Lo sviluppo delle forze produttive è ormai tale da permettere un’economia amministrata direttamente dai produttori e senza proprietà privata, eliminando il disordine economico, lo spreco, il parassitismo ed assicurando il benessere a tutti.
Il comunismo è una causa di tutta l’umanità perché mira ad una civiltà superiore, che darà ad ognuno secondo i suoi bisogni e riceverà da ciascuno secondo le sue capacità.
I “soloni” della classe dominante e dell’opportunismo sbraitino pure contro questa dottrina sociale, spaccino pure capitalismi di stato come quello sovietico, cinese per comunismo, non riusciranno mai a togliere dall’animo di tante persone la speranza ed il sogno di una nuova era socio-economica, per il semplice fatto che è la stessa società attuale a produrre idee, lotte, azioni per il “Mondo Nuovo”.
“ …vogliamo uno stato al servizio dei cittadini…che s’interessa di dare ad ognuno una buona scuola, una buona rete di trasporti, una buona assistenza sanitaria…che dia ai cittadini asili nido, scuole materne, ristoranti pubblici ove poter mangiare, se non si ha voglia di cucinare, centri di cultura dove approfondire la conoscenza, possibilità di fare sport…che aiuti l’espressione della cultura in tutte le sue forme, che faccia tutto quello che serva per elevare la mente e lo spirito delle persone…ove è d’obbligo lavorare e studiare, nei modi che saranno ritenuti più coerenti in base allo sviluppo economico-sociale.
Il caldo respiro della speranza
Giuseppe Calocero
Noi vogliamo che la vita di ogni persona sia garantita dalla gestazione alla morte in modo concreto, non propagandistico, come accade nell’attuale dimensione sociale.
“La società capitalistica non ci offre dunque che una democrazia tronca, miserabile, falsificata, una democrazia per i soli ricchi, per la sola minoranza. La dittatura del proletariato, periodo di transizione verso il comunismo, istituirà per la prima volta una democrazia per il popolo, per la maggioranza. Solo il comunismo è in grado di dare una democrazia realmente completa; e quanto più sarà completa, tanto più rapidamente diventerà superflua e si estinguerà da se.”
Stato e rivoluzione
Lenin
Viviamo serenamente e con fiducia la nostra vita aprendoci ad essa e non chiudendoci in noi stessi, protagonisti e non spettatori di un confronto politico costruito sulla pelle di chi lavora per dare ai ricchi sempre di più ed agli sfruttati sempre di meno.
Culliamo nei nostri cuori la fiammella della speranza e del sogno di una vita nuova, aprendoci ai nostri simili, al di là della razza, del colore, perché la colpa delle miserie è del sistema del profitto, costruendo insieme un futuro nuovo e migliore.
Un mondo nuovo nel comunismo è possibile! Il comunismo è una causa di tutta l’umanità!
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iuppiter



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MessaggioInviato: Gio Feb 11, 2010 5:28 pm    Oggetto: Mentre diceva... Rispondi citando

Mentre diceva queste parole, chissà perché le venne in mente
la poesia di un poeta anonimo.
Va’ pure tranquillo
nel frastuono di questa vita frenetica,
ma pensa quanta pace
può esserci nel silenzio.
Con dignità,
senza compromessi,
fai di tutto per andare
d’accordo con chi ti sta vicino.
Di’ la tua verità
in modo chiaro e sereno
e ascolta gli altri:
anche se sciocchi o ignoranti
anche loro hanno
una storia da raccontare.
Evita chi è aggressivo
o chi parla troppo forte,
perché opprime il tuo spirito.
Se ti paragoni agli altri
puoi diventare presuntuoso
o invidioso;
mettiti uno specchio nell’anima;
ci sarà sempre
chi è più in alto
o più in basso di te.
Impegnati nel tuo lavoro:
per umile che sia,
è la sola cosa vera
nel gioco delle alterne fortune.
Sii cauto negli affari:
il mondo è pieno di inganni;
ma non essere cieco
di fronte alla vera onestà:
c’è molta gente che lotta
in nome di alti ideali
e c’è eroismo un po’ dovunque.
Sii te stesso. Sii te stesso.
Soprattutto non fingere affetti,
ma non essere cinico in amore,
perché, malgrado le amarezze e le delusioni,
l’amore è la forza prima
che anima l’universo.
Accetta il passare degli anni
e abbandona senza rimpianti
le smanie della gioventù.
Abitua il tuo spirito
a essere forte
perché ti sorregga
nelle improvvise avversità
e non fare drammi su cose
che non esistono:
le paure nascono solo
dalla stanchezza e dalla solitudine.
Sii dolce con te stesso:
hai diritto di stare al mondo.
Con tutte le ipocrisie,
le ingratitudini
e i sogni andati in fumo,
il mondo è ancora bello.
Metti uno specchio nell’anima
e lotta per essere felice!
Da “Il dolce sapore del cielo” di Giuseppe Calocero
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MessaggioInviato: Lun Apr 05, 2010 4:16 pm    Oggetto: Lottare per una vita senza necessità! Rispondi citando

Lottare per una vita senza necessità!
In tutte le nazioni, cosiddette democratiche, aumentano le astensioni nelle tornate elettorali. In molti casi la percentuale di chi si reca alle urne sugli aventi diritto è meno della metà. Milioni di elettori non credono più al rito del voto. “Una testa, un voto” è solo una bella frase. Chi detiene i mezzi di comunicazione di massa condiziona le idee e quindi anche il voto.
“Nel capitalismo le idee dominanti sono quelle della classe dominante.” Scriveva Marx.
L’aumento dell’astensionismo al voto va di pari passo con l’aumento della miseria della classe lavoratrice. Aumenta la disoccupazione, si riducono gli stipendi in tema di potere d’acquisto. Peggiorano le condizioni di lavoro e di vita di chi lavora in un contesto di più doveri e meno diritti.
Donne ed uomini, giovani ed anziani della classe lavoratrice si trovano a dover affrontare un’esistenza molto dura nella ricerca di vivere una vita normale.
In questo percorso vengono sballottati a destra ed a manca dalla realtà ed a volte se la prendono con il governo, con i partiti, con i sindacati; altre volte con i colleghi, con gl’immigrati, con la moglie, con i figli. Non cercano mai di guidare il proprio vivere. Sono sempre asserviti a volontà o situazioni esterne.
Tanti ce l’ hanno con il mondo intero, ma, non mettendo in campo le loro volontà, non si rendono conto che sono la stampella di situazioni che vorrebbero superate.
Si bruciano speranze e sogni!
Nella storia però nulla è definitivo! Nulla è assoluto! Nulla è sacro!
Tutte le cose mostrano la loro caducità ed esiste solo il processo ininterrotto del divenire e del perire.
In questo processo ed in una società dove regna la necessità non soddisfatta gli esseri umani fanno la storia!
La società va considerata un organismo vivente in continuo sviluppo, regolato dalla nascita, dall’esistenza, dalla morte e dalla sostituzione da parte di un organismo superiore.
Marx ed Engels hanno sviluppato il materialismo. Hanno fatto progredire questa scienza nell’applicazione nel campo delle scienze sociali. Hanno dato valore scientifico allo studio ed all’analisi dei rapporti socio-economici nel capitalismo.
Hanno dato valore scientifico ad una speranza, ad un sogno!
Marx non si limitò alla sola teoria economica. Egli spiegò la struttura e l’evoluzione di una data formazione sociale basandosi sui rapporti di produzione, ma investigò pure le sovrastrutture corrispondenti.
La scienza marxista mostra che la realtà capitalistica è viva in ogni aspetto quotidiano; nella manifestazione concreta dell’antagonismo delle classi inerente ai rapporti di produzione; nella sovrastruttura politica borghese che protegge il dominio della classe dei capitalisti; nella propaganda, a livelli di sola enunciazione, delle idee borghesi di libertà, uguaglianza, giustizia; nell’intervento delle strutture religiose in questioni varie, in modo da cercare di controllare, più che le anime, i cervelli.
Questa società non è eterna! E’ nata per bisogni storici e sparirà per gli stessi bisogni!
I partiti borghesi cercano di attenuare il contrasto capitale-lavoro salariato per trasformarlo in armonia. Ma, al di là delle forme, il contenuto rimane sempre uguale. Rimane una società di profitto e salario, di ricchi e poveri.
L’azione di rappresentanti politici e letterari della classe dominante, tesa a camuffare la realtà ed a privilegiare il profitto, non è la politica di chi lavora; è la politica dei capitalisti.
E’ semplice, senza coscienza della realtà economico-sociale, cadere nelle illusioni di lavoro e ricchezza dei magliari della politica borghese, ma è anche facile trovarsi poi nelle disillusioni della realtà che non cambia, che anzi peggiora.
Il respiro dell’aria bella della conoscenza porta a capire gl’inganni quotidiani che vengono propinati alle classi lavoratrici. Il respiro della scienza marxista ci da la capacità di vedere reali i nostri sogni di una vita senza necessità. Il respiro del comunismo ci trasporta ad assaporare il cielo.
Lottare per una vita senza necessità è ricercare la libertà di vivere!
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